L’azienda può scegliere quale sindacato assiste i lavoratori?
Se il datore di lavoro ostacola un sindacato, escludendolo dagli accordi conciliativi, compie un atto illecito. Non può giustificarsi dicendo di seguire le direttive della propria associazione di categoria.
Le organizzazioni sindacali esistono per tutelare i lavoratori, specialmente nei momenti delicati come la chiusura di un rapporto di lavoro, dove spesso si firmano le conciliazioni. Si tratta di accordi in cui il dipendente, assistito dalla propria rappresentanza di fiducia, accetta determinate condizioni per chiudere la controversia con l’azienda. Ma cosa succede se l’impresa decide di “fare preferenze”? Se il datore di lavoro accetta di trattare solo con alcune sigle e ne esclude attivamente altre, magari arrivando a chiedere ai dipendenti di cambiare rappresentante per poter firmare l’accordo? Molti si domandano se questo sia legittimo e se
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Cos’è esattamente la condotta antisindacale?
Quando si parla di condotta antisindacale, ci si riferisce a tutti quei comportamenti del datore di lavoro che hanno l’effetto di limitare, ostacolare o impedire l’esercizio della
L’azienda deve avere l’intenzione di danneggiare il sindacato?
Ai fini della legge, per qualificare un comportamento come antisindacale, non è necessario che l’azienda agisca con l’intenzione specifica di danneggiare quel sindacato. Non rileva, quindi, la presenza di
L’azienda può giustificarsi seguendo ordini dell’associazione?
Questa è una difesa molto comune. L’azienda si giustifica dicendo: “Non è colpa mia, sto solo eseguendo una direttiva della mia associazione di categoria
Chi è responsabile se l’ordine viene dall’associazione?
Se l’esclusione del sindacato è la conseguenza di un conflitto tra associazioni, l’azienda che materialmente attua quel comportamento non può chiamarsi fuori. Anche se la volontà parte “dall’alto” (cioè dall’associazione di categoria), l’impresa che pone in essere l’ostacolo all’assistenza sindacale, ad esempio rifiutando la firma o chiedendo al lavoratore di cambiare rappresentante, partecipa attivamente all’illecito. La Corte di Cassazione, in questi casi, ritiene che non vi sia dubbio che l’impresa abbia quanto meno
Cosa succede se il disturbo è solo in alcune sedi?
A volte l’azienda prova a difendersi sostenendo che il comportamento lesivo non è generalizzato, ma ha riguardato solo una o due sedi territoriali. Oppure potrebbe affermare di essersi “adoperata” per trovare una soluzione, magari proponendo ai lavoratori di recarsi presso altre sedi per farsi assistere dal sindacato sgradito. Questi tentativi non eliminano l’antisindacalità della condotta. Anche se il lavoratore alla fine “accetta” di farsi rappresentare da un altro sindacato o non chiede spiegazioni specifiche sul diniego, il comportamento dell’azienda resta oggettivamente lesivo perché ha comunque posto ostacoli all’assistenza sindacale scelta dal lavoratore.