DAZN chiede 500 euro di indennizzo a chi usa il “pezzotto”: la lettera per evitare la causa

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Autore: Paolo Remer

09 ottobre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Dopo le multe della Guardia di Finanza per visione illegale delle partite, DAZN passa al contrattacco: invia ai pirati del calcio lettere di “indennizzo forfettario” da 500 euro per chiudere la vicenda senza andare in tribunale. Ma l’indennizzo è davvero dovuto?

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DAZN chiede i danni a chi guardava le partite in streaming pirata: in questi giorni, migliaia di utenti che nei mesi scorsi erano stati sanzionati dalla Guardia di Finanza per aver utilizzato il cosiddetto pezzotto – cioè un abbonamento illegale alle piattaforme IPTV – stanno ricevendo una lettera di richiesta risarcitoria da parte della piattaforma.

Nel documento, firmato dai legali di DAZN, si parla di un

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“indennizzo forfettario” di 500 euro che servirebbe per evitare l’apertura di una causa civile. In pratica, chi accetta di pagare entro pochi giorni chiude la questione; chi non lo fa, rischia di vedersi citato in giudizio per risarcire alla società tutti i danni patrimoniali e d’immagine. E così l’importo potrebbe salire.

Ma, come vedremo tra poco, ci sono diverse perplessità: non è detto che si debba prestare acquiescenza alla richiesta di pagamento, che per certi versi potrebbe essere infondata.

Del resto, la cifra richiesta da DAZN equivale a diversi anni di abbonamento (che i destinatari, evidentemente, non avevano, essendo stati “pizzicati” a vedere le partite col metodo, chiaramente illecito, del pezzotto: e proprio per questo erano già stati multati). Vediamo meglio la questione e tutte le possibili implicazioni.

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La richiesta arriva ai soggetti già multati dalla Finanza

L’iniziativa di DAZN arriva dopo le operazioni condotte dalla Guardia di Finanza insieme all’AGCOM nell’ambito dell’azione antipirateria, nell’ambito della maxi-indagine contro l’IPTV illegale, che aveva già portato a multe da 154 euro per gli utenti coinvolti.

Questa sanzione amministrativa di 154 euro è l’importo minimo, prevista dal Decreto Antipirateria (DL 105/2023, convertito in L. 112/2023), per la semplice fruizione dei contenuti trasmessi in violazione del diritto d’autore (e chi li ha trasmessi in streaming incorre in sanzioni molto più severe). Ti abbiamo spiegato tutto nel nostro articolo “

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Streaming illegale di partite, film e serie TV: cosa si rischia?“.

Ma per i malcapitati già incappati nella rete della GdF la storia non è finita qui: ora DAZN – in quanto parte lesa, poiché titolare dei diritti televisivi delle competizioni calcistiche – punta a ottenere anche un ristoro economico diretto per la trasmissione e la fruizione illecita dei propri contenuti protetti.

Cosa dice la lettera di DAZN

La lettera di DAZN avverte che, per evitare «di intraprendere iniziative giudiziarie di natura risarcitoria e protettive, con conseguente aggravio di costi, DAZN intende verificare la possibilità di una composizione dell’accaduto, con il versamento di un indennizzo forfettario di Euro 500,00

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e con il formale impegno, da parte Sua, a non porre in essere, in futuro, ulteriori comportamenti che ledano i diritti della scrivente».

La lettera, dunque, contiene non solo una richiesta di pagamento, ma anche un fac-simile in cui l’utente è invitato a dichiarare di non aver più utilizzato sistemi illegali e a impegnarsi a non farlo in futuro.

La scadenza per aderire è di pochi giorni e viene presentata come “una soluzione bonaria” per evitare ulteriori conseguenze.

Ecco la lettera integrale di DAZN pervenuta agli utenti del pezzotto.

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Le polemiche

A seguito della forte iniziativa di DAZN non sono mancate le polemiche degli interessati. Molti destinatari parlano di pressione psicologica e di richieste sproporzionate, visto che la multa “pubblica” è di appena 154 euro e ad essa si aggiungerebbe, adesso, una pesante sanzione “privata” destinata ad alimentare le casse di DAZN.

Le associazioni dei consumatori stanno valutando la legittimità dell’iniziativa, che potrebbe aprire la strada a un’ondata di ricorsi collettivi.

DAZN, dal canto suo, difende la scelta come una misura necessaria per tutelare i propri diritti e scoraggiare la pirateria, che – secondo le stime di settore – provoca ogni anno perdite per centinaia di milioni di euro

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È obbligatorio pagare?

No. Si tratta di una richiesta extragiudiziale, non di un atto giudiziario. Pertanto il destinatario può:

A tal proposito va evidenziato che DAZN, come parte lesa, può agire in sede civile per violazione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera audiovisiva, richiedendo il

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risarcimento dei danni ai sensi dell’art. 158 della Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941).

Tuttavia, il quantum del danno, cioè il suo preciso ammontare, deve essere provato nella sua entità ed effettiva consistenza, dalla società danneggiata: e non è detto che un importo forfettario di 500 euro sia automaticamente giustificabile in assenza di criteri oggettivi.

Inoltre, va tenuto presente che la lettera di DAZN, in assenza di una firma autenticata o notifica formale (a quanto consta dalle dichiarazioni rese da alcuni destinatari alla stampa, è stata inviata mediante posta semplice, non tramite raccomandata A/R), non ha valore di atto esecutivo: pertanto non c’è un obbligo immediato di pagamento e l’inottemperanza non comporta pignoramenti, né recupero forzoso dei crediti, bensì, come detto, il rischio di subire una causa civile, all’esito della quale sarà il giudice a stabilire la somma effettivamente dovuta.

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Cosa può fare chi ha ricevuto la lettera

Chi riceve la comunicazione di DAZN può rivolgersi a un avvocato o a un’associazione dei consumatori per valutare se l’importo sia congruo o se opporsi, valutando con l’ausilio di un esperto le strategie difensive da intraprendere.

A seconda della scelta, gli esiti possibili della vicenda sono i seguenti:

Considerazioni finali

L’azione di DAZN, pur legittima come iniziativa privata di tutela dei diritti d’autore, solleva diversi dubbi e perplessità sulla proporzionalità e sull’effettiva base legale delle somme richieste.

Si tratta, a ben vedere, di una strategia mossa da un chiaro effetto deterrente e dissuasivo, volta, nelle intenzioni di DAZN, a proteggere i propri contenuti, legittimamente acquisiti, sulla trasmissione delle partite di calcio ed altri eventi sportivi. Questa iniziativa, però, potrebbe ritorcersi contro la stessa piattaforma in termini di immagine, se all’esito delle cause giudiziarie le richieste venissero giudicate eccessive, o addirittura infondate nel merito della pretesa.

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