Eredito casa con bonus: perdo la detrazione?
Se erediti una casa con detrazioni edilizie (Superbonus, Ecobonus), le rate residue non sono automatiche. Passano solo all’erede che ha la detenzione materiale e diretta dell’immobile, anno per anno.
Quando si riceve in eredità un immobile, si acquisisce la proprietà dei muri, ma non sempre i benefici fiscali collegati. Questo è particolarmente vero per le detrazioni per interventi edilizi, come il Superbonus o l’Ecobonus. Molti credono che, diventando proprietari, le rate residue del bonus spettino automaticamente. Purtroppo, la legge tributaria italiana collega questo vantaggio non alla proprietà, ma a un bene patrimoniale in modo molto specifico, legandolo a chi ne ha l’effettiva disponibilità. Spesso, la domanda che sorge al momento della dichiarazione dei redditi è:
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Come si trasferiscono i bonus edilizi all’erede?
Il trasferimento delle agevolazioni fiscali per interventi edilizi dopo il decesso di chi ha sostenuto le spese è una materia specifica. La regola principale (articolo 16 bis, comma 8, del Dpr 917/1986, cioè il Tuir) stabilisce un principio applicabile a quasi tutti i bonus analoghi (come ecobonus, superbonus, bonus verde). La norma prevede che, in caso di morte del contribuente che stava usufruendo delle
Cosa significa detenzione materiale e diretta?
Questo è il punto centrale della normativa. La detenzione materiale non va confusa con la titolarità proprietaria. “Detenzione” significa avere la disponibilità materiale del bene, in modo concreto e immediato. È l’erede che ha le chiavi di casa, che può disporne fisicamente, che ci abita o che la tiene a disposizione, distinguendosi dal semplice essere “proprietario” sulla carta o dall’avere altri diritti reali. La legge vuole che il beneficio fiscale continui a favore di chi effettivamente fruisce dell’immobile riqualificato.
Tre fratelli ereditano in parti uguali la casa dei genitori (diventano tutti comproprietari al 33%). Tuttavia, solo uno dei tre fratelli va a vivere stabilmente nella casa ereditata. In questo caso, solo l’erede che ha la detenzione materiale e diretta riceverà il 100% delle quote residue della detrazione. Gli altri due fratelli, pur essendo proprietari, non riceveranno nulla.
Se l’immobile ereditato è affittato perdo il bonus?
La detenzione deve essere “diretta”. Questo esclude i casi in cui l’immobile, al momento dell’apertura della successione (cioè al momento del decesso), sia nella disponibilità di terze persone. Se l’immobile ereditato è locato (affittato) o dato in
Posso recuperare le rate del bonus in futuro?
La situazione non è necessariamente definitiva. La prassi dell’amministrazione finanziaria (principio di diritto numero 7 dell’agenzia delle Entrate, 2 ottobre 2025) ha chiarito un aspetto fondamentale: la verifica del requisito della detenzione non va fatta una sola volta al momento del decesso, ma deve essere effettuata
Al momento del decesso, la casa è affittata. Per quell’anno (e per i successivi anni di affitto), l’erede perde le rate. Se, però, dopo due anni il contratto di locazione cessa e l’erede acquisisce la detenzione materiale dell’immobile (ad esempio, tenendolo a disposizione o andandoci a vivere), da quell’anno in poi potrà iniziare a fruire delle quote residue del bonus per gli anni rimanenti.
Il gruppo di eredi beneficiari può cambiare nel tempo?
Sì. Proprio perché la verifica della detenzione è annuale, il gruppo di eredi che possono beneficiare della detrazione può cambiare di anno in anno. Se, ad esempio, per i primi tre anni dopo il decesso un erede detiene l’immobile, le rate spetteranno a lui. Se al quarto anno questo erede concede l’immobile in comodato a un altro erede (anch’egli comproprietario), sarà quest’ultimo a beneficiare delle rate successive, perché sarà lui a soddisfare il requisito della detenzione materiale e diretta in quel periodo d’imposta. La rata annuale va sempre ripartita esclusivamente tra gli eredi che possiedono la detenzione in quell’anno specifico.
Devo abitarci tutto l’anno o basta una parte?
L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate su questo punto è molto rigorosa e richiede la soddisfazione congiunta di due profili:
- continuità temporale: la detenzione deve sussistere per l’intero anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre) a cui si riferisce la rata della detrazione. Se un erede detiene l’immobile per sei mesi e poi lo affitta per i successivi sei, perde il diritto all’intera rata di quell’anno;
- integralità dell’immobile: il requisito della detenzione riguarda l’unità immobiliare nella sua globalità. Se l’erede detiene l’immobile ma decide di concedere in locazione o comodato anche solo una porzione (ad esempio, una singola stanza), questa situazione è sufficiente per precludere la fruizione dell’intera quota annuale.