Shutdown negli Stati Uniti: cos’è, perché è scattato e cosa comporta

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Autore: Paolo Remer

01 ottobre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Dalla mezzanotte del 1° ottobre il governo federale americano è ufficialmente in “shutdown”. Centinaia di migliaia di dipendenti sospesi, servizi pubblici a rischio e tensione politica alle stelle.

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A mezzanotte ora locale (le 6 del mattino in Italia) gli Stati Uniti sono entrati in shutdown, una paralisi parziale del governo federale che si verifica quando il Congresso non riesce ad approvare la legge di bilancio entro la fine dell’anno fiscale (30 settembre). Il mancato accordo tra Repubblicani e Democratici ha bloccato i finanziamenti necessari per far funzionare molte agenzie pubbliche, con conseguenze immediate per milioni di cittadini e lavoratori.

Adesso vediamo

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cos’è lo shutdown, perché è scattato e cosa comporta negli USA e non solo.

Che cos’è lo shutdown

Lo shutdown è una misura automatica prevista dalla legge americana: senza un bilancio approvato entro i termini previsti, il governo non può spendere denaro. Di conseguenza, tutte le attività considerate “non essenziali” vengono sospese, interrotte di colpo, mentre quelle considerate vitali – come difesa, sicurezza nazionale, ordine pubblico – continuano a funzionare, ma con personale ridotto o addirittura senza paga fino a nuovo stanziamento.

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I dipendenti pubblici coinvolti nello shutdown vengono messi in furlough (congedo non retribuito) oppure lavorano senza stipendio in attesa di un accordo.

Perché è scattato lo shutdown

Negli Stati Uniti, lo shutdown del governo federale si verifica quando Congresso e Presidente non riescono a trovare un accordo sulle leggi di bilancio necessarie a finanziare le attività statali. L’ultima volta era successo nel 2019, durante la prima presidenza Trump, a causa del dibattito sul muro al confine con il Messico. Durò 35 giorni e fu il più lungo della storia: dal 1976 gli USA hanno avuto più di 20 shutdown, tra cui quello del 1995 sotto Bill Clinton e quello del 2013 con Barack Obama, con impatti variabili su economia, servizi e fiducia istituzionale).

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Ecco cosa è successo stavolta: alla mezzanotte del 1° ottobre 2025 è scaduto il termine per approvare la legge di bilancio per il nuovo anno fiscale. Le discussioni non hanno avuto positivo esito e il Congresso (il Parlamento americano) non è riuscito a trovare un compromesso: i Democratici avevano chiesto che la manovra includesse il mantenimento dei sussidi sanitari e la cancellazione dei tagli a Medicaid e ad altri programmi sociali, e i Repubblicani (il partito del presidente Trump) hanno rilanciato con una proposta “pulita”, senza concessioni aggiuntive.

Il risultato è stato drastico: si è verificato all’improvviso lo stop automatico delle attività governative non coperte da fondi obbligatori

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, e non è chiaro quanto questa situazione di “congelamento” durerà.

Chi è colpito: lavoratori e cittadini

Come quasi sempre accade in questi casi, la misura non colpisce tanto i politici che l’hanno emanata quanto i lavoratori e i cittadini in genere, che subiranno ripercussioni, contraccolpi e disfunzioni a causa degli uffici amministrativi chiusi o rallentati, delle pratiche sospese, dei ritardi nei controlli e nei servizi pubblici.

Inoltre c’è chi subisce un taglio diretto delle retribuzioni: secondo le stime del Congressional Budget Office, fino a 750.000 dipendenti federali potrebbero finire in “furlough”, cioè sospesi dal lavoro senza stipendio immediato. Ma per loro una legge del 2019 (

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Government Employee Fair Treatment Act) assicura che gli stipendi non percepiti saranno comunque pagati in seguito, insieme ai benefici maturati. In sostanza, riceveranno una retribuzione differita, ma nel frattempo la paga sarà interrotta e non si sa fino a quando.

Restano, invece, garantiti per i cittadini i programmi di spesa “obbligatoria”, come Social Security, Medicare e Medicaid, anche se alcuni servizi amministrativi collegati possono subire ritardi. Intanto il Dipartimento della Salute statunitense ha già previsto che il 41% del personale impiegato nel settore sarà sospeso se lo shutdown continuerà.

Cosa cambia per i cittadini americani

AmbitoEffetti dello shutdown
️ Parchi e museiChiusura immediata di parchi nazionali, monumenti e musei federali
DocumentiRallentamenti nell’emissione di passaporti e visti
Lavoro pubblicoSospensione o lavoro senza stipendio per centinaia di migliaia di dipendenti federali
Sanità e ricercaStop all’ammissione di pazienti nei centri di ricerca medica pubblici
✈️ TrasportiPossibili disagi nei controlli aeroportuali e nel traffico aereo
Servizi essenzialiPosta, polizia, vigili del fuoco e previdenza sociale restano attivi, ma con personale ridotto

Le conseguenze economiche e sociali

Gli effetti di uno shutdown non si limitano al mancato regolare funzionamento delle agenzie governative e delle loro attività amministrative, ma coinvolgono tutti gli aspetti, e in particolare l’

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economia: si verifica un rallentamento della crescita e un calo della fiducia dei consumatori.

Inoltre si avranno grosse ripercussioni nel settore dei viaggi: sono possibili ritardi nei controlli aeroportuali e nel rilascio delle certificazioni. Nei trasporti la FAA (Federal Aviation Administration) ha annunciato il blocco per circa 11.000 dipendenti, mentre negli aeroporti gli agenti TSA continueranno a lavorare, ma senza essere pagati fino a quando non verrà approvata la legge di bilancio.

Una crisi politica oltre che economica

Questo shutdown è il primo dal 2018-2019 ed è reso particolarmente aspro dalle divisioni politiche: i Democratici non intendono cedere sui programmi sociali, mentre i Repubblicani puntano a mantenere un bilancio più snello.

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Alcuni osservatori sottolineano anche che l’amministrazione Trump potrebbe sfruttare la situazione per ampliare i poteri esecutivi, ad esempio sul fronte dei licenziamenti o della riallocazione dei fondi federali agli Stati dell’Unione. Questo comporterebbe, paradossalmente, un ulteriore rafforzamento dei poteri presidenziali a scapito del Parlamento e dei singoli Stati che compongono gli USA.

Conclusione

Lo shutdown federale non è un evento raro negli Stati Uniti, ma ogni volta che si verifica lascia un segno profondo: non solo mette in difficoltà milioni di famiglie e lavoratori, ma alimenta anche la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. La vera sfida, ora, è capire quanto durerà lo stallo e quale sarà il prezzo politico ed economico da pagare prima che un accordo venga trovato.

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