Posso guidare il monopattino se ho bevuto alcol?
Scopri i rischi legali della guida del monopattino in stato di ebbrezza. La Cassazione conferma: è reato come per l’auto. Leggi le sanzioni e l’equiparazione alle bici.
La mobilità urbana è cambiata radicalmente negli ultimi anni e i mezzi elettrici leggeri hanno invaso le nostre città. Molti utenti pensano erroneamente che questi dispositivi siano semplici giocattoli o alternative “sicure” all’automobile per tornare a casa dopo una serata in cui si è alzato il gomito. Si diffonde così la falsa convinzione di essere immuni dai controlli o dalle sanzioni previste dal Codice della Strada. La realtà giuridica è ben diversa e molto più severa. In questo articolo risponderemo alla seguente domanda:
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Il monopattino elettrico è considerato un veicolo dalla legge?
Per capire se si è punibili, bisogna prima definire cosa stiamo guidando. La difesa nei processi penali prova spesso a sostenere che il monopattino non sia un vero e proprio mezzo di trasporto, ma piuttosto un oggetto per lo svago. I giudici della Corte di Cassazione hanno però respinto questa visione con fermezza. Il Codice della Strada definisce
La normativa attuale, introdotta con la Legge di Bilancio 2020, ha stabilito una formale equiparazione tra i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica e i velocipedi, ovvero le comuni biciclette.
Questa uguaglianza giuridica non è solo un dettaglio tecnico. Significa che tutte le regole di circolazione che valgono per chi pedala si applicano automaticamente anche a chi utilizza il monopattino elettrico. Non si tratta di un’estensione forzata, ma di una precisa volontà legislativa di regolamentare un mezzo che ha un impatto concreto sul traffico cittadino.
Scatta il reato di guida in stato di ebbrezza col monopattino?
La risposta è affermativa e deriva direttamente dall’equiparazione ai velocipedi spiegata sopra. Poiché il monopattino è un veicolo a tutti gli effetti, il suo conducente è soggetto alle norme che puniscono la guida in stato di ebbrezza. Non serve la patente per guidarlo, ma questo non esonera dal rispetto dei divieti fondamentali posti a tutela della sicurezza pubblica.
I giudici hanno chiarito che il reato si configura perché il mezzo usato ha la concreta idoneità a interferire con la sicurezza della circolazione. Guidare dopo aver bevuto alcolici riduce i riflessi e la capacità di controllo, rendendo il monopattino una mina vagante per sé e per gli altri.
Pertanto, se le forze dell’ordine fermano un conducente con andatura anomala e l’alcoltest risulta positivo, scatta la denuncia penale esattamente come accadrebbe se la persona fosse alla guida di un’automobile o di una motocicletta.
Marco torna da un aperitivo guidando il suo monopattino sulla pista ciclabile. La Polizia Locale lo ferma perché sbanda vistosamente. Sottoposto all’etilometro, risulta avere un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Marco subirà un processo penale per guida in stato di ebbrezza.
È possibile difendersi sostenendo che la legge è poco chiara?
Nel caso affrontato dalla Suprema Corte, l’avvocato difensore aveva tentato una strada interpretativa complessa. Sosteneva che la Legge di Bilancio 2020, trattandosi di una norma finanziaria, non potesse estendere gli effetti penali e creare “nuovi reati” per analogia, pratica vietata nel nostro ordinamento (art. 14 delle Preleggi). Secondo questa tesi, applicare le pene della guida in stato di ebbrezza ai monopattini sarebbe stata una forzatura illegittima.
La Cassazione ha smontato questa argomentazione. I magistrati hanno spiegato che non è stata creata una nuova fattispecie penale “dal nulla”. La legge si è limitata a chiarire che il monopattino rientra nella categoria dei veicoli (come le bici). Una volta stabilito che è un veicolo, l’applicazione delle sanzioni per l’abuso di alcol è una conseguenza automatica e necessaria delle norme già esistenti nel Codice della Strada. Non c’è nessuna violazione del divieto di analogia, ma solo la corretta applicazione della legge vigente.
Cosa accade se provoco un incidente da ubriaco?
La situazione si aggrava notevolmente se la guida alterata porta a conseguenze dannose. Nel caso specifico avvenuto in provincia di Vicenza, il conducente non si era limitato a guidare in modo pericoloso, ma aveva causato un sinistro stradale. L’aver provocato un
La responsabilità penale viene accertata in via definitiva quando si dimostra il nesso tra l’assunzione di alcol e la perdita di controllo del mezzo. Non ci sono scusanti legate alla natura “ludica” del mezzo o alla breve distanza percorsa. La sicurezza delle strade è il bene primario tutelato dalla norma e chiunque si immetta nel traffico, anche su due piccole ruote elettriche, deve essere nelle condizioni psicofisiche idonee per farlo.
Luca, dopo una cena con vino, urta con il monopattino un pedone sulle strisce, facendolo cadere. Oltre a dover risarcire i danni fisici al pedone, Luca verrà condannato penalmente per guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver provocato un incidente (art. 186 Codice della Strada).