Il disabile può ottenere un rinvio dello sfratto?

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Autore: Angelo Forte

17 gennaio 2026

L'avv. Angelo Forte si è laureato in giurisprudenza a pieni voti nel 1997 con una tesi in diritto del lavoro. Successivamente perfezionatosi in diritto processuale tributario, esercita la professione dal 2001 nel settore civile e fiscale con particolare riferimento al diritto condominiale, alle locazioni, al diritto successorio, alle sanzioni per violazioni del Codice della strada, al diritto tributario, al diritto consumeristico, al diritto del lavoro ed alle compravendite immobiliari. Fiduciario di associazioni di consumatori.

Se la legge consente agli affittuari che abbiano condizioni di disabilità di poter ottenere, e per quanto tempo, una proroga dello sfratto per finita locazione

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Non è raro il caso in cui l’affittuario a cui sia scaduto il contratto di locazione sia una persona con disabilità. Ci si pone allora la domanda se il disabile possa ottenere un rinvio dello sfratto. Se infatti il proprietario non è più intenzionato a rinnovare il rapporto ed ha comunicato per tempo la disdetta, allora anche persone in situazione di disagio fisico sarebbero costrette a trovare una nuova sistemazione se non ci fosse qualche possibilità di ottenere legalmente una proroga della permanenza nell’immobile. Le situazioni posso essere assai difficili da sopportare per una persona disabile che, ad esempio, abbia deficit sensoriali o di deambulazione ed è pure assai penoso dover implorare il proprietario per restare anche solo il tempo necessario a trovare un nuovo alloggio. I servizi sociali, che esistono anche per ovviare a queste situazioni in modo dignitoso, non sempre riescono a dare risposte soddisfacenti nonostante tutte le buone intenzioni. Vediamo allora se sia direttamente la legge ad offrire un’opportunità alle persone disabili sottoposte a sfratto.

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Esiste per il disabile il diritto a rinviare uno sfratto?

Quando il contratto di locazione è scaduto e quindi nel caso di locazione cessata in conseguenza della scadenza del termine pattuito in contratto, il proprietario, se l’affittuario non va via spontaneamente, può avviare l’iter legale per procedere allo sfratto proponendo ricorso al tribunale competente.

Il giudice, verificata la fondatezza dell’istanza, emetterà un provvedimento esecutivo per il rilascio che consisterà in un ordine, indirizzato all’affittuario, affinché lasci libero l’immobile da persone e cose per la data stabilita nel

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provvedimento stesso.

Se il contratto di locazione è scaduto, il proprietario chiede al giudice di emettere provvedimento di sfratto ed il giudice fisserà la data per il rilascio della casa

La legge [1] dà facoltà al conduttore di chiedere, nel corso del processo di sfratto, il differimento (cioè lo spostamento) della scadenza fissata per lasciare l’immobile per una durata massima di diciotto mesi:

Il conduttore con handicap può ottenere lo spostamento dello sfratto per finita locazione

Per quanto tempo dura il differimento dello sfratto?

Riassumendo: il conduttore ha il diritto, se ha più di 65 anni ed è

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disabile o malato terminale, di chiedere al giudice del procedimento di sfratto di rinviare la data di rilascio dell’immobile fino ad un massimo di 18 mesi.

Ma in ogni caso il differimento dello sfratto non può essere inferiore a nove mesi (quindi da un minimo di nove mesi ad un massimo di diciotto mesi).

Se invece il proprietario non ha ancora iniziato la procedura di sfratto per finita locazione davanti al Tribunale il conduttore può ugualmente restare nell’immobile come occupante abusivo ma pagando una indennità per l’occupazione (essendo scaduto il contratto) ed eventualmente anche il risarcimento dei danni, se sussistenti e dimostrati dal proprietario, causati dal mancato immediato sgombero dell’immobile.

I disabili ed i malati terminali ultrasessantacinquenni hanno diritto al rinvio dello sfratto

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