San Francesco torna festa nazionale: il 4 ottobre sarà di nuovo giorno festivo

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Autore: Paolo Remer

16 settembre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Dal 2026 il 4 ottobre, giorno di San Francesco patrono d’Italia, tornerà a essere festa nazionale: scuole e uffici chiusi, ma siccome nel 2026 la ricorrenza cade di domenica il primo effetto concreto si vedrà nel 2027. Bocciato San Giuseppe: il 19 marzo resta lavorativo.

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Dopo quasi mezzo secolo, il 4 ottobre – giorno di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia – tornerà a essere festa nazionale. La Camera dei Deputati si appresta ad approvare in via definitiva, tra domani e dopodomani, la proposta di legge presentata da Noi Moderati (primo firmatario Maurizio Lupi), che prevede la reintroduzione della festività civile a partire dal 2026. Poi è previsto il rapido passaggio del testo normativo al Senato, e anche qui l’esito sembra scontato: quasi tutti i partiti e movimenti politici si dichiarano d’accordo.

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Il provvedimento arriva in vista delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Come spiegano i promotori, la nuova festività intende valorizzare i principi di pace, solidarietà, tutela dell’ambiente e inclusione sociale incarnati dal Santo di Assisi e considerati di perenne attualità.

La legge in via di approvazione stabilisce la chiusura di scuole e uffici pubblici e invita a promuovere iniziative culturali ed educative. Il 4 ottobre 2026 cadrà, però, di domenica: la prima chiusura effettiva sarà dunque il 4 ottobre 2027.

Cosa cambia per cittadini e lavoratori

Il provvedimento inserisce il 4 ottobre tra le

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festività civili a tutti gli effetti. Questo significa che la giornata sarà equiparata alle altre ricorrenze nazionali (come il 2 giugno, Festa della Repubblica, o l’8 dicembre, Festa dell’Immacolata Concezione), con diritto al riposo retribuito e chiusura degli uffici pubblici.

C’è però un dettaglio pratico: nel 2026 il 4 ottobre cadrà di domenica, dunque in una giornata già di per sé festiva, perciò il primo impatto concreto per scuole e lavoratori si avrà dal 2027.

Il dibattito politico: bocciato San Giuseppe

L’iniziativa parlamentare promossa da Noi Moderati ha raccolto consenso bipartisan, sia della maggioranza sia dell’opposizione, ma non sono mancate le polemiche. Alcuni deputati hanno sollevato dubbi sui

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costi economici di una nuova giornata festiva. Per questo motivo il testo della nuova legge specifica che l’attuazione non dovrà comportare nuovi o maggiori oneri per lo Stato.

È stato inoltre respinto un emendamento, presentato da Dieter Steger (gruppo misto – minoranze linguistiche), che chiedeva di rendere festa nazionale anche il 19 marzo, giorno di San Giuseppe. Il governo ha motivato il no con il rischio di aprire la strada a richieste analoghe da parte di altre comunità religiose e culturali.

Una festa che guarda al futuro

Il ritorno della festività civile del 4 ottobre rappresenta anche un’occasione per rilanciare il turismo religioso e culturale legato ai luoghi francescani, in particolare

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Assisi, che già oggi accoglie milioni di pellegrini ogni anno.

Come ricordato dai promotori della legge, l’obiettivo non è solo “aggiungere un giorno di festa”, ma rilanciare un messaggio universale: quello di un’Italia che riconosce nel proprio patrono i valori di fratellanza, rispetto per l’ambiente e inclusione sociale.

Domande frequenti sulla festa nazionale di San Francesco

Quando entra in vigore la nuova festività?
La legge prevede che il 4 ottobre diventi festa nazionale a partire dal 2026. Tuttavia, quell’anno la data cadrà di domenica: la prima chiusura effettiva di scuole e uffici sarà dunque il 4 ottobre 2027.

Chi ha diritto al riposo retribuito?
Come per le altre festività civili riconosciute, il diritto al riposo spetta a tutti i

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lavoratori dipendenti. Chi lavora in quel giorno ha diritto a una maggiorazione della retribuzione, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi.

Perché la festa era stata abolita?
Il 4 ottobre era festa nazionale fino al 1977, quando fu eliminato – insieme ad altre ricorrenze – per motivi economici e produttivi, nell’ambito della legge che ridusse i giorni festivi civili.

Quali valori intende promuovere la nuova legge?
Il testo richiama esplicitamente i principi incarnati da San Francesco: pace, fraternità, solidarietà, inclusione sociale e tutela dell’ambiente.

Ci saranno altre festività aggiunte al calendario?
Durante l’iter parlamentare era stato proposto di includere anche il 19 marzo (San Giuseppe) tra le feste nazionali, ma l’emendamento è stato respinto. Al momento, dunque, l’unica nuova festività è quella del 4 ottobre.

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