Fermo auto e pignoramento: qual è la differenza?

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Autore: Angelo Greco

05 marzo 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Il fermo amministrativo è una misura cautelare che vieta la circolazione del veicolo per spingere il debitore a pagare. Il pignoramento, invece, è l’atto che avvia la vendita forzata dell’auto per saldare il debito.

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Quando i debiti con il Fisco si accumulano, l’auto è uno dei primi beni a finire nel mirino. Spesso, però, si fa confusione tra due atti che sembrano simili ma sono profondamente diversi: il fermo amministrativo e il pignoramento. Ricevere un preavviso di fermo è una pessima notizia, ma ricevere un pignoramento lo è molto di più. Uno è un avvertimento “muscoloso”, l’altro è l’esecuzione dell’avvertimento. Se ti stai chiedendo qual è la differenza tra fermo auto e pignoramento

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, la risposta sta nello scopo: il primo vuole spingerti a pagare, il secondo vuole venderti l’auto.

Qual è la differenza di scopo tra fermo e pignoramento?

Il pignoramento di un veicolo è un atto molto serio: è il primo atto dell’espropriazione forzata. Il suo unico scopo è sottrarre il bene al debitore per procedere alla sua vendita coattiva (l’asta) e soddisfare il creditore con i soldi ricavati (Cass. Civ., Sez. 2, N. 4801 del 24-02-2025).

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Il fermo amministrativo (disciplinato dall’art. 86 del D.P.R. n. 602/1973), invece, non è un atto di espropriazione, ma una misura cautelare e coercitiva (Cass. Civ., Sez. U, N. 8069 del 26-03-2025). Il suo obiettivo non è la vendita, ma la “coercizione indiretta”: l’Agente della Riscossione ti impedisce di usare l’auto per “compulsare l’adempimento”, cioè per convincerti a pagare il debito e riavere la piena disponibilità del mezzo.

Ben è possibile un pignoramento senza il previo fermo, così come – al contrario – il fisco può iscrivere il fermo senza mai procedere alla vendita all’asta del veicolo.

Come scattano le due procedure?

Il fermo amministrativo scatta dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (Corte di Giustizia Tributaria di 1° grado di Cosenza, sentenza n. 704/2022). La legge impone all’Agente della Riscossione di inviare prima un

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preavviso di fermo, che dà al debitore 30 giorni di tempo per pagare. Se il pagamento non avviene, il fermo viene iscritto nei registri mobiliari senza altri avvisi.

Il pignoramento è l’atto esecutivo stesso, disciplinato dal codice di procedura civile (art. 521-bis c.p.c.). Viene notificato al debitore un atto che indica i beni da pignorare e l’ingiunzione a non disporne.

Cosa succede all’auto in caso di pignoramento?

Con il pignoramento, il debitore perde la disponibilità materiale del bene. Viene nominato custode dell’auto, ma ha l’obbligo di consegnarla entro dieci giorni all’istituto vendite giudiziarie (IVG). L’auto viene ritirata dalla circolazione in attesa dell’asta. Qualsiasi atto di vendita o donazione fatto dopo la trascrizione del pignoramento è inefficace e non ha valore per il creditore.

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Cosa succede all’auto in caso di fermo amministrativo?

Con il fermo amministrativo gli effetti sono diversi. Il proprietario non perde l’auto, ma subisce un divieto assoluto di circolazione (Corte di Giustizia Tributaria di 1° grado di Matera, sentenza n. 135/2022). Se si circola lo stesso, le sanzioni sono pesantissime, inclusa la confisca del veicolo . Il veicolo non può essere demolito o esportato (Corte di Giustizia Tributaria di 2° grado della Campania, sentenza n. 5101/2022). Attenzione: a differenza del pignoramento, il fermo non impedisce la vendita dell’auto. Il diritto di proprietà non viene cancellato, ma solo limitato. Chi compra un’auto con il fermo, però, compra anche il vincolo e non potrà circolare finché il debito non sarà saldato.

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E se l’auto è cointestata a un’altra persona?

Il fermo amministrativo su un veicolo cointestato è legittimo anche se uno dei proprietari non è debitore del Fisco. La ragione è che il fermo non è una misura sanzionatoria ma cautelare: serve solo ad evitare che il bene possa deprezzarsi con l’uso in vista di un eventuale (e improbabile) pignoramento.

Esistono tuttavia alcune isolate pronunce che affermano il contrario e che hanno annullato il fermo sull’auto di proprietà di più soggetto di cui solo uno era il debitore del fisco.

A quale giudice devo fare ricorso?

Anche la competenza del giudice cambia. Per il pignoramento, che è un atto dell’esecuzione forzata, la giurisdizione spetta sempre al Giudice Ordinario (Tribunale Ordinario Napoli Nord, sez. 1, sent. n. 428/2015). Per il fermo amministrativo, dipende dalla natura del debito: se il fermo è per crediti tributari (tasse, imposte), la competenza è della Corte di Giustizia Tributaria. Se è per crediti non tributari (come multe stradali), la competenza resta al Giudice Ordinario (Cass. Civ., Sez. U, N. 8069 del 26-03-2025).

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