Multe per abbandono rifiuti: si possono usare le telecamere?

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Autore: Angelo Greco

28 settembre 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Multe più facili per chi getta piccoli rifiuti come mozziconi e scontrini. Cambiano le regole a seconda che l’illecito sia commesso da un’auto o a piedi. Le telecamere diventano una prova chiave.

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L’abbandono di rifiuti è una piaga che affligge le strade, le piazze e le aree verdi del nostro Paese, un gesto di inciviltà che, oltre a deturpare il paesaggio, rappresenta un costo per la collettività e un danno per l’ambiente. Per contrastare questo fenomeno, il legislatore ha introdotto nuove e più specifiche regole, puntando a rendere più efficaci i controlli e più certe le sanzioni, soprattutto per quei piccoli gesti quotidiani come gettare un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto dal finestrino. La novità più significativa è l’introduzione della videosorveglianza come strumento di accertamento. Di fronte a questo nuovo quadro normativo, la domanda sorge spontanea: come funzionano le

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multe per abbandono rifiuti? Si possono usare le telecamere? La risposta si trova in un’articolata distinzione di competenze e in una procedura che, sebbene definita, attende un ultimo via libera per diventare pienamente operativa.

Quali sono le nuove regole per chi getta rifiuti in strada?

La recente modifica normativa (D.L. n. 116/2025) ha tracciato una linea di demarcazione netta per l’applicazione delle sanzioni, distinguendo le responsabilità a seconda del contesto in cui l’illecito viene commesso. La competenza non è più generica, ma si divide principalmente tra il

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Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992) e il Codice dell’Ambiente (D.Lgs. n. 152/2006).

La regola generale è la seguente:

  • se l’abbandono di piccoli rifiuti (come gomme da masticare, scontrini, fazzoletti, mozziconi) avviene da un veicolo, sia in sosta che in movimento, su una strada pubblica o sulle sue pertinenze (come piazzole di sosta o banchine), si applica la sanzione prevista dal Codice della Strada (art. 15, comma 1, lettera f-bis). In questo caso, l’organo competente all’accertamento è la polizia stradale.
  • se l’abbandono degli stessi rifiuti viene commesso da un pedone che si trova sulla strada, oppure da chiunque (anche da un veicolo) in un’area esterna alla sede stradale (ad esempio un campo, un bosco o un parcheggio privato a uso pubblico), si applica la sanzione prevista dal Codice dell’Ambiente (art. 255, comma 1-bis). La competenza in questo scenario spetta al sindaco e alla polizia locale.

Questa distinzione è fondamentale perché indirizza l’azione sanzionatoria verso l’autorità corretta. Inoltre, la normativa prevede che per l’abbandono di rifiuti, anche non pericolosi, qualora venga utilizzato un veicolo a motore, possa essere applicata la pesante

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sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.

Che differenza c’è tra rifiuti e altri materiali?

Un’ulteriore specificazione introdotta nel Codice della Strada aiuta a chiarire il perimetro di applicazione delle norme. La legge ora punisce non solo chi abbandona rifiuti veri e propri, ma anche chi, più in generale, imbratta o insudicia la carreggiata con “oggetti o materiali diversi”. Questa norma (art. 15, comma 1, lettera f) non si riferisce ai classici rifiuti urbani, ma a tutto ciò che può sporcare o rendere pericolosa la strada, come la perdita di liquidi da un veicolo a causa di un guasto, la dispersione di vernice o di altro materiale trasportato. Lo scopo di questa disposizione è duplice: da un lato tutelare il decoro delle strade, dall’altro garantire la sicurezza della circolazione, che potrebbe essere compromessa dalla presenza di sostanze scivolose o di ostacoli imprevisti. Si tratta quindi di una fattispecie diversa rispetto al getto del mozzicone, ma ugualmente sanzionata dal Codice della Strada.

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Le telecamere possono essere usate per fare le multe?

Questa è la vera rivoluzione introdotta dalla nuova normativa. Per superare la difficoltà di cogliere i trasgressori in flagrante, il legislatore ha previsto esplicitamente la possibilità di utilizzare le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza per accertare e sanzionare l’abbandono di rifiuti. Il nuovo comma 5-quater dell’articolo 201 del Codice della Strada consente agli organi di polizia stradale di visionare i filmati provenienti da telecamere installate su qualsiasi tipo di strada, sia all’interno che all’esterno dei centri abitati.

Questi impianti non necessitano di una specifica approvazione od omologazione per essere utilizzati a questo scopo. La procedura prevede che l’agente accertatore possa rilevare l’infrazione in due modi:

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  • in diretta, visionando le immagini in tempo reale. In questo caso, deve acquisire e conservare il filmato, certificandone personalmente data e ora.
  • in differita, visionando le immagini registrate entro le 24 ore successive all’evento. Anche in questo scenario, l’orario della registrazione deve essere certificato e conforme al tempo coordinato universale.

Una volta accertata la violazione tramite video, se non è stato possibile contestarla immediatamente, il verbale può essere notificato al trasgressore in un secondo momento, proprio come avviene per altre infrazioni stradali rilevate con dispositivi elettronici.

Le multe con i video sono già attive?

Nonostante la legge abbia definito con chiarezza la possibilità di usare le telecamere, c’è un ultimo e fondamentale passaggio da attendere. La piena operatività di questo sistema di accertamento è subordinata all’adozione di un apposito decreto ministeriale (previsto dal comma 5-ter dell’articolo 201 del Codice della Strada). Questo decreto dovrà definire le modalità tecniche e operative per garantire l’utilizzo corretto delle immagini e la tutela della privacy dei cittadini. Fino a quando tale decreto non sarà emanato, la possibilità di multare l’abbandono di rifiuti basandosi esclusivamente sulle registrazioni video rimane, di fatto, sospesa. La legge ha costruito il motore, ma per metterlo in moto serve ancora la chiave di accensione, che sarà fornita proprio dal decreto attuativo.

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