Bonus mobili, c'è la proroga al 2026: guida completa
Prorogato il bonus mobili anche per il 2026. Confermata la detrazione al 50% con un tetto di spesa di 5mila euro. Ecco tutte le regole da seguire.
Una boccata d’ossigeno per le famiglie italiane e un segnale di stabilità per l’intero settore dell’arredamento. Il bonus mobili non si ferma e prosegue la sua corsa fino al 2026, offrendo ancora un’importante opportunità per chi intende rinnovare la propria casa. La conferma della proroga, inserita nel più ampio quadro degli incentivi per la casa, definisce un orizzonte chiaro per i consumatori e le imprese, mantenendo invariata la struttura di un’agevolazione che si è dimostrata molto apprezzata. Andiamo ad analizzare nel dettaglio cosa significa questa estensione, quali sono i costi per lo Stato e, soprattutto, come funziona il meccanismo per accedere alla
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La conferma ufficiale e l’impatto sui conti pubblici
La decisione di estendere il bonus mobili per ulteriori dodici mesi non è un fulmine a ciel sereno, ma segue la direzione già tracciata per gli altri principali incentivi edilizi. Come anticipato da “Il Sole 24 Ore” lo scorso 10 ottobre, anche il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus beneficeranno di una conferma, seppur con alcune differenze. La proroga del bonus per arredi ed elettrodomestici, fortemente richiesta dal presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, rappresenta un investimento significativo per le casse dello Stato.
L’operazione, infatti, ha un costo stimato di circa 700 milioni di euro. Questa cifra si somma agli altri stanziamenti per i bonus edilizi, portando il conto totale del capitolo dedicato dalla manovra a poco più di due miliardi di euro. In questo importo sono comprese le risorse per il bonus ristrutturazioni, confermato con un’aliquota del 50% per l’abitazione principale, e per l’ecobonus. È importante notare, come vedremo, che per il bonus mobili non ci sarà la stessa differenziazione tra prime e seconde case prevista invece per le ristrutturazioni (agevolate rispettivamente al 50% e al 36%).
Come funziona la detrazione: aliquota e beneficiari
Il cuore dell’agevolazione resta invariato e conferma la sua efficacia. Chi acquisterà mobili e grandi elettrodomestici nel 2026 potrà beneficiare di una
A differenza di quanto accade per i lavori di ristrutturazione, dove l’aliquota varia tra prima e seconda casa, il bonus mobili applica un’unica percentuale del 50% a tutti gli aventi diritto, indipendentemente dal fatto che l’immobile sia residenza principale o meno. Questo rende l’incentivo uniforme e di facile comprensione, garantendo il medesimo vantaggio fiscale a una platea più ampia di beneficiari.
Cosa si può acquistare: arredi ed elettrodomestici ammessi
La lista dei beni che rientrano nell’agevolazione è ampia e copre le principali esigenze di arredo di un’abitazione. Le spese oggetto di
Accanto ai mobili, un capitolo fondamentale è quello dei grandi elettrodomestici. Anche per il 2026 si potranno acquistare beneficiando della detrazione del 50% apparecchi come forni, frigoriferi e congelatori. Sono inclusi inoltre lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, apparecchiature ormai essenziali nella vita quotidiana e che, se di nuova generazione, contribuiscono anche al risparmio energetico.
Il vincolo imprescindibile della ristrutturazione edilizia
Attenzione però a un aspetto fondamentale che regola l’accesso al bonus. La regola aurea, confermata anche per la proroga al 2026, è che l’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve essere sempre “agganciato” a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile. Non è possibile, quindi, ottenere la detrazione per il solo acquisto di un nuovo divano o di una cucina se non si sta realizzando un lavoro di recupero del patrimonio edilizio, agevolato con il bonus casa nella sua versione base.
Inoltre, è necessario rispettare una precisa finestra temporale. La norma stabilisce che la detrazione spetta a condizione “che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto”. Tradotto in pratica, per tutti gli acquisti di
Il tetto di spesa: confermati i 5mila euro
Infine, un’altra notizia di grande importanza riguarda il massimale di spesa. Per il 2026 viene confermato l’attuale tetto di spesa di 5.000 euro. Ciò significa che la detrazione del 50% verrà calcolata su un importo massimo di 5.000 euro, permettendo quindi un risparmio fiscale massimo di 2.500 euro (il 50% di 5.000), da ripartire in dieci quote annuali.
La conferma di questo importo è una notizia molto rilevante se si considera la storia recente dell’agevolazione. Tra il 2022 e il 2024, infatti, il massimale è stato progressivamente ridotto, passando dai 10.000 euro iniziali agli attuali 5.000. Questa leva è stata utilizzata in passato dal governo per contenere l’impatto dello sconto sui conti pubblici. La decisione di non ridurlo ulteriormente per il 2026 può essere letta come un segnale di voler continuare a sostenere il settore, pur mantenendo un approccio di prudenza finanziaria.