Telecamera privata: fin dove può riprendere?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Angelo Greco

28 gennaio 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Installare una telecamera per proteggere la proprietà è lecito, ma non deve violare la privacy. L’angolo di ripresa deve limitarsi allo stretto necessario, senza inquadrare aree private altrui o luoghi non rilevanti.

Annuncio pubblicitario

Il bisogno di sicurezza è innegabile. Viviamo in tempi in cui proteggere la nostra casa e i nostri beni sembra sempre più importante. La tecnologia ci offre strumenti potenti, e le telecamere di videosorveglianza sono ormai alla portata di tutti. Ma nel momento in cui accendiamo quell'”occhio elettronico” per difendere la nostra proprietà, sorge un conflitto quasi inevitabile con un altro diritto fondamentale: quello alla privacy dei nostri vicini. Ma una

Annuncio pubblicitario
telecamera privata, fin dove può riprendere?

La legge non vieta di proteggersi, ma impone regole precise (come chiarito dal Tribunale di Torre Annunziata, sentenza n. 1491 del 13 giugno 2025) per evitare che la nostra sicurezza diventi l’incubo di qualcun altro.

È legale installare telecamere private?

La legge riconosce a ogni persona il diritto di proteggere la propria proprietà e i propri beni. Installare un sistema di videosorveglianza

Annuncio pubblicitario
è, quindi, un’attività di per sé lecita. Questo diritto, tuttavia, non è assoluto e trova un limite invalicabile in un altro diritto di pari rilevanza costituzionale: la riservatezza altrui. Non si può, con la scusa della sicurezza, creare un controllo che leda la vita privata dei vicini. La legge richiede un attento bilanciamento (o “contemperamento”) tra queste due esigenze: la tua sicurezza finisce esattamente dove inizia la sfera privata degli altri.

Per installare una telecamera in un condominio non c’è bisogno dell’autorizzazione dell’assemblea né di una comunicazione all’amministratore. Non è neanche necessario il cartello con l’avviso. Detto cartello è invece indispensabile quando la videosorveglianza è installata al di fuori del cancello di una villetta privata (quindi sulla pubblica via), sebbene – anche in tale situazione – non è necessaria alcuna autorizzazione dell’Autorità.

Annuncio pubblicitario

Quali sono i limiti dell’angolo di ripresa?

Il punto fondamentale della questione è cosa la telecamera inquadra. La regola d’oro, stabilita dalla giurisprudenza, è che l’angolo di visuale deve essere limitato esclusivamente alla sola area da proteggere. Se l’obiettivo è monitorare la porta di casa, la telecamera deve inquadrare solo la porta. Qualsiasi ripresa che vada oltre è considerata illecita. È assolutamente vietato che l’obiettivo riprenda spazi altrui o luoghi di pertinenza esclusiva del vicino (Trib. Torre Annunziata, sent. 1491/2025).

Ad esempio è vietato installare una telecamera sul proprio balcone se questa inquadra, anche solo parzialmente, l’interno dell’abitazione del vicino

Annuncio pubblicitario
(come le stanze private), il suo giardino, il suo terrazzo o la finestra del suo bagno. In questi casi, il diritto alla riservatezza del vicino prevale sempre sulla (pur lecita) esigenza di sicurezza del singolo.

Quando si può installare una telecamera?

Quando si installa un impianto di videosorveglianza per fini che non sono “esclusivamente personali” (ad esempio, se si riprende un’area comune, un accesso pubblico, o la telecamera è legata a un’attività aziendale), la legge richiede che l’installazione sia giustificata da una concreta situazione che la renda necessaria.

Questo è il principio di necessità. Non si possono installare telecamere “per sport” o per semplice curiosità. Deve esserci un motivo valido e tangibile, come la necessità di proteggere le persone (ad esempio, dopo aver subìto minacce), la

Annuncio pubblicitario
proprietà (dopo tentativi di furto) o il patrimonio aziendale.

Cosa sono i principi di proporzionalità e non eccedenza?

Questi due principi sono le regole tecniche fondamentali per rispettare la legge.

Il principio di proporzionalità impone che le riprese siano adeguate allo scopo. Se devo controllare chi bussa alla mia porta, non ho bisogno di una telecamera con uno zoom potentissimo che legga cosa sta scrivendo il vicino sul suo cellulare a 20 metri di distanza.

Il principio di non eccedenza (o minimizzazione dei dati) è ancora più stringente: l’uso delle apparecchiature deve evitare, per quanto possibile, la ripresa di luoghi circostanti o non rilevanti. Se la telecamera inquadra inevitabilmente un pezzo di strada pubblica o un’area di

Annuncio pubblicitario
uso a terzi (come un marciapiede), si dovrebbero utilizzare accorgimenti tecnici (come le “maschere” digitali, che oscurano parti dell’immagine) per limitare la visuale all’area effettivamente da proteggere.

Il vicino mi spia: come provo il danno alla privacy?

Se il vicino, nonostante i divieti, installa una telecamera che viola la nostra privacy inquadrando le nostre aree private, è possibile agire in tribunale per chiederne la rimozione.

Ma per quanto riguarda il risarcimento? La giurisprudenza (Trib. Torre Annunziata, sent. 1491/2025) specifica che il danno non patrimoniale (il danno morale, lo stress) derivante dalla lesione della privacy non è automatico. Si tratta di un “danno conseguenza“.

Questo significa che non basta dimostrare che la telecamera era puntata male; la vittima deve allegare e provare il pregiudizio concreto subìto.

Bisogna dimostrare in giudizio di aver cambiato le proprie abitudini di vita, di aver subìto uno stato d’ansia o di stress documentabile, di non poter più usare liberamente il proprio giardino o di essere stati costretti a tenere le tapparelle perennemente abbassate per la paura di essere costantemente osservati.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui