Rimborso chilometrico ACI: va tassato in fattura?
Rimborsi chilometrici in fattura: sono tassati o esenti? Scopri le nuove regole su tabelle ACI, IVA e regime forfettario per evitare errori col Fisco.
Sei un professionista, un consulente o un lavoratore autonomo e passi gran parte della tua settimana in auto per raggiungere i tuoi clienti. Tra benzina, autostrada e usura del veicolo, i costi lievitano e giustamente cerchi di recuperarli addebitandoli in fattura al committente. Fino a qui tutto logico. Il problema sorge quando devi capire come trattare fiscalmente queste somme. Quei soldi che ti rientrano sono considerati un semplice rimborso (neutro) o diventano “guadagno” su cui devi pagare le tasse?
La questione è molto dibattuta e spesso crea confusione al momento di emettere la parcella. Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti importanti che potrebbero cambiare il modo in cui calcoli le tue spese di viaggio. In questo articolo vedremo se il
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Quando il rimborso spese non fa reddito?
Per capire se devi pagare le tasse sui rimborsi, devi prima conoscere il concetto di “analiticità”. La riforma fiscale ha introdotto una novità importante: i rimborsi delle spese che tu sostieni per svolgere un incarico non formano reddito (quindi sono esentasse) solo a una condizione precisa: devono essere
Cosa significa in pratica? Significa che per non pagare le tasse su quei soldi, devi provare di aver sostenuto quella spesa specifica per quel cliente specifico, attraverso una documentazione idonea (scontrini, ricevute) che dimostri l’esatta riferibilità all’incarico. Se c’è questa “prova regina”, la somma che il cliente ti rimborsa è solo una partita di giro: esce dalle tue tasche, rientra dalle sue, e il fisco non ci mette il naso (Art. 54 TUIR modificato dal Dlgs 192/2024).
Le tabelle ACI sono considerate un rimborso analitico?
Qui casca l’asino, come si suol dire. Molti professionisti usano le tabelle ACI per calcolare i rimborsi. Queste tabelle sono comodissime: inserisci il modello dell’auto, i chilometri percorsi e ottieni una cifra che copre benzina e usura. Sembra un calcolo preciso, vero?
Per il Fisco, purtroppo, non lo è abbastanza. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il rimborso calcolato sulla distanza percorsa e sulle tariffe ACI è privo del requisito di analiticità. Questo perché le tabelle ACI sono un parametro statistico, una stima forfettaria del costo chilometrico, non una documentazione di spesa “viva” e puntuale. Non stai presentando lo scontrino della benzina usata esattamente per quel viaggio, ma stai applicando una tariffa standard. Di conseguenza, mancando l’analiticità, questo rimborso concorre a formare il reddito.
Come si fattura il rimborso chilometrico?
Poiché il rimborso basato sulle tabelle ACI non è considerato “analitico”, deve essere trattato fiscalmente come se fosse parte del tuo compenso professionale. Non puoi inserirlo in fattura come “spese esenti” (ex art. 15 per intenderci).
Quando prepari la fattura, devi inserire l’importo del rimborso chilometrico nel totale imponibile. Su questa cifra dovrai quindi applicare:
l’IVA (se dovuta);
la Ritenuta d’Acconto (se prevista);
la tassazione IRPEF ordinaria.
In sostanza, per lo Stato quei soldi sono guadagno, proprio come la tua tariffa oraria o la tua consulenza, e come tali vanno tassati. Se invece avessi un rimborso analitico puro (esclusi i chilometrici ACI), potresti evitare la ritenuta, ma l’operazione andrebbe comunque fatturata e assoggettata a IVA (Risp. Interpello n. 270/2025).
Facciamo un esempio
Sei un ingegnere e vai in cantiere dal cliente. Percorri 100 km.
Scenario A (Tabelle ACI)
Calcoli 50 euro di rimborso base ACI. Metti questi 50 euro in fattura come imponibile. Ci paghi sopra l’IVA al 22% e il cliente ti trattiene il 20% di ritenuta d’acconto. A fine anno, quei 50 euro si sommano al tuo reddito per il calcolo delle tasse.
Scenario B (Analitico)
Compri un biglietto del treno per 50 euro intestato al cliente o specificamente per quella tratta. Alleghi il biglietto. In questo caso (diverso dal chilometrico auto), potresti avere un trattamento fiscale di favore perché la spesa è documentata al centesimo.
Cosa cambia per chi è nel regime forfettario?
Se hai la Partita IVA a regime forfettario, fai molta attenzione. La nuova regola che esclude dalla tassazione i rimborsi analitici è stata scritta per l’articolo 54 del TUIR, che riguarda i professionisti in regime ordinario/semplificato.
Per i contribuenti forfettari, la tassazione funziona in modo diverso: si applica un coefficiente di redditività fisso sul totale del fatturato e le spese non si possono scaricare (sono forfettizzate). Secondo l’interpretazione attuale, la novità normativa non si estende automaticamente ai forfettari. Questo significa che, per chi è nel regime forfettario, tutti i rimborsi spese (siano essi calcolati con tabelle ACI o analitici) continuano a fare cumulo col fatturato e sono tassati, con la sola eccezione delle spese anticipate in nome e per conto del cliente (che sono una cosa diversa dal rimborso spese vive).