Testamento segreto: la scelta che nessuno usa, ecco i rischi

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Autore: Angelo Greco

24 settembre 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Giorgio Armani ha scelto il testamento segreto, opzione per lo 0,1% degli italiani. Olografo e pubblico i più diffusi. Analisi completa di vantaggi e svantaggi.

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Anche nel dettare le proprie ultime volontà, Giorgio Armani ha percorso una strada unica, scegliendo una formula testamentaria tanto affascinante quanto rara: il testamento segreto. Un’opzione che, stando ai dati del 2024, rappresenta un’autentica eccezione nel panorama delle successioni italiane. Su oltre 87mila atti di successione pubblicati, infatti, solo 83 rientrano nella categoria dei testamenti segreti, internazionali e speciali, attestandosi su un quasi impercettibile 0,1%. La stragrande maggioranza degli italiani, circa il 79%, continua a preferire la semplicità del

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testamento olografo, mentre un solido 21% si affida alla sicurezza dell’atto notarile pubblico. Ma cosa distingue queste formule e quali sono i vantaggi e gli svantaggi che hanno guidato una scelta così particolare?

Un panorama a tre vie per le successioni

Il Codice Civile italiano, all’articolo 601, delinea tre forme “ordinarie” attraverso cui un cittadino può disporre dei propri beni dopo la morte, al netto di casi particolarissimi come quello previsto per chi si trova in viaggio per mare (articolo 611). La prima via è quella del

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testamento olografo, la più diretta e personale. Le altre due rientrano nella categoria del testamento “per atto di notaio” e si distinguono in testamento pubblico e, appunto, testamento segreto. Ognuna di queste soluzioni presenta caratteristiche, formalità e un bilanciamento tra pregi e difetti molto specifici, che ne determinano il grado di diffusione e adeguatezza alle esigenze del testatore.

Il testamento olografo: la via più semplice ma rischiosa

Scelto da quasi otto italiani su dieci, il testamento olografo (disciplinato dall’articolo 602 del Codice Civile) deve rispettare tre requisiti fondamentali per essere valido: essere scritto per intero, datato e sottoscritto “di mano” dal testatore. Il suo principale pregio risiede nell’estrema facilità di compilazione, che non richiede formalità complesse né costi immediati. Tuttavia, questa semplicità nasconde insidie notevoli. Il primo difetto è l’assenza di una consulenza qualificata, a meno che il testatore non decida autonomamente di farsi assistere da un esperto. Questo espone al rischio di scrivere disposizioni invalide o di difficile interpretazione. Il secondo, non meno importante, riguarda i pericoli legati alla sua conservazione e al suo effettivo ritrovamento al momento dell’apertura della successione. Un documento conservato in casa può essere smarrito, distrutto involontariamente o addirittura sottratto.

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L’atto di notaio: la garanzia del pubblico e il mistero del segreto

Per superare i rischi dell’olografo, il 21% degli italiani ricorre al testamento pubblico (articolo 603). In questo caso, il testatore dichiara la propria volontà direttamente a un notaio, alla presenza obbligatoria di due testimoni. Sarà poi il professionista a redigere l’atto, garantendo con la sua cultura ed esperienza la piena conformità legale delle disposizioni. Il contenuto, tuttavia, è noto sia al notaio sia ai testimoni.

Qui si inserisce la terza via, quella del testamento segreto (articoli 604 e 605). La sua procedura è decisamente più articolata. Il testatore può scriverlo di suo pugno o avvalersi di mezzi meccanici (come un computer) o persino farlo scrivere da un’altra persona. L’elemento fondamentale è la sottoscrizione del testatore in calce. Se non è autografo o è scritto con mezzi meccanici, la firma va apposta su ogni mezzo foglio. La carta viene poi sigillata in modo che l’apertura comporti la rottura del sigillo. Infine, il momento formale: il testatore consegna il plico sigillato al notaio, sempre in presenza di due testimoni, dichiarando che al suo interno sono contenute le sue ultime volontà. Il notaio non ne conosce il contenuto, ma redige un “atto di ricevimento” direttamente sull’involucro, certificando l’avvenuta consegna, la dichiarazione del testatore e le caratteristiche dei sigilli.

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Pregi e difetti del testamento segreto

Questa formula viene spesso descritta come un ibrido che tenta di sommare i vantaggi delle altre due. Rispetto al testamento pubblico, il suo pregio indiscutibile è la segretezza assoluta del contenuto, che rimane sconosciuto a chiunque, inclusi il notaio e i testimoni. Rispetto all’olografo, invece, i vantaggi sono enormi in termini di sicurezza. La conservazione è garantita dalla diligenza del notaio depositario (e, dopo la sua cessazione dall’attività, dall’Archivio notarile). Anche la reperibilità è certa: la notizia della sua esistenza (ma non del contenuto) viene iscritta nel Registro generale dei testamenti presso il Ministero della Giustizia, consultabile da chiunque presenti un certificato di morte del testatore.

Tuttavia, il testamento segreto condivide con l’olografo un difetto di non poco conto: se il testatore non si affida a una consulenza legale esperta nella fase di scrittura, il rischio di redigere disposizioni difettose, poco chiare, difficilmente eseguibili o addirittura viziate da invalidità è molto alto. Un’ipotesi che, secondo alcuni, potrebbe riguardare per limitati aspetti anche lo stesso testamento di Giorgio Armani, a riprova che neppure una scelta così sofisticata mette al riparo da possibili complicazioni future.

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