Bonus solo per famiglie o anche per single?

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Autore: Raffaella Mari

04 novembre 2025

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

Non solo famiglie: chi vive da solo può accedere a molti aiuti. Dai bonus per la casa (affitto, mutuo, ristrutturazioni) agli sconti in bolletta, fino all’assegno di inclusione e al bonus psicologo.

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Quando si parla di aiuti di Stato, la nostra mente corre quasi automaticamente alle famiglie con figli a carico. Nell’immaginario collettivo, gli incentivi sono pensati per sostenere la natalità e i nuclei numerosi. Ma questa è solo una parte della verità. In un’Italia dove le famiglie composte da una sola persona sono un trend in continua crescita, la legislazione ha dovuto, col tempo, adattarsi. Esistono infatti molte agevolazioni che possono essere sfruttate anche da chi vive da solo. Per questo, ci si chiede se i

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bonus sono solo per famiglie o anche per single. è più che legittima. La risposta è che, analizzando bene le normative, i single hanno accesso a un ventaglio di aiuti che coprono molti aspetti: dalla casa, alle bollette, fino al sostegno al reddito e al benessere psicologico. Ecco un elenco dei principali.

Come funziona il bonus ristrutturazioni per chi è single?

Il “bonus ristrutturazione” è una delle agevolazioni più note e, fortunatamente, non fa alcuna distinzione tra single e coppie. Si tratta di una

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detrazione fiscale sull’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che lo Stato riconosce a chi sostiene spese per rimettere a nuovo un immobile. Il meccanismo prevede che una percentuale della spesa sostenuta venga “restituita” al contribuente sotto forma di sconto sulle tasse, ripartito in dieci anni. Per chi vive da solo, questo bonus si applica su ciascuna casa di proprietà su cui si effettuano lavori.

La misura di questo sconto varia e viene spesso aggiornata dalle leggi di bilancio. Per l’anno fiscale 2025, ad esempio, la detrazione è fissata al 50% se i lavori riguardano l’abitazione principale (la casa dove si ha la residenza), mentre scende al 36% per tutte le altre proprietà, come la casa al mare o un appartamento messo in affitto. Il tetto massimo di spesa su cui calcolare questa percentuale è molto alto, fissato a

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96 mila euro per ogni singola unità immobiliare. È fondamentale notare che queste percentuali sono soggette a continue modifiche: le normative attuali prevedono una riduzione al 30% per tutti gli immobili (e al 36% per le prime abitazioni) per il 2026 e 2027, anche se il governo valuta spesso di anno in anno la proroga delle misure più vantaggiose.

Quali lavori posso detrarre con questo bonus?

Non tutti i lavori in casa danno diritto allo sconto. La legge è molto precisa e finanzia solo interventi specifici, escludendo la manutenzione ordinaria (come pitturare le pareti). I single possono accedere al bonus principalmente per tre categorie di interventi:

  • manutenzione straordinaria: si tratta dei lavori più comuni. Rientrano qui l’installazione di ascensori o scale di sicurezza, il rifacimento o la realizzazione da zero dei servizi igienici (il bagno), la sostituzione degli infissi esterni (finestre, persiane) ma solo se si modifica il materiale o la tipologia, il rifacimento completo di scale e rampe, o la costruzione di recinzioni e scale interne.
  • restauro e risanamento conservativo: sono interventi più complessi, mirati a conservare l’immobile.
    • Esempio: l’adeguamento dell’altezza dei solai (senza aumentare il volume totale) o l’apertura di una nuova finestra per dare aria a un locale cieco.
  • ristrutturazione edilizia: questi sono gli interventi più “pesanti”.
    • Esempio: la trasformazione della soffitta in mansarda abitabile, la realizzazione di un balcone dove prima non c’era, o la chiusura di un balcone per trasformarlo in veranda.
  • risparmio energetico: sono inclusi anche gli interventi generici finalizzati al risparmio energetico, anche se per questi esistono spesso bonus specifici (come l’Ecobonus) che potrebbero essere più convenienti e avere aliquote diverse.

Esiste un aiuto per comprare la prima casa da single?

Assolutamente sì, e questa è una delle agevolazioni più significative per chi vive da solo. Si tratta del

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bonus prima casa per under 36, che è stato rifinanziato fino al 2027. Attenzione, non è un regalo in denaro, ma un aiuto molto più potente: una garanzia pubblica sull’acquisto. In pratica, lo Stato (attraverso il fondo pubblico Consap) fa da garante con la banca che eroga il mutuo.

Questo bonus è rivolto a tutti coloro che non sono proprietari di altri immobili a uso abitativo (nemmeno all’estero) quando presentano la domanda di mutuo, che non può superare i 250 mila euro. Per la maggior parte dei richiedenti, il fondo offre una garanzia pubblica del 50% del capitale. Ma il vero vantaggio scatta per chi ha un ISEE inferiore ai 40 mila euro: in questo caso, la garanzia sale all’

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80%, e copre anche i mutui “alti”, quelli che finanziano dall’80% al 100% del prezzo dell’immobile.

Sono single in affitto: ho diritto a sconti fiscali?

Sì, per chi è in affitto e usa l’immobile come abitazione principale, la legge prevede diverse detrazioni fiscali(sconti sull’IRPEF). L’importo, però, è una giungla: dipende dal tuo reddito, dalla tua età e dal tipo di contratto. È fondamentale sapere in quale categoria si rientra.

Ecco le principali detrazioni a cui un single può accedere.

Bonus affitto giovani (età 20-31 anni)

Se hai meno di 31 anni (non compiuti) e un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, puoi ottenere una detrazione fino a 2.000 euro

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all’anno (per i primi quattro anni di contratto). Se il tuo reddito è più alto, ma entro i 30.987,41 euro, lo sconto scende ma resta interessante: fino a 991,60 euro.

Detrazione base (per tutti)

Se non rientri nella categoria “giovani”, hai comunque diritto a una detrazione. Per i contratti a “canone libero” è di 300 euro (per redditi fino a 15.493,71 euro) o 150 euro (per redditi fino a 30.987,41 euro).

Detrazione per canone concordato

Se hai stipulato un contratto a canone concordato, le cifre sono più alte: 495,80 euro (per redditi fino a 15.493,71 euro) o 247,90 euro (per redditi fino a 30.987,41 euro).

Detrazione per lavoratori dipendenti

Se sei un lavoratore dipendente e hai dovuto spostare la tua residenza in un altro comune per motivi di lavoro, hai diritto a una detrazione specifica (991,60 euro per redditi bassi, 495,80 per quelli medi).

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  • Detrazione per studenti: Gli studenti universitari fuori sede hanno sempre diritto a una detrazione pari al 19% del canone di affitto pagato.

Posso avere sconti sulle bollette se vivo da solo?

Trovare sconti sulle utenze quando si vive da soli sembra un’impresa, ma il bonus sociale è pensato anche per te. Questa agevolazione non è un bonus “una tantum”, ma uno sconto diretto e automatico sulle bollette di luce, gas e acqua. La parte migliore? Non devi presentare alcuna domanda. Lo sconto viene applicato direttamente dal fornitore se il tuo nucleo familiare (che, per la legge, può essere composto anche da una sola persona) rientra in determinate soglie economiche.

Il requisito chiave è l’

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ISEE, che deve essere aggiornato. Lo sconto scatta automaticamente se hai un ISEE inferiore a 9.530 euro (o sotto i 20.000 euro se ci sono almeno quattro figli a carico, anche se questo caso ovviamente non riguarda un single puro). L’agevolazione è valida per un anno e si applica anche se vivi in un condominio con utenze centralizzate. Inoltre, per l’anno in corso, è spesso previsto un contributo straordinario aggiuntivo (ad esempio, 200 euro) sulle forniture di energia elettrica per chi ha un ISEE fino a 25.000 euro.

Esiste un aiuto per pagare la tassa sui rifiuti (Tari)?

Sì, ed è strettamente collegato al bonus sociale. Se rientri nei parametri ISEE che danno diritto agli sconti in bolletta, hai diritto automaticamente anche al

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Bonus Tari. Anche in questo caso, i beneficiari possono essere i single, con o senza figli. Le soglie ISEE sono le medesime: sotto i 9.530 euro (o sotto i 20.000 euro per le famiglie numerose).

L’agevolazione consiste in uno sconto del 25% sul costo totale della tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Come per le bollette, non è necessario presentare alcuna domanda specifica al Comune o all’ente di riscossione; è sufficiente avere l’attestazione dell’indicatore economico (ISEE) aggiornata e valida. Per dare un’idea concreta: su una spesa media stimata di 300 euro all’anno per la Tari, la riduzione può arrivare a 70-75 euro.

Un single può ricevere l’Assegno di Inclusione (Adi)?

Questa è una misura complessa. L’

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Assegno di Inclusione (Adi) è il sostegno nazionale che ha preso il posto del vecchio “reddito di cittadinanza”, ed è pensato per contrastare la povertà e l’esclusione sociale. È fondamentale capire che non è un aiuto per tutti i single, ma solo per quelli che rientrano in specifiche categorie di “fragilità”.

Per prima cosa, l’ISEE del nucleo familiare (che, si ribadisce, può essere anche una persona sola) deve essere inferiore a 10.140 euro. Ma questo non basta. Per ricevere l’assegno, il nucleo (anche se singolo) deve avere almeno una delle seguenti condizioni:

  • la presenza di persone minorenni (ovviamente non il caso di un single puro);
  • la presenza di persone con almeno 60 anni di età;
  • la presenza di componenti in condizioni di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi sociosanitari, certificati dalla pubblica amministrazione.

Ad esempio un single di 62 anni con ISEE basso può richiederlo. Un single di 40 anni, disoccupato ma non inserito in programmi di assistenza certificati, non può, anche se ha un ISEE a zero. L’obiettivo della misura è infatti legare l’aiuto a percorsi di inserimento sociale e lavorativo. La misura ha una durata iniziale di

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18 mesi ed è rinnovabile per altri 12, dopo un mese di stop.

Posso avere aiuti per le spese dello psicologo?

Sì, e questa è un’agevolazione fondamentale che non guarda la composizione del nucleo familiare, ma il benessere dell’individuo. Il Bonus Psicologo è un contributo pensato proprio per sostenere le spese delle sessioni di psicoterapia. Essere single, con le sfide che la vita moderna impone, può portare a momenti difficili, e lo scopo di questo bonus è rendere l’assistenza psicologica più accessibile a chiunque si trovi in una condizione di ansia, stress, depressione o fragilità psicologica e voglia iniziare un percorso terapeutico.

Per presentare la domanda è necessario avere la

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residenza in Italia e un ISEE in corso di validità. A differenza dei bonus sociali, la soglia ISEE per accedere è molto più alta, fissata a un massimo di 50 mila euro.

L’incentivo non viene dato in contanti, ma funziona come un “portafoglio” virtuale che copre 50 euro per ogni seduta di psicoterapia. L’importo massimo che si può ricevere non è uguale per tutti, ma è diviso in tre fasce basate proprio sull’ISEE:

  • per chi ha un ISEE inferiore a 15 mila euro, il bonus massimo è di 1.500 euro (coprendo fino a 30 sedute);
  • per chi ha un ISEE compreso tra 15 mila e 30 mila euro, il bonus scende a 1.000 euro;
  • per chi ha un ISEE tra 30 mila e 50 mila euro, il contributo massimo è di 500 euro.

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