Laurea: per avere un lavoro, conta più la materia o l'ateneo?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Raffaella Mari

06 ottobre 2025

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

Scegliere la facoltà giusta non basta. Scopri perché l’università frequentata ha un impatto decisivo sulle opportunità di lavoro, con differenze enormi tra atenei.

Annuncio pubblicitario

La scelta del percorso universitario è uno dei momenti più importanti nella vita di un giovane, una decisione che richiede riflessione e informazioni accurate. In un contesto come quello italiano, dove il numero di laureati è ancora basso rispetto alla media europea e il tasso di abbandono al primo anno resta significativo (Ocse), orientarsi correttamente è fondamentale. Spesso la scelta si concentra solo sul “cosa” studiare, ma la vera domanda da porsi è un’altra: per il binomio laurea e lavoro, conta più la materia o l’ateneo?

Annuncio pubblicitario
Recenti analisi, basate su dati autorevoli (Osservatorio Talents Venture, AlmaLaurea 2025), dimostrano che la risposta non è affatto scontata e che il luogo dove si studia può fare una differenza enorme sulle future prospettive professionali.

Quali facoltà offrono più sbocchi lavorativi?

È un dato di fatto consolidato che alcuni percorsi di studio aprano le porte del mondo del lavoro più rapidamente di altri. Le

Annuncio pubblicitario
discipline scientifiche e tecnologiche, in generale, garantiscono un tasso di occupazione più elevato a un anno dalla laurea. In testa alla classifica si trovano i corsi di laurea in Ingegneria Industriale e dell’informazione e in Informatica e tecnologie ICT, con percentuali di occupati che superano mediamente il 90%. Segue a breve distanza l’area medica. In coda, invece, si posizionano le discipline umanistiche e sociali, come l’ambito Letterario-umanistico (con un’occupazione media del 61,5%), quello Psicologico (60%) e, infine, quello Giuridico (57,3%). Questa tendenza generale, però, racconta solo una parte della storia.

Quanto incide l’università sulla ricerca di un lavoro?

L’elemento che spesso viene sottovalutato è l’enorme impatto che il singolo

Annuncio pubblicitario
ateneo ha sulle prospettive occupazionali. A parità di corso di laurea, la differenza tra l’università più performante e quella meno efficace può essere abissale. I dati mostrano scostamenti impressionanti: nel gruppo linguistico, ad esempio, la differenza nel tasso di occupazione tra il primo e l’ultimo ateneo arriva a 67 punti percentuali. Divari simili si registrano anche in altre aree considerate “deboli” sul mercato del lavoro, come quella Psicologica (58,8 punti di differenza) o quella Politico-sociale (58,5 punti). Al contrario, i gruppi scientifici mostrano una maggiore omogeneità.

Questo scenario porta a un paradosso sorprendente. Studiare Psicologia nell’

Annuncio pubblicitario
ateneo con i migliori risultati in termini di inserimento lavorativo può offrire sbocchi lavorativi superiori a quelli di una laurea in Medicina conseguita in un’università che, in quel campo specifico, risulta meno performante. La scelta della sede, quindi, non è un dettaglio, ma un fattore strategico.

Perché ci sono così tante differenze tra gli atenei?

Le disparità nel tasso di occupazione non sono casuali, ma dipendono da una serie di fattori che caratterizzano ogni singola università. Un ateneo può avere un forte legame con il tessuto industriale e imprenditoriale del proprio territorio, facilitando tirocini e contatti diretti con le aziende. Altri elementi determinanti sono la qualità della didattica, la reputazione accademica, i servizi di

Annuncio pubblicitario
placement offerti agli studenti e i programmi di scambio internazionale. Un’università che investe in questi ambiti riesce a formare laureati non solo preparati dal punto di vista teorico, ma anche già orientati e pronti per le esigenze del mercato del lavoro, rendendoli più “spendibili” subito dopo la laurea.

La posizione geografica dell’ateneo è importante?

L’analisi della distribuzione geografica delle università più performanti mostra una netta prevalenza del Nord Italia, dove si concentra il 57% degli atenei che compaiono almeno una volta sul podio per tasso di occupazione. Il Sud e le Isole si fermano al 27%, mentre il Centro al 16%. Tra le università che si distinguono per l’eccellenza in più discipline troviamo atenei come

Annuncio pubblicitario
Bolzano, Insubria, Milano Statale, Modena/Reggio Emilia e Piemonte Orientale. Tuttavia, questo non significa che studiare al Sud sia una scelta penalizzante in assoluto. Esistono infatti importanti “punte di eccellenza” anche nel Mezzogiorno, con atenei che raggiungono il 100% di occupati in specifici settori. È il caso di Sassari per l’ambito Agrario-forestale, di Cagliari, Foggia e Napoli Federico II per Informatica, e dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli” per Ingegneria.

Come usare queste informazioni per scegliere bene?

La scelta universitaria deve essere un processo informato e consapevole. Invece di basarsi solo sul nome del corso di laurea o sulle classifiche generali, è utile adottare un approccio più analitico. Il consiglio pratico è quello di non scartare a priori un percorso di studi umanistico o sociale se corrisponde alle proprie passioni, ma piuttosto di ricercare l’ateneo che, in quella specifica disciplina, offre le migliori garanzie di inserimento lavorativo. Consultare i dati ufficiali, come i rapporti annuali di AlmaLaurea, partecipare agli open day e informarsi sui servizi di placement e sui legami con le imprese sono passi fondamentali. Scegliere non solo “cosa” studiare, ma soprattutto “dove” studiarlo, è la vera chiave per trasformare un titolo di studio in una solida opportunità professionale.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui