Nuove mansioni per i portieri: ritiro pacchi e check-in affitti brevi
Rinnovato il Ccnl dei dipendenti da proprietari di fabbricati: per i portinai arriva l’indennità per la gestione del check-in e nuove regole per i pacchi.
La figura del portinaio, icona storica del tessuto urbano italiano, sta vivendo una trasformazione radicale, spinta dalle nuove abitudini di consumo e dalla metamorfosi del mercato immobiliare. Non più semplice custode degli spazi comuni, ma vero e proprio snodo logistico per l’e-commerce e facilitatore operativo per la gestione degli immobili messi a reddito. È in questo contesto di profondo mutamento socio-economico che si inserisce il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da proprietari di fabbricati, un accordo che ridisegna i confini della professione proiettandola verso una modernizzazione attesa da tempo. L’intesa, raggiunta dopo una trattativa lunga e articolata, non si limita ad adeguare le tabelle salariali, ma introduce strumenti giuridici e operativi per regolamentare fenomeni ormai quotidiani come gli
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Il rinnovo dopo tre anni di trattative
Il percorso che ha portato alla firma del nuovo accordo, valido fino al 31 ottobre 2028, non è stato privo di ostacoli. Come sottolineato da Alessandra Egidi, segretario generale di Confedilizia, le negoziazioni con le sigle sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs si sono protratte per quasi tre anni. Un lasso di tempo significativo, necessario per bilanciare le esigenze di modernizzazione richieste dalla proprietà edilizia con le tutele rivendicate dai lavoratori.
Il testo definitivo, siglato il 30 ottobre e ora al vaglio delle assemblee dei lavoratori, rappresenta un punto di equilibrio avanzato. Oltre ai portieri, il contratto copre una vasta gamma di figure professionali, inclusi gli addetti alle pulizie e altri dipendenti che operano all’interno dei complessi residenziali e immobiliari. La lunghezza del negoziato testimonia la complessità di adattare un mestiere antico alle dinamiche fluide della sharing economy e della digitalizzazione, evitando che le nuove mansioni si trasformino in oneri insostenibili o in zone grigie prive di regolamentazione contrattuale.
Gestione chiavi e affitti brevi: la svolta
La novità più rilevante, e certamente quella destinata a far più discutere all’interno dei condomini italiani, riguarda l’istituzionalizzazione del servizio di gestione delle chiavi per gli
È stata introdotta una specifica indennità per il servizio di ricezione e consegna delle chiavi, applicabile sia alle locazioni a lungo termine che, soprattutto, a quelle turistiche di breve durata. L’obiettivo è chiaro: professionalizzare una mansione che richiede disponibilità e attenzione, sottraendola all’informalità. Tuttavia, l’applicazione di questa norma non sarà automatica né indiscriminata, prevedendo una serie di passaggi formali a tutela sia del lavoratore che della compagine condominiale estranea al business degli affitti.
Il meccanismo ideato dalle parti sociali è chirurgico e mira a disinnescare sul nascere potenziali liti condominiali. Il rischio, infatti, era che i condòmini non interessati all’attività turistica percepissero la nuova mansione come una distrazione del portiere dai suoi compiti ordinari di sorveglianza e pulizia. Per evitare questo scenario, Alessandra Egidi ha chiarito che l’indennità mensile, fissata a 15 euro per ogni appartamento interessato dal servizio, graverà esclusivamente sulle tasche dei proprietari che ne faranno richiesta.
Non si tratterà, dunque, di un costo ripartito tra tutti i millesimi di proprietà, ma di una spesa “ad personam”. Inoltre, il perimetro operativo del portiere è stato delimitato con estrema precisione: il lavoratore si occuperà esclusivamente dello scambio delle chiavi (check-in e check-out tecnico). Non rientra nelle sue mansioni accompagnare l’inquilino o il turista all’interno dell’abitazione, né tantomeno effettuare sopralluoghi per verificare lo stato dell’immobile al momento del rilascio. Queste attività restano in capo al proprietario o ai property manager.
Il ruolo dell’assemblea e dell’amministratore
L’introduzione di questa novità nel condominio dovrà seguire un iter democratico e amministrativo rigoroso. La volontà di affidare al portiere la gestione delle chiavi per gli affitti brevi dovrà essere oggetto di una specifica delibera dell’assemblea di condominio. Questo passaggio è fondamentale per valutare se la nuova mansione sia compatibile con i carichi di lavoro preesistenti e con le caratteristiche dello stabile.
Una volta ottenuto il via libera assembleare, il servizio non sarà imposto al dipendente: trattandosi di una mansione aggiuntiva rispetto al profilo standard, il lavoratore avrà la facoltà di accettare o rifiutare l’incarico. In caso di accettazione, i condòmini interessati dovranno comunicare formalmente la loro adesione all’
Manleva e responsabilità del lavoratore
Un aspetto tecnico di grande rilievo giuridico riguarda la responsabilità connessa alla custodia delle chiavi di appartamenti spesso occupati da sconosciuti. Il rinnovo contrattuale ha previsto una clausola di salvaguardia: il portiere sarà manlevato da ogni responsabilità civile e penale legata all’uso delle chiavi o a problematiche insorte tra locatore e conduttore.
Il registro di consegna diventerà quindi lo strumento probatorio principale per dimostrare la correttezza dell’operato del custode. Si tratta di un modello operativo che ricalca, con le dovute differenze, quello già collaudato per la ricezione della posta raccomandata, garantendo così al lavoratore di operare in un quadro di sicurezza giuridica, senza il timore di essere coinvolto in contestazioni riguardanti danni all’immobile o accessi non autorizzati.
E-commerce e logistica: la gestione pacchi
Parallelamente al turismo, l’altro grande vettore di cambiamento per le portinerie è l’esplosione del commercio elettronico. La ricezione dei pacchi è diventata un’attività preponderante, che spesso satura gli spazi delle guardiole e assorbe gran parte del tempo lavorativo. Il rinnovo del contratto prende atto di questa realtà, adeguando le normative a un’esigenza cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni.
Anche in questo caso, la parola d’ordine è regolamentazione. Il testo rinvia parzialmente alla contrattazione territoriale per i dettagli, ma stabilisce principi generali chiari. È stato predisposto un modello di ordine di servizio adattabile alle singole realtà condominiali. Questo documento servirà a definire regole ferree: l’individuazione precisa del luogo idoneo alla custodia (per evitare ingombri nell’atrio), la definizione delle dimensioni massime dei colli che il portiere è tenuto a ritirare e, fattore determinante, il tempo massimo di giacenza in portineria. Queste misure mirano a impedire che la guardiola si trasformi in un magazzino logistico incontrollato.
Aumenti salariali e welfare integrativo
Sul fronte economico, il rinnovo porta in dote un aggiornamento delle tabelle retributive, strutturato in tre fasi di aumenti progressivi. Per coprire il lungo periodo di vacanza contrattuale (il tempo trascorso dalla scadenza del precedente accordo), le parti hanno concordato l’erogazione di una somma una tantum di 1.500 euro. Questa cifra sarà corrisposta con modalità differenti, verosimilmente rateizzate, per non impattare troppo violentemente sui bilanci condominiali in un’unica soluzione.
Migliora sensibilmente anche il pacchetto di welfare. Tra le novità di maggior rilievo figura l’estensione dell’assistenza sanitaria integrativa
Manutenzione del verde e futuro della professione
Il nuovo profilo del portiere si arricchisce anche di competenze legate alla cura degli spazi comuni esterni. Il contratto prevede espressamente l’affidamento ai portieri della manutenzione ordinaria degli spazi a verde condominiale. Non si tratta di sostituire i giardinieri professionisti per potature d’alto fusto o interventi complessi, ma di gestire la quotidianità del verde, un compito che valorizza la presenza costante del custode e migliora il decoro dello stabile.
Tutte queste innovazioni — dagli affitti brevi alla logistica, fino al welfare — convergono verso un unico obiettivo strategico: rendere la professione nuovamente attrattiva, soprattutto per le nuove generazioni. La domanda ricorrente sulla sopravvivenza del mestiere di custode trova risposta in questa modernizzazione. A conferma dell’impegno verso il ricambio generazionale, il prossimo 5 dicembre a Roma si terrà la cerimonia di premiazione del “miglior portiere dell’anno”. In quell’occasione, l’ente bilaterale Ebinprof assegnerà borse di studio ai figli dei dipendenti, con importi variabili da 1.500 a 4mila euro, investendo concretamente sul futuro delle famiglie che abitano e lavorano nelle nostre città.