Chi è condannato all'ergastolo può uscire?

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Autore: Mariano Acquaviva

21 marzo 2026

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

L’ergastolano può sperare di tornare in libertà dopo aver scontato un certo numero di anni di pena detentiva?

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L’ergastolo è la pena detentiva permanente; a differenza dell’arresto e della reclusione, essa è inflitta a tempo indeterminato, per la durata della vita del condannato. Per tale ragione, ad esso ci si riferisce anche come “fine pena mai”. Questo significa che il detenuto non potrà mai più tornare in libertà? Chi è condannato all’ergastolo può uscire?

In buona sostanza, si tratta di capire se una persona condannata al massimo della pena prevista dall’ordinamento giuridico italiano possa sperare di tornare a casa. Insomma: chi è condannato all’ergastolo può uscire?

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Approfondiamo l’argomento.

Che cos’è l’ergastolo?

Come anticipato, l’ergastolo è la pena detentiva perpetua (art. 22 cod. pen.).

L’ergastolo, quindi, permane tutta la vita del condannato, a differenza delle altre pene detentive: la reclusione, infatti, può durare al massimo ventiquattro anni (art. 23 cod. pen.) mentre l’arresto ha una durata massima di tre anni (art. 25 cod. pen.).

L’unico modo per poter porre fine all’ergastolo è ottenere la grazia dal Presidente della Repubblica.

Quanto appena detto non significa che l’ergastolano non possa sperare di

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tornare in libertà.

Come diremo di qui a breve, chi è stato condannato all’ergastolo può ottenere benefici che gli consentono di rientrare nella società, seppur entro certi limiti.

Come funziona l’ergastolo?

L’ergastolo si sconta in carcere, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno.

Queste ultime prescrizioni sono in realtà spesso disattese nella prassi.

L’isolamento notturno è una modalità di esecuzione della pena che molte volte non è attuata per via dell’impossibilità, nelle sovraffollate carceri italiane, di trovare celle che consentano di ospitare un solo detenuto.

L’obbligo del lavoro riguarda quello da svolgere all’interno del penitenziario; per essere ammesso al

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lavoro all’esterno, l’ergastolano deve aver scontato almeno dieci anni di pena.

L’isolamento diurno è invece comminato dal giudice nel caso in cui l’imputato sia condannato ad altro reato oltre a quello punito con l’ergastolo.

Chi è condannato all’ergastolo può uscire dal carcere?

Chi è condannato all’ergastolo può uscire dal carcere già dopo dieci anni di pena scontata. Successivamente, le possibilità di tornare in libertà diventano ancora più consistenti.

La legge stabilisce infatti che:

Ergastolo: come uscire prima con la liberazione anticipata?

Se dà prova di

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buona condotta, chi è condannato all’ergastolo può sperare di ottenere i permessi premio, la semilibertà e la liberazione condizionale ancora prima del decorso effettivo, rispettivamente, di dieci, venti e ventisei anni. Ciò è possibile grazie a un particolare istituto giuridico che prende il nome di liberazione anticipata.

Il condannato all’ergastolo, come ogni altro detenuto, ha diritto a uno sconto di pena pari a 45 giorni ogni semestre, se ha dato prova di buona condotta (art. 54, l. n. 354/75).

Agli effetti del computo della misura di pena che occorre avere espiato per essere ammessi ai benefici dei permessi premio, della semilibertà e della liberazione condizionale, la parte di pena detratta per buona condotta si considera come scontata.

Ciò significa, ad esempio, che l’ergastolano potrebbe accedere alla liberazione condizionale dopo circa 21 anni di pena espiata, tenendo conto di tutti i “bonus” per buona condotta che ha nel frattempo maturato (accumulando 90 giorni all’anno di liberazione anticipata, dopo 20 anni è come se l’ergastolano ne avesse scontati 26).

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti si leggano i seguenti articoli:

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