Posso diventare proprietario di un terreno del Comune per usucapione?

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Autore: Angelo Greco

21 aprile 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Ecco quando è possibile l’acquisto della proprietà di un bene pubblico per possesso continuato, la differenza tra beni demaniali e disponibili e i casi di sdemanializzazione tacita.

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Spesso capita di vedere terreni incolti appartenenti all’amministrazione pubblica e di iniziare a curarli, magari facendoci un orto o ripulendoli dalle erbacce per anni. Dopo tanto tempo di utilizzo esclusivo, sorge spontanea la domanda se quel pezzo di terra possa considerarsi ormai acquisito. Tuttavia, la legge non tratta tutte le proprietà allo stesso modo. Capire se posso diventare proprietario di un terreno del Comune per usucapione richiede un’analisi attenta della natura giuridica del bene stesso. Non tutto ciò che appartiene all’ente pubblico può essere acquisito dai privati: la risposta dipende dalla categoria in cui il terreno rientra, ovvero se si tratta di demanio, patrimonio indisponibile o patrimonio disponibile.

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I beni demaniali come strade e spiagge si possono usucapire?

La legge pone una barriera insuperabile per alcune tipologie di beni che, per la loro importanza collettiva, non possono mai diventare proprietà esclusiva di un singolo cittadino. I beni demaniali sono quelli destinati per natura o per legge all’uso diretto della collettività. Rientrano in questa categoria le spiagge, i fiumi, i porti, ma anche le strade e le piazze, così come gli immobili di interesse storico o archeologico appartenenti allo Stato o agli enti territoriali (Cass. Civ., Sez. 2, sent. 28792 del 17 ottobre 2023).

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Questi beni sono caratterizzati dalla inalienabilità: non possono essere venduti né, tantomeno, acquisiti per usucapione. Il possesso da parte di un privato, anche se è durato decenni ed è stato pacifico, non ha alcun effetto giuridico e non fa scattare il trasferimento della proprietà (Trib. Santa Maria Capua Vetere, sent. 2058/2019). Il Comune potrà sempre chiederne la restituzione senza limiti di tempo.

Se un cittadino recinta una porzione di spiaggia libera e la usa come giardino privato per trent’anni, non ne diventerà mai proprietario, perché il lido del mare è un bene demaniale.

Cosa succede se il terreno serve a un servizio pubblico?

Esiste una seconda categoria di beni che, pur non essendo demaniali in senso stretto, godono di una protezione simile perché servono a garantire funzioni utili alla comunità. Si tratta dei beni del

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patrimonio indisponibile. La loro caratteristica principale è la destinazione a un pubblico servizio, che può derivare da una legge, da un atto amministrativo o dall’utilizzo concreto del bene per finalità pubbliche (Trib. Verona, sent. 544 del 12 marzo 2025; Cass. Civ., Sez. 2, sent. 7158 del 18 marzo 2024).

Finché permane la destinazione pubblica, questi beni non possono essere sottratti alla loro funzione e, di conseguenza, sono non usucapibili. La logica è che l’interesse del singolo a diventare proprietario non può prevalere sull’interesse della collettività a usufruire di quel servizio (Trib. Salerno, sent. 2671 del 21 maggio 2024). Solo se il bene perde questa destinazione può aprirsi la strada all’acquisto da parte del privato.

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Ecco alcuni esempi di beni indisponibili:

  • le aree destinate a parcheggio pubblico;

  • gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (case popolari);

  • i terreni espropriati per costruire una strada.

Quando è consentito l’acquisto per usucapione di beni comunali?

La situazione cambia radicalmente quando si parla della terza categoria, quella “residuale”. I beni del patrimonio disponibile sono tutte quelle proprietà del Comune che non rientrano né nel demanio né nel patrimonio indisponibile. Si tratta di beni che l’ente possiede come un qualsiasi privato cittadino, senza che vi sia un vincolo di destinazione a uso pubblico. Sono gestiti secondo le norme del diritto privato e servono solitamente per produrre reddito o come riserva di valore.

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Proprio per questa natura “privatistica”, questi beni possono essere acquistati per usucapione. Chi vuole diventarne proprietario deve dimostrare di aver esercitato un possesso continuato, pacifico, pubblico e ininterrotto per il tempo previsto dalla legge (di solito vent’anni), comportandosi esattamente come se fosse il proprietario esclusivo, ad esempio recintando il fondo o cambiandone la serratura (Trib. Latina, sent. 1911 del 10 ottobre 2024; Trib. Palmi, sent. 764 del 18 ottobre 2023). Leggi Come si chiede l’usucapione.

Il Comune possiede un vecchio appartamento ereditato da un benefattore e mai utilizzato per uffici o servizi sociali. Se una famiglia lo occupa e lo ristruttura a proprie spese per vent’anni senza che il Comune intervenga, potrebbe usucapirlo.

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Un bene pubblico può diventare privato con il passare del tempo?

Il passaggio da bene “intoccabile” (indisponibile) a bene usucapibile (disponibile) non avviene per magia o per semplice dimenticanza dell’amministrazione. Questo processo si chiama declassificazione o sdemanializzazione. Può avvenire tramite un atto formale, con cui il Comune dichiara che quel bene non serve più, oppure in modo tacito.

Tuttavia, bisogna fare molta attenzione: la semplice inerzia dell’ente o il mancato utilizzo del bene, anche per lungo tempo, non bastano a trasformarlo in bene disponibile (Trib. Salerno, sent. 2671 del 21 maggio 2024). Per la sdemanializzazione tacita servono fatti concludenti e inequivocabili che dimostrino la volontà dell’amministrazione di rinunciare alla funzione pubblica, oppure una trasformazione irreversibile del bene che lo renda inadatto all’uso originario.

Per chiarire il concetto:

  • non basta che il Comune lasci un terreno incolto per considerarlo sdemanializzato;

  • se però il Comune delibera di vendere quel terreno o lo fraziona per cederlo a privati, sta compiendo atti incompatibili con la destinazione pubblica, rendendo il bene potenzialmente usucapibile (Trib. Ancona, sent. 321 del 14 febbraio 2024).

A tal fine ti servirà richiedere una visura catastale o un certificato di destinazione urbanistica per verificare la natura del terreno che ti interessa.

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