Chi ha ragione se il pedone non è proprio sulle strisce?

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Autore: Paolo Florio

16 aprile 2026

Dottore Commercialista (2007) e Avvocato (2010). Svolge l’attività professionale di consulente e giurista d’impresa, con specializzazione nel campo del diritto tributario, diritto societario, diritto commerciale, diritto fallimentare e diritto penale dell’economia. Ha maturato, altresì, una specifica esperienza quale munus pubblicum per conto di diversi Tribunali avendo svolto incarichi giudiziari e in particolare di Custode e Amministratore Giudiziario, di Curatore Fallimentare, di professionista delegato alle vendite nelle procedure esecutive, nonché C.T.U. in giudizi civili e perito per la Procura in procedimenti penali.

Scopri i doveri dell’autista e la precedenza vicino agli attraversamenti. La legge protegge i pedoni anche se non camminano esattamente sulla segnaletica.

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Guidare nel traffico cittadino richiede un’attenzione costante e mille occhi aperti. Spesso capita di vedere persone che attraversano la strada in modo un po’ disordinato, magari a pochi passi dalla segnaletica orizzontale ma non esattamente sopra di essa. Molti automobilisti credono erroneamente che, se una persona non calpesta la vernice bianca, perda ogni diritto di precedenza. Questa convinzione può costare molto cara in termini legali e umani. In questo articolo risponderemo alla domanda: chi ha ragione se il pedone non è proprio sulle strisce?

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Analizzeremo come la legge impone di guidare quando ci si avvicina a un attraversamento e perché la tutela del passante è così forte.

Come devo comportarmi vicino a un attraversamento pedonale?

L’avvicinamento alle classiche “zebrature” sull’asfalto non è una manovra banale. Il codice della strada e i giudici impongono al guidatore un obbligo di cautela estrema. Non basta rallentare leggermente o dare un’occhiata veloce. Chi guida un veicolo deve osservare la massima prudenza.

Questo significa che la velocità deve essere mantenuta particolarmente moderata (Cass. sent. 30808/2024). L’obiettivo è avere il controllo totale del mezzo per potersi fermare in qualsiasi momento. La presenza delle strisce serve proprio ad avvisare l’automobilista che in quel punto è probabile incontrare persone a piedi. Non si tratta solo di rispettare una regola formale, ma di garantire la sicurezza fisica di chi è più vulnerabile. La condotta di guida deve essere tale da permettere sempre e comunque l’esercizio del diritto di precedenza che spetta al pedone.

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Se piove e la visibilità è scarsa, l’automobilista deve procedere a passo d’uomo vicino alle strisce. Arrivare veloci e frenare all’ultimo momento è un comportamento scorretto, anche se non si investe nessuno.

La precedenza vale se il pedone è fuori dalle strisce?

Questa è la questione che genera più litigi sulle strade. La legge chiarisce che il diritto di precedenza non è limitato al perimetro esatto disegnato sull’asfalto. Il pedone ha diritto di passare anche se attraversa nella zona delle strisce.

Per i giudici è del tutto ininfluente e irrilevante che l’attraversamento avvenga esattamente sulle righe bianche o nelle loro immediate vicinanze (Cass. sent. 47204/2019). Il concetto di “vicinanza” serve a coprire quelle situazioni in cui il pedone, per fretta o distrazione, taglia la strada in diagonale o inizia ad attraversare un metro prima o un metro dopo la segnaletica. L’automobilista non può usare questo dettaglio come scusa per non fermarsi. La tutela si estende all’intera area funzionale all’attraversamento. Quindi, se investi qualcuno che si trova a mezzo metro dalle strisce, la responsabilità è quasi sicuramente tua.

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Un ragazzo attraversa due metri dopo le strisce perché c’è una pozzanghera sulla segnaletica: ha comunque la precedenza. Una signora con il carrello della spesa scende dal marciapiede poco prima delle strisce: l’auto deve fermarsi ugualmente.

Perché il pedone è così tutelato dalla legge?

La ragione di questa rigidità sta nella natura stessa dei soggetti coinvolti. Da una parte c’è un veicolo di metallo pesante e veloce, dall’altra una persona fisica senza protezioni. La vulnerabilità del pedone è il faro che guida l’interpretazione delle norme (Cass. sent. 47290/2014).

Le strisce pedonali sono una segnalazione di pericolo per chi guida. Esse indicano che in quel tratto di strada ci sono utenti deboli coinvolti nel traffico. Il diritto di precedenza del pedone è strettamente collegato al dovere di cautela dell’autista. Poiché il pedone rischia la vita e l’automobilista rischia solo un danno alla carrozzeria, la legge chiede a quest’ultimo uno sforzo maggiore di attenzione. Non si può pretendere che il pedone sia geometricamente perfetto nel suo percorso. La sua presenza in prossimità dell’area dedicata è sufficiente a far scattare l’obbligo di protezione.

Investire un anziano che attraversa lentamente poco fuori dalle strisce comporta una colpa grave per l’autista, che doveva prevedere il movimento. La presenza di una scuola o di un parco vicino alle strisce aumenta ancora di più il dovere di attenzione verso chi si trova nei paraggi.

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