Auto elettriche non più obbligatorie: l’Europa cambia rotta

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Autore: Paolo Remer

06 dicembre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

L’UE rivede il piano di transizione energetica green: cade lo stop ai motori termici dal 2035. Ecco cosa cambia per chi ha, o vuole comprare, auto a benzina o diesel. Cosa succede alle ibride ed e-fuel.

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Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le notizie secondo cui l’Europa avrebbe detto “stop al green” e avrebbe cancellato il divieto di vendere auto a benzina e diesel dal 2035. Ma davvero l’Unione Europea ha abbandonato la ambiziosa transizione verso le auto elettriche, che era stata decisa come irreversibile, inevitabile e indispensabile?

La risposta, in breve, è no. Il divieto non è stato cancellato, ma sta per cambiare profondamente. Vediamo cosa sta succedendo e cosa significa tutto questo per chi ha, o deve acquistare, un’auto nei prossimi anni.

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Cosa prevedeva la regola del 2035

Il regolamento UE approvato nel 2023, nell’ambito del pacchetto climatico Fit for 55, stabiliva che dal 2035 si potranno vendere solo nuove auto a “zero emissioni”.

Questo obiettivo specifico rientra negli sforzi più ampi compiuti a livello europeo per raggiungere la

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neutralità climatica entro il 2050 e così ridurre drasticamente le emissioni inquinanti dei trasporti.

Tradotto in parole povere: secondo il piano originario europeo, dal 2035 in poi solo auto elettriche, oppure alimentate da tecnologie che non emettono CO₂ allo scarico. La norma, però, riguardava solo le auto nuove, non quelle già circolanti. Il loro “destino” non era segnato: potevano ancora circolare.

Perché l’Europa ci ha ripensato

Negli ultimi mesi, la Commissione Europea ha aperto una revisione del regolamento dopo le pressioni di diversi Stati (tra cui Italia, insieme a Germania, Polonia e altri Paesi in cui vi sono stabilimenti di produzione auto), preoccupati dall’impatto negativo a livello economico, industriale e sociale di uno

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stop totale ai motori termici.

Questo ha indotto a un ripensamento, che – come vedremo fra poco – non significa abbandonare la transizione ecologica, bensì renderla più morbida e flessibile, in modo da evitare un impatto sociale troppo pesante sui consumatori (le auto elettriche costano di più di quelle tradizionali), proteggere centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’automotive (che verrebbero tagliati con il cambio delle tecnologie produttive), e non dipendere eccessivamente dalla filiera asiatica di produzione delle batterie.

Cosa cambia: i nuovi piani europei

Prendendo atto di questa complessa situazione e di tutte le importanti esigenze da considerare, la Commissione nelle ultime riunioni ha quindi riconosciuto che:

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Come sarà la nuova transizione green

Tutto questo per arrivare a una transizione realistica e meno traumatica. In questo senso, non è stato deciso un annullamento dal 2035, ma piuttosto un possibile

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allentamento dei modi, e anche una dilatazione dei tempi, di passaggio all’energia “pulita.

Dunque non è in arrivo una “liberalizzazione totale” dei motori e degli scarichi dei veicoli: il cambio di passo indica, piuttosto, uno spostamento da una politica europea esclusivamente elettrica a una più “tecnologicamente neutrale” e graduale nei tempi di attuazione.

In questo senso, parlare di “stop al green” è fuorviante: la direzione resta sempre la decarbonizzazione, ma con più tempo e più soluzioni praticabili. Insomma, non ci sarà più solo l’elettrico da considerare come obiettivo.

Vediamo ora nello specifico cosa cambia per chi ha un’auto e per chi è intenzionato ad acquistarla, o a sostituirla, nei prossimi anni.

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Nessun divieto retroattivo per i motori termici

Va tenuto presente che l’adozione di un nuovo programma di transizione green – che chiarisca definitivamente quale sarà il “destino” delle auto circolanti dal 2035 in poi – era già stata rinviata più volte, con numerosi slittamenti dovuti alle diversità di opinioni tra gli Stati membri.

È stato comunque chiarito che nessun divieto retroattivo sarà imposto alle auto termiche già in circolazione: pertanto quelle attuali, alimentate da benzina e diesel, potranno continuare a circolare dopo il 2035 fino alla fine del loro ciclo di vita.

Più spazio a ibride, e-fuel e biocarburanti

La novità sta nel fatto che – nella revisione ora allo studio in Commissione, l’UE potrebbe consentire la vendita, anche dopo il 2035 di auto:

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Se queste prospettive saranno recepite, sarà possibile rinviare, o modulare, la scadenza del 2035 per completare la transazione green verso l’elettrico: questo termine, come abbiamo visto, non è più considerato intangibile. E, con l’occasione, si potrebbero anche riscrivere i criteri di “emissioni zero” in modo da recepire queste fonti alternative.

Il focus potrebbe spostarsi dalle sole emissioni allo scarico al bilancio complessivo del carburante, tenendo conto anche degli inquinamenti connessi al suo ciclo di produzione e trasporto.

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Cosa succede alle auto termiche dopo il 2035

Su questo punto fondamentale, che preoccupa molto i proprietari di veicoli e coloro che intendono acquistarli prossimamente, non ci sono dubbi né cambiamenti: ribadiamo che, già in base alle attuali regole, tutte le auto a benzina, diesel e ibride oggi in circolazione potranno continuare a circolare senza limitazioni anche dopo il 2035.

Per questi veicoli tradizionali non esiste, quindi, alcun obbligo futuro di rottamazione, sostituzione o di conversione all’elettrico.

Le regole UE, quand’anche dovessero variare per come sopra ipotizzato, non agiscono mai retroattivamente sul parco auto esistente.

Per chi deve acquistare un’auto: cosa cambia davvero

La programmata revisione europea dei criteri green ha già un effetto immediato sul mercato:

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l’incertezza è diminuita, e i costruttori – che già avevano fatto investimenti ingenti in vista del passaggio all’elettrico deciso in precedenza – stanno riconsiderando i loro piani. Quindi gli investimenti delle case automobilistiche non si fermeranno nel 2026–2027, come temuto, e non ci saranno contraccolpi negativi sull’economia.

Se sei intenzionato ad acquistare un’auto, tieni presente che comprare un’auto termica resta una scelta sicura: la vita utile dei motori benzina e diesel sarà molto più lunga del previsto e non ci sarà nessun blocco della circolazione dal 2035 (ma vanno considerati i vincoli locali che penalizzano l’ingresso nei centri storici e in altre aree critiche dei veicoli più vecchi, attualmente da Euro 5 in giù).

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Inoltre, è utile sapere che anche le autovetture ibride torneranno centrali: con un regolamento europeo più permissivo, o comunque più elastico, tutte le ibride – dalle plug-in alle full hybrid potrebbero essere nuovamente incentivate nella produzione e nell’acquisto.

E allora l’elettrico che fine farà?

In tutto questo, c’è da tenere presente che l’elettrico non diventa obbligatorio: resta una tecnologia importante, e ancora sostenuta dai piani europei (non c’è nessuna marcia indietro sui piani del Green Deal di tutela dell’ambiente), ma non è più esclusiva. Non è più considerata l’unica strada percorribile per arrivare al completamento della transizione energetica verso fonti green e dunque più “pulite”.

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Intanto rimane fermo un concetto di fondo: oggi avere un’auto elettrica conviene soprattutto a chi può ricaricare a casa e usa l’auto prevalentemente in città.

Cosa succederà nei prossimi mesi

Secondo il piano di prosecuzione dei lavori già concordato, la Commissione presenterà entro il 2026 la proposta di modifica del regolamento, che dovrà poi essere approvata sia dal Parlamento e Consiglio UE (al quale partecipano tutti i rappresentanti di governo degli Stati membri).

Vista l’evoluzione in atto, altamente probabile che il nuovo quadro normativo mantenga la scadenza del 2035 come obiettivo standard e ufficiale, ma apra eccezioni significative per e-fuel, biocarburanti e ibride evolute.

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Conclusione

No, l’Europa non ha cancellato il green, ed è prevedibile che non lo farà neanche in futuro. Ciò che cambia è questo concetto: la transizione all’elettrico rimarrà centrale, ma non esclusiva. Si sta, cioè, superando anche nelle istituzioni europee, finora rigidamente orientate, l’idea che l’auto elettrica sia l’unica via praticabile dal 2035.

Per milioni di cittadini questo significa una cosa molto semplice: le auto a benzina e diesel non scompariranno, e chi deve comprare un’auto nuova a motore termico alimentato da carburanti tradizionali può farlo senza ansie e timori di non poterla più usare dopo il 2035.

In conclusione: se vuoi comprare un’auto a benzina, diesel o ibrida

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puoi farlo serenamente, senza paura che nel 2035 diventi “fuorilegge”.

Sintesi dei cambiamenti in arrivo

Ecco una sintesi di tutto quanto abbiamo detto e dei probabili cambiamenti in arrivo.

PuntoStato attuale
Obiettivo originario UE 2035Stop alla vendita di nuove auto con emissioni CO₂, spingendo verso EV (divieto di vendita non cancellato ufficialmente)
Cambiamenti in corsoL’UE sta valutando flessibilità e neutralità tecnologica: inclusione di ibride e motori termici alimentati da e-fuel o biocarburanti avanzati
Situazione legale oggiIl divieto 2035 permane nella normativa UE, ma è in un processo di possibili modifiche sui tempi e sulle soluzioni alternative (previste deroghe per i carburanti a CO neutra).
Cosa succede alle auto termiche attuali?Possono continuare a circolare senza modifiche e senza limiti, fino a fine vita, anche dopo il 2035.

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