La polizia può chiederti di cancellare una foto?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Mariano Acquaviva

21 marzo 2026

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Le forze dell’ordine possono imporre l’eliminazione delle fotografie e dei filmati realizzati con lo smartphone?

Annuncio pubblicitario

Il tema del diritto alla privacy e dei limiti dei poteri delle forze dell’ordine è da tempo al centro del dibattito pubblico, soprattutto in un’epoca in cui ogni momento può essere immortalato da uno smartphone. Una delle domande più frequenti riguarda proprio la possibilità, per la polizia, di chiedere a un cittadino di cancellare una foto o un video.

La questione è tutt’altro che banale, perché mette a confronto due principi fondamentali: da un lato la tutela della libertà personale e dall’altro il potere dello Stato di accertare eventuali reati. Ma cosa dice realmente la legge?

Annuncio pubblicitario
La polizia può chiederti di cancellare una foto?

La polizia può obbligare a cancellare una foto o un video?

La polizia non può obbligare nessuno a cancellare immagini o filmati dal proprio cellulare.

Un ordine di questo tipo sarebbe illegittimo e, pertanto, non vincolante. Le forze dell’ordine non hanno il potere di imporre la cancellazione di un contenuto digitale, anche qualora lo ritenessero inopportuno, compromettente o acquisito in modo illecito.

Annuncio pubblicitario

Se si ritiene che una foto o un video rappresentino un elemento utile a un’indagine, la procedura corretta non è l’eliminazione del contenuto, bensì il sequestro del dispositivo. Solo in questo modo il materiale può essere analizzato e utilizzato come prova.

In quali casi la polizia può sequestrare lo smartphone?

La polizia può procedere al sequestro di un bene – compreso lo smartphone – soltanto in situazioni specifiche.

Secondo la legge (art. 354 cod. proc. pen.), la polizia può intervenire senza l’autorizzazione del pubblico ministero solo se vi è urgenza, cioè quando non è possibile attendere il provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Ciò accade, ad esempio, quando il dispositivo:

Annuncio pubblicitario

In tali circostanze, la polizia può sequestrare lo smartphone, ma deve redigere un verbale che spieghi il motivo del provvedimento e consegnarne copia al proprietario.

Il verbale deve poi essere trasmesso entro 48 ore al pubblico ministero, il quale ha altre 48 ore per convalidare o annullare il sequestro.

La giurisprudenza (Cass., 13 ottobre 2025, n. 33657) ha tuttavia precisato che il sequestro di uno smartphone è legittimo solamente se l’autorità procedente individua specificamente i dati che si intendono acquisire all’interno del dispositivo ai fini dell’accertamento del reato.

Annuncio pubblicitario

Alcuni esempi di sequestro legittimo dello smartphone

Per comprendere meglio, si possono richiamare alcune situazioni tipiche in cui il sequestro dello smartphone è considerato legittimo:

Perché la polizia non può ordinare di cancellare una foto?

Al contrario del sequestro, un ordine di cancellazione non ha alcun fondamento giuridico.

Annuncio pubblicitario

Nemmeno nel caso in cui il contenuto sia stato ottenuto in modo illecito (ad esempio violando la privacy di un’altra persona), la polizia può costringere alla cancellazione immediata.

Al contrario, quel materiale potrebbe avere valore probatorio e, pertanto, dovrebbe essere preservato per le indagini.

Obbligare qualcuno a eliminare un contenuto significherebbe distruggere una potenziale prova, con il rischio di compromettere la stessa attività investigativa.

Per questo motivo, l’unica condotta corretta prevista dalla legge è procedere, se necessario, al sequestro del dispositivo.

È legale fotografare o filmare la polizia in servizio?

Un altro aspetto spesso frainteso riguarda la possibilità di

Annuncio pubblicitario
fotografare o filmare gli agenti in servizio.

La normativa consente di filmare le forze dell’ordine quando operano in luoghi pubblici, purché le immagini non vengano diffuse in modo da ledere la loro riservatezza o la sicurezza operativa.

Se i filmati vengono pubblicati, è necessario che i volti o altri elementi identificativi siano oscurati o resi irriconoscibili.

È obbligatorio fornire la password del cellulare alla polizia?

Neppure in caso di sequestro sussiste un obbligo di fornire la password o le credenziali di accesso al dispositivo.

La legge non impone a una persona indagata di collaborare in tal senso, poiché ciò equivarrebbe ad autoaccusarsi.

La giurisprudenza ha più volte chiarito che l’indagato può legittimamente

Annuncio pubblicitario
rifiutare di sbloccare il telefono senza che ciò comporti conseguenze penali.

Pertanto, anche se il cellulare viene sequestrato, le forze dell’ordine non possono costringere il proprietario a fornire la password o il codice PIN.

Cosa succede se la polizia ordina di cancellare una foto?

Qualora un agente imponesse la cancellazione di un’immagine o di un video, tale richiesta sarebbe priva di valore legale.

Il cittadino, in teoria, potrebbe opporsi, poiché si tratterebbe di un ordine non previsto da alcuna norma.

Tuttavia, è sempre consigliabile mantenere un comportamento collaborativo e rispettoso, evitando atteggiamenti che possano essere interpretati come ostruzionismo o resistenza.

In caso di dubbi o contestazioni, la strada corretta è far valere i propri diritti in un secondo momento, ad esempio impugnando il provvedimento che dispone – o convalida – il sequestro.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui