Disdetta locazione con tre mesi di preavviso: è legale?

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Autore: Mariano Acquaviva

05 ottobre 2025

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Il proprietario può impedire il rinnovo del contratto di affitto con un preavviso inferiore a sei mesi? Qual è la differenza tra disdetta e recesso?

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Un lettore ha posto il seguente quesito: «Volevo sapere se i termini di preavviso per un contratto di locazione 4 + 4 possono essere convenuti tra le parti a 3 mesi, oppure se per legge devono essere di 6 mesi». La domanda può essere efficacemente sintetizzata in questo modo: si può disdire la locazione con preavviso di tre mesi? Approfondiamo l’argomento.

Cos’è la disdetta del contratto di locazione?

La

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disdetta è l’atto formale con cui si impedisce il rinnovo del contratto di locazione.

Si tratta di una comunicazione scritta destinata alla controparte, la quale è informata della volontà di non rinnovare il contratto quando giungerà alla scadenza.

Chi può fare la disdetta della locazione?

Secondo la legge (art. 3, l. 9 dicembre 1998, n. 431), la disdetta della locazione può essere esercitata dal locatore con preavviso di almeno sei mesi.

Il rinnovo può essere impedito già alla prima scadenza (cioè dopo i primi quattro anni nel caso di canone libero, dopo tre anni nell’ipotesi di canone concordato), ma solo se ricorre almeno una delle seguenti ragioni:

Alla

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seconda scadenza del contratto, ciascuna delle parti – quindi anche il conduttore – ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni oppure per la rinuncia al rinnovo del contratto, comunicando la propria intenzione con lettera raccomandata da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza.

Dunque, mentre la disdetta alla prima scadenza è subordinata al ricorrere di specifiche circostanze, la disdetta alla seconda scadenza è libera, purché sia rispettato il preavviso di sei mesi.

Si può disdire la locazione con un preavviso di tre mesi?

La disdetta del locatore deve sempre rispettare il preavviso semestrale, non essendo possibile per le parti pattuirne uno inferiore (App. Milano, 9 aprile 2013, n. 894).

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La legge afferma infatti che «il locatore può avvalersi della facoltà di diniego del rinnovo del contratto, dandone comunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi».

Si tratta di una norma imperativa a tutela dell’inquilino, il quale ha diritto ad almeno sei mesi di tempo per poter organizzare il proprio trasloco.

Anche con riferimento alla locazione commerciale, la giurisprudenza (Trib. Napoli, n. 10743/2024) ha ritenuto inderogabile il preavviso semestrale che il locatore deve rispettare affinché la sua disdetta sia efficace.

Dunque, la disdetta della locazione con preavviso inferiore a sei mesi non è valida, nemmeno se pattuita tra le parti.

La clausola contrattuale che prevede un termine inferiore è

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nulla e deve essere sostituita automaticamente dalla normativa vigente.

Cos’è il recesso dal contratto di locazione?

Il recesso consente di interrompere il contratto di locazione prima della sua naturale scadenza.

A differenza della disdetta, che ha come effetto quello di impedire il rinnovo, il recesso permette di porre fine al contratto in qualsiasi momento, nel rispetto del termine di preavviso.

È dunque chiaro perché la legge non conferisca anche al conduttore il potere di disdetta entro sei mesi dalla prima scadenza contrattuale: se volesse, egli potrebbe esercitare il diritto di recesso.

Chi può recedere dalla locazione?

Il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi

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, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dandone comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi.

Il recesso è quindi riservato all’inquilino, il quale può esercitarlo anche prima della scadenza del contratto, purché sussistano gravi motivi e sia rispettato il termine di preavviso semestrale (o quello più breve previsto dal contratto, come diremo).

I gravi motivi che giustificano il recesso devono essere sopraggiunti rispetto al momento della conclusione del contratto; possono essere sia soggettivi che oggettivi, cioè indipendenti dalla volontà del conduttore.

Si può recedere dalla locazione con un preavviso di tre mesi?

A differenza della disdetta, è consentito alle parti convenire un preavviso inferiore ai sei mesi con riferimento all’esercizio del diritto di recesso.

Il conduttore può quindi recedere entro un termine inferiore rispetto a quello di sei mesi, se il contratto lo consente.

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