Eredito casa con bonus: perdo la detrazione?

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Autore: Angelo Greco

26 gennaio 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Se erediti una casa con detrazioni edilizie (Superbonus, Ecobonus), le rate residue non sono automatiche. Passano solo all’erede che ha la detenzione materiale e diretta dell’immobile, anno per anno.

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Quando si riceve in eredità un immobile, si acquisisce la proprietà dei muri, ma non sempre i benefici fiscali collegati. Questo è particolarmente vero per le detrazioni per interventi edilizi, come il Superbonus o l’Ecobonus. Molti credono che, diventando proprietari, le rate residue del bonus spettino automaticamente. Purtroppo, la legge tributaria italiana collega questo vantaggio non alla proprietà, ma a un bene patrimoniale in modo molto specifico, legandolo a chi ne ha l’effettiva disponibilità. Spesso, la domanda che sorge al momento della dichiarazione dei redditi è:

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se eredito casa con bonus, perdo la detrazione? La risposta dipende da una condizione molto precisa: chi ha la disponibilità fisica della casa.

Come si trasferiscono i bonus edilizi all’erede?

Il trasferimento delle agevolazioni fiscali per interventi edilizi dopo il decesso di chi ha sostenuto le spese è una materia specifica. La regola principale (articolo 16 bis, comma 8, del Dpr 917/1986, cioè il Tuir) stabilisce un principio applicabile a quasi tutti i bonus analoghi (come ecobonus, superbonus, bonus verde). La norma prevede che, in caso di morte del contribuente che stava usufruendo delle

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detrazioni, le quote residue del beneficio non vadano perse. Queste rate vengono trasferite, ma non a tutti gli eredi indistintamente. Il beneficio passa integralmente solo a chi, tra i successori, soddisfa un requisito specifico: la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Cosa significa detenzione materiale e diretta?

Questo è il punto centrale della normativa. La detenzione materiale non va confusa con la titolarità proprietaria. “Detenzione” significa avere la disponibilità materiale del bene, in modo concreto e immediato. È l’erede che ha le chiavi di casa, che può disporne fisicamente, che ci abita o che la tiene a disposizione, distinguendosi dal semplice essere “proprietario” sulla carta o dall’avere altri diritti reali. La legge vuole che il beneficio fiscale continui a favore di chi effettivamente fruisce dell’immobile riqualificato.

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Tre fratelli ereditano in parti uguali la casa dei genitori (diventano tutti comproprietari al 33%). Tuttavia, solo uno dei tre fratelli va a vivere stabilmente nella casa ereditata. In questo caso, solo l’erede che ha la detenzione materiale e diretta riceverà il 100% delle quote residue della detrazione. Gli altri due fratelli, pur essendo proprietari, non riceveranno nulla.

Se l’immobile ereditato è affittato perdo il bonus?

La detenzione deve essere “diretta”. Questo esclude i casi in cui l’immobile, al momento dell’apertura della successione (cioè al momento del decesso), sia nella disponibilità di terze persone. Se l’immobile ereditato è locato (affittato) o dato in

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comodato a qualcun altro, l’erede (o gli eredi) ne è certamente proprietario, ma non ne ha la detenzione diretta (che spetta all’in affittuario o al comodatario). In questa situazione, nessuno degli eredi può beneficiare delle rate di detrazione, perché manca il requisito della detenzione richiesto dalla legge. Le rate relative agli anni in cui l’immobile è affittato andranno, di conseguenza, perse.

Posso recuperare le rate del bonus in futuro?

La situazione non è necessariamente definitiva. La prassi dell’amministrazione finanziaria (principio di diritto numero 7 dell’agenzia delle Entrate, 2 ottobre 2025) ha chiarito un aspetto fondamentale: la verifica del requisito della detenzione non va fatta una sola volta al momento del decesso, ma deve essere effettuata

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anno per anno. Questo significa che una temporanea indisponibilità dell’immobile non preclude per sempre la fruizione del bonus.

Al momento del decesso, la casa è affittata. Per quell’anno (e per i successivi anni di affitto), l’erede perde le rate. Se, però, dopo due anni il contratto di locazione cessa e l’erede acquisisce la detenzione materiale dell’immobile (ad esempio, tenendolo a disposizione o andandoci a vivere), da quell’anno in poi potrà iniziare a fruire delle quote residue del bonus per gli anni rimanenti.

Il gruppo di eredi beneficiari può cambiare nel tempo?

Sì. Proprio perché la verifica della detenzione è annuale, il gruppo di eredi che possono beneficiare della detrazione può cambiare di anno in anno. Se, ad esempio, per i primi tre anni dopo il decesso un erede detiene l’immobile, le rate spetteranno a lui. Se al quarto anno questo erede concede l’immobile in comodato a un altro erede (anch’egli comproprietario), sarà quest’ultimo a beneficiare delle rate successive, perché sarà lui a soddisfare il requisito della detenzione materiale e diretta in quel periodo d’imposta. La rata annuale va sempre ripartita esclusivamente tra gli eredi che possiedono la detenzione in quell’anno specifico.

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Devo abitarci tutto l’anno o basta una parte?

L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate su questo punto è molto rigorosa e richiede la soddisfazione congiunta di due profili:

  • continuità temporale: la detenzione deve sussistere per l’intero anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre) a cui si riferisce la rata della detrazione. Se un erede detiene l’immobile per sei mesi e poi lo affitta per i successivi sei, perde il diritto all’intera rata di quell’anno;
  • integralità dell’immobile: il requisito della detenzione riguarda l’unità immobiliare nella sua globalità. Se l’erede detiene l’immobile ma decide di concedere in locazione o comodato anche solo una porzione (ad esempio, una singola stanza), questa situazione è sufficiente per precludere la fruizione dell’intera quota annuale.

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