Contatore della luce segna troppo: come farlo verificare
Sospetti che il tuo contatore elettrico registri consumi eccessivi? Scopri la procedura ufficiale per richiederne il controllo, i costi e cosa succede se si scopre un guasto.
Aprire la busta della bolletta della luce e trovare una cifra esorbitante è un’esperienza che gela il sangue. Il primo pensiero corre inevitabilmente ai propri consumi, a quel condizionatore lasciato acceso un po’ troppo a lungo o al nuovo elettrodomestico in funzione. Ma se il colpevole non fosse un’abitudine dispendiosa, bensì un errore tecnico dell’apparecchio che dovrebbe misurare i prelievi? Di fronte a questo dubbio, la domanda sorge spontanea: bolletta troppo alta: come verificare il contatore
Indice
A chi mi devo rivolgere per il controllo del contatore?
Quando si sospetta un’anomalia nei consumi registrati dal contatore, il primo passo è avviare una
Per evitare qualsiasi malinteso e avere una prova certa della comunicazione, è sempre consigliabile inoltrare la richiesta in forma scritta, utilizzando canali come la Posta Elettronica Certificata (PEC), una raccomandata con avviso di ricevimento o i moduli di reclamo ufficiali messi a disposizione dal proprio fornitore.
Una volta ricevuta la segnalazione, la società di vendita ha l’obbligo di trasmetterla tempestivamente al distributore competente, che è il soggetto tecnicamente responsabile del
Cosa succede durante la verifica tecnica del contatore?
Una volta che il distributore ha ricevuto la richiesta, attiverà la procedura di verifica vera e propria. Essendo il responsabile dell’installazione e della manutenzione dei gruppi di misura (Delibera ARERA 9/2017/E/eel; Delibera ARERA 480/2016/E/eel.), organizzerà un intervento tecnico direttamente presso il punto di prelievo (il cosiddetto POD, il codice che identifica l’utenza). Il cliente ha il pieno diritto di essere informato con anticipo sulla data e l’ora dell’intervento per poter presenziare, se lo desidera.
È anche possibile farsi assistere da un tecnico di fiducia durante le operazioni, per avere un parere esperto e imparziale. Al termine del controllo, che può prevedere test specifici con apparecchiature certificate, il tecnico del distributore redigerà un verbale di verifica. Questo documento è di massima importanza, perché attesta l’esito del controllo e costituisce la base per le azioni successive (Delibera ARERA 200/99).
Quanto costa la verifica se il contatore funziona bene?
L’esito della verifica tecnica determina non solo i passi successivi, ma anche chi dovrà sostenerne i costi. Le possibilità sono due:
- contatore funzionante: se il controllo rivela che l’apparecchio di misura funziona correttamente e che il suo margine di errore rientra nei limiti di tolleranza stabiliti dalle norme tecniche di riferimento (norme CEI), il costo dell’intervento viene addebitato al cliente finale. L’importo, previsto dal listino prezzi del distributore e reso pubblico dall’ARERA, verrà inserito in una delle bollette successive (Delibera ARERA 200/99.);
- contatore malfunzionante: se, al contrario, la verifica accerta un errore, in eccesso o in difetto, superiore a quello ammesso dalla normativa, la verifica è completamente gratuita per il cliente. In questo scenario, il distributore non solo non addebiterà alcun costo, ma avrà anche l’obbligo di sostituire o riparare il contatore guasto a proprie spese e, soprattutto, di avviare la procedura di ricalcolo dei consumi fatturati erroneamente.
Come vengono ricalcolati i consumi se il contatore è guasto?
Quando un contatore si rivela difettoso, si apre la fase della “
Se durante la verifica è stata determinata l’esatta percentuale di errore del contatore (ad esempio, registrava il 10% in più del reale), i consumi del periodo anomalo vengono semplicemente corretti applicando quella percentuale. A volte, per ottenere questo dato, il distributore può anche decidere di installare per un certo periodo un secondo contatore di controllo in parallelo a quello sospetto (Delibera ARERA 753/2016/E/eel.). Se, invece, il guasto non permette di stabilire una percentuale di errore (ad esempio, un display rotto), la ricostruzione si basa sui
Per quanto tempo indietro possono ricalcolare i consumi?
Una delle maggiori preoccupazioni per un consumatore è vedersi recapitare una maxi-bolletta di conguaglio relativa a un periodo di tempo molto esteso. Per questo, la normativa ARERA pone un limite preciso a tutela dell’utente. Se il momento esatto in cui è iniziato il guasto è determinabile con certezza, la ricostruzione copre l’intero intervallo di tempo tra quella data e la riparazione del contatore.
Ma se la data di origine del malfunzionamento non può essere stabilita con sicurezza, la legge interviene a protezione del cliente. L’articolo 10.2 della Delibera 200/99 stabilisce che il periodo per cui si può procedere alla ricostruzione
Un errore di installazione è considerato un guasto?
Un’errata misurazione dei consumi non deriva sempre da un guasto meccanico o elettronico del contatore. L’Autorità ha specificato che anche gli errori di configurazione o installazione rappresentano un inadempimento del distributore ai suoi obblighi di garantire una misurazione corretta. La responsabilità ricade sempre sul distributore
- errata impostazione della costante “K”: si tratta di un coefficiente moltiplicatore che converte il dato “grezzo” letto dal contatore nel consumo finale in kWh. Un’impostazione sbagliata di questo parametro nei sistemi informatici è a tutti gli effetti una violazione degli obblighi del gestore;
- errato cablaggio o installazione: anche un errore fisico commesso durante la posa in opera del misuratore, che ne alteri la registrazione, è imputabile a negligenza del distributore (Delibera ARERA 9/2017/E/eel; Delibera ARERA 480/2016/E/eel.).
In tutte queste circostanze, il cliente ha diritto alla stessa tutela prevista per un guasto, inclusa la gratuità della verifica e la ricostruzione dei consumi.
Quali sono i miei diritti dopo la ricostruzione dei consumi?
Al termine della procedura di ricostruzione, il cliente ha diritto a ricevere dalla sua società di vendita una comunicazione dettagliata che illustri chiaramente l’importo del conguaglio (a debito o a credito), il periodo di riferimento e la metodologia di calcolo utilizzata, allegando la documentazione giustificativa (Delibera ARERA 404/2017/E/eel.). Se la fattura di conguaglio dovesse risultare di importo particolarmente elevato, è prassi comune offrire al cliente la possibilità di una rateizzazione.
È inoltre importante conoscere le norme sulla prescrizione. Per contrastare il fenomeno delle maxi-bollette tardive, la legge ha introdotto un termine di prescrizione breve, attualmente fissato a due anni per i clienti domestici. Questo significa che il fornitore non può richiedere pagamenti per consumi risalenti a più di due anni prima, a meno che la mancata fatturazione non sia dovuta a responsabilità del cliente. Infine, ogni utente ha sempre il diritto di accedere ai propri dati di consumo storici, uno strumento utile non solo per verificare la correttezza delle fatture ma anche per confrontare le offerte sul mercato (D. Lgs. 4 luglio 2014, n. 102).