Si può donare un buono postale?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Paolo Remer

27 dicembre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Trasferimento dei BPF – Buoni Postali Fruttiferi, cartecei o dematerializzati: limiti e condizioni. Guida completa alle donazioni indirette delle somme di denaro riportate nei buoni.

Annuncio pubblicitario

Molti lettori ci chiedono: si può donare un buono postale? È una domanda di grande interesse pratico, considerato che il risparmio postale è ampiamente diffuso tra gli italiani e le somme così depositate e investite rimangono “cristallizzate” per parecchi anni, in attesa della maturazione degli interessi. Ma durante questo lungo periodo possono accadere varie eventualità, che suggeriscono, o talvolta rendono necessario, trasferire l’intestazione del buono stesso ad altri soggetti, diversi da quello originario.

Annuncio pubblicitario

Ti diciamo subito, però, che i i Buoni Postali Fruttiferi (BPF) sono titoli nominativi e di norma non possono essere “ceduti” come un assegno o un titolo al portatore. La regola basilare è che il credito rappresentato dal buono si realizza tramite il rimborso all’intestatario; perciò il trasferimento a terzi non è previsto se non nelle ipotesi previste dalla normativa (es. successione).

In estrema sintesi, quindi, la risposta diretta alla nostra domanda è: no, non è possibile donare direttamente un buono postale fruttifero già emesso, nel senso di trasferire l’intestazione del titolo a un’altra persona. La normativa è molto chiara su questo punto. Anche Poste Italiane dice chiaramente, nelle avvertenze sul proprio sito, che «non è assolutamente possibile modificare l’intestazione originaria dei titoli».

Annuncio pubblicitario

Quindi non si può modificare l’intestazione di un buono già emesso, in quanto trattasi di titoli nominativi non cedibili, e pertanto non è possibile realizzare in questo una donazione del valore riportato nel buono. Esistono, però, degli altri modi equivalenti, e pienamente validi, per raggiungere lo stesso risultato pratico.

Ora approfondiamo l’argomento e facciamo chiarezza sulle modalità, limiti e condizioni del trasferimento dei Buoni Postali Fruttiferi, che può avvenire anche attraverso lo schema della donazione indiretta.

Cos’è, giuridicamente, un Buono Postale Fruttifero

Il buono postale fruttifero (BPF) ha una natura giuridica particolare: non è un titolo di credito, come un assegno o una cambiale, ma un

Annuncio pubblicitario
titolo di legittimazione. Questo significa che il documento (cartaceo o dematerializzato) serve a identificare chi ha il diritto di ricevere la prestazione, cioè il rimborso del capitale e degli interessi maturati nel periodo. Il rapporto giuridico si basa sul contratto di sottoscrizione e sulle condizioni indicate sul buono stesso al momento dell’emissione.

I soggetti convolti nell’operazione sono molteplici:

  • risparmiatore (o sottoscrittore): è il creditore, colui che “presta” i soldi versandoli a Poste Italiane per acquistare il buono;
  • emittente: è il debitore, Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., una società per azioni controllata dallo Stato, che si impegna a rimborsare il capitale e gli interessi;
  • garante: lo Stato Italiano garantisce direttamente il rimborso del capitale e degli interessi;
  • collocatore: Poste Italiane S.p.A. si occupa esclusivamente della vendita e del rimborso dei buoni per conto di Cassa Depositi e Prestiti.

In parole semplici, sottoscrivere un buono postale equivale a fare un prestito a Cassa Depositi e Prestiti, con la massima garanzia dello Stato.

Annuncio pubblicitario

Le caratteristiche giuridiche fondamentali di un Buono Postale Fruttifero sono la nominatività (il BPF è sempre intestato a una o più persone, e non può essere “al portatore”) e la non cedibilità: da qui la caratteristica fondamentale che abbiamo anticipato all’inizio, e cioè il fatto che un BPF non può essere donato – e neppure venduto – a terzi. L’unico trasferimento di titolarità avviene per successione in caso di morte dell’intestatario.

Come “trasferire” il valore dei Buoni Postali Fruttiferi

Dato che non è possibile cambiare l’intestatario di un buono già esistente, le opzioni principali sono due: la donazione indiretta, tramite cointestazione, oppure il rimborso del buono e la

Annuncio pubblicitario
donazione del denaro. Analizziamoli separatamente.

Donazione indiretta (tramite cointestazione)

Questo è il metodo legalmente riconosciuto per effettuare una liberalità utilizzando i buoni postali. Funziona in questo modo:

  • al momento della sottoscrizione di un nuovo buono, lo si intesta, o cointesta, direttamente alla persona che si desidera beneficiare;
  • se l’intera somma per l’acquisto del buono proviene da una sola persona (il donante) ma il buono è intestato o cointestato a un’altra (il beneficiario), si realizza una “donazione indiretta” in favore di quest’ultimo.

Un genitore vuole regalare un buono a un figlio. Invece di acquistare un buono a proprio nome per poi cederlo, si reca all’ufficio postale e acquista un nuovo buono intestandolo direttamente al figlio, oppure

Annuncio pubblicitario
cointestandolo a sé stesso e al figlio (con la ben nota clausola PFR (“pari facoltà di rimborso“).

La giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione, ha confermato che questa operazione è valida e non richiede l’atto pubblico notarile tipico delle donazioni dirette. A tal proposito va ricordato che, se si si tratta di donazione di non modico valore (ma la modicità deve essere valutata anche con riguardo alle condizioni economiche del donante: art. 783 c.c.), occorre l’atto notarile (con l’assistenza di due testimoni), altrimenti è sufficiente una scrittura privata e la consegna dei titoli al donatario.

Attenzione ai rischi: la mera cointestazione può essere qualificata come donazione indiretta quando i fatti provano che i soldi appartenevano a una sola persona e che vi era volontà di liberalità verso l’altro cointestatario. Non tutte le cointestazioni sono automatiche “donazioni” — conta la prova dell’

Annuncio pubblicitario
animus donandi (cioè l’intenzione di donare senza ricevere alcun corrispettivo in cambio). In caso di possibile contestazione ereditaria o di donazioni di rilievo, è perciò prudente acquisire il preventivo parere di un notaio o di un avvocato sulla fattibilità dell’operazione.

Rimborso del buono e donazione del denaro

Questa è la soluzione più semplice se si è già in possesso di un buono e si vuole trasferirne il valore a un’altra persona.

L’operazione si svolge in due fasi:

  • rimborso: l’intestatario del buono si reca all’ufficio postale e chiede il rimborso del titolo; la somma (capitale più interessi maturati) gli verrà accreditata;
  • donazione della somma: una volta ottenuto il capitale e gli interessi, può donare liberamente la somma di denaro ricevuta alla persona desiderata.

Il metodo più diretto per trasferire la titolarità è, dunque, la

Annuncio pubblicitario
cointestazione iniziale del buono in fase di sottoscrizione presso Poste Italiane; oppure si può rimborsare un buono esistente e con quella somma acquistarne uno nuovo intestandolo direttamente al beneficiario (o dargli direttamente i soldi, per l’utilizzo che vorrà farne).

Attenzione: come detto sopra, seconda dell’importo, una donazione in denaro potrebbe richiedere un atto pubblico redatto da un notaio per essere valida, specialmente se di “non modico valore” in relazione alle condizioni economiche del donante. La Cassazione ha altresì precisato che l’atto di liberalità, per essere considerato di modico valore, non deve mai incidere in modo apprezzabile sul patrimonio del donante.

Annuncio pubblicitario

Tieni presente, inoltre, che occorre provare l’animus donandi in caso di contestazioni; in presenza di ingenti valori la situazione può comportare conseguenze successorie (es. azione di riduzione da parte degli eredi) se l’operazione viene impugnata da chi ritiene di essere stato leso nei propri diritti.

Successione ereditaria dei buoni postali

Come accennato, l’unico caso in cui i buoni postali cambiano automaticamente intestatario è a seguito del decesso del titolare. I buoni entrano a far parte dell’asse ereditario e vengono trasferiti agli eredi. È importante notare che i buoni fruttiferi postali sono esenti dall’imposta di successione.

Come “donare” un buono dematerializzato: limiti e condizioni

A differenza del classico buono postale cartaceo, il buono dematerializzato

Annuncio pubblicitario
non è un certificato di carta fisico, ma una registrazione contabile elettronica.

In sostanza, mentre il buono tradizionale è un foglio di carta che devi conservare con cura, il buono dematerializzato esiste solo in forma digitale, come una scrittura nei sistemi informatici di Poste Italiane. Il suo valore e la sua esistenza sono legati indissolubilmente a un “conto di regolamento”, cioè di un Libretto di Risparmio Postale o di un Conto Corrente BancoPosta.

L’intestazione del buono dematerializzato deve essere esattamente la stessa del conto di regolamento. Ad esempio, se un Libretto Smart è intestato solo a Mario Rossi, anche i buoni dematerializzati collegati dovranno essere intestati solo a Mario Rossi.

Annuncio pubblicitario

Per “donare” un buono dematerializzato, le due strade percorribili sono le stesse viste in precedenza, ma applicate al mondo digitale.

Donazione indiretta (al momento della sottoscrizione)

Questo è il metodo principale e funziona acquistando un nuovo buono dematerializzato da intestare o cointestare al beneficiario. Qui entra in gioco la condizione fondamentale dei buoni dematerializzati: avere la stessa identica intestazione del suo “conto di regolamento” (cioè il Libretto di Risparmio Postale o il Conto BancoPosta a cui è collegato).

Questo implica che, per effettuare una donazione indiretta il conto di regolamento deve essere già cointestato tra il donante (chi mette i soldi) e il donatario (chi riceve il “regalo”).

Annuncio pubblicitario

Non è possibile, ad esempio, che Mario Rossi acquisti un buono dematerializzato intestato solo a suo figlio e lo colleghi al proprio Libretto personale. Dovrà prima aprire un Libretto cointestato con il figlio e poi sottoscrivere su quel Libretto il buono, anch’esso cointestato.

Facciamo un esempio pratico.

Una nonna vuole regalare un buono dematerializzato al nipote maggiorenne. Deve recarsi in Posta con il nipote per aprire un Libretto di Risparmio (o Conto BancoPosta) cointestato a entrambi. Una volta attivato il Libretto o il Conto BancoPosta cointestato, la nonna (usando i propri soldi) può sottoscrivere un buono dematerializzato che sarà automaticamente cointestato a lei e al nipote, realizzando così una donazione indiretta.

Annuncio pubblicitario

Rimborso e donazione del denaro

Questa è l’alternativa più semplice se si possiede già un buono dematerializzato e se ne vuole trasferire il valore. I buoni dematerializzati offrono un vantaggio in questo senso, perché godono di una maggiore flessibilità del Rimborso: a differenza di molti buoni cartacei, i buoni dematerializzati possono essere rimborsati anche solo in parte (per multipli di 50 €), e l’operazione può avvenire non solo allo sportello di Poste Italiane, ma anche direttamente online o tramite App. La somma viene accreditata istantaneamente sul conto di regolamento.

Così, una volta che i soldi sono stati accreditati e diventano disponibili sul conto, possono essere donati al beneficiario (ad esempio, tramite bonifico).

Annuncio pubblicitario

Attenzione: come già menzionato, la donazione di una somma di denaro di non modico valore potrebbe richiedere un atto notarile per essere legalmente valida.

In conclusione, possiamo sintetizzare tutto nel seguente schema:

Se si vuole…La soluzione è…
Regalare un buono a qualcunoAcquistare un nuovo buono intestandolo o cointestandolo direttamente al beneficiario (donazione indiretta).
Trasferire il valore di un buono che già possiedeRimborsare il buono e successivamente donare la somma liquida ottenuta al beneficiario, prestando attenzione agli eventuali obblighi formali (atto pubblico) per le donazioni di non modico valore.
Cambiare l’intestatario di un buono esistenteNon è possibile. L’unica alternativa è rimborsare il vecchio buono e sottoscriverne uno nuovo con l’intestazione desiderata.

Facciamo anche un riepilogo sulle possibilità di donazione dei buoni dematerializzati.

Azione DesiderataÈ possibile?Condizioni e lLimiti
Trasferire/Donare un buono esistenteNOI buoni sono e restano “non cedibili”. Non si può cambiare l’intestazione.
Regalare un nuovo buono (come donazione indiretta)1. Il buono deve avere la stessa intestazione del conto di regolamento. 2. È necessario prima cointestare il Libretto/Conto BancoPosta con il beneficiario. 3. Limite massimo di 4 cointestatari.
Trasferire il valore di un buono esistente (indirettamente)1. Rimborsare il buono (anche parzialmente). 2. Donare la somma liquida ottenuta.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui