Come opporsi all'uso dei dati per la dichiarazione precompilata?

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Autore: Angelo Greco

19 dicembre 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Come negare l’accesso alle spese sanitarie, scolastiche e liberalità. Ecco le scadenze e i moduli per tutelare la tua privacy fiscale.

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Ogni anno l’amministrazione finanziaria elabora una grande quantità di informazioni per predisporre i modelli fiscali dei cittadini, ma non tutti gradiscono questa automatizzazione. La dichiarazione precompilata comporta infatti un trattamento massivo di dati sensibili che spaziano dalle spese universitarie e scolastiche alle erogazioni liberali, passando per gli abbonamenti ai trasporti locali fino ai costi sanitari. Per chi desidera mantenere la riservatezza su queste uscite, esistono strumenti specifici che impediscono all’Agenzia delle Entrate di utilizzare tali informazioni. Capire

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come opporsi all’uso dei dati per la dichiarazione precompilata è necessario per gestire autonomamente le proprie informazioni senza che queste appaiano automaticamente nel modello online.

A seconda della tipologia di spesa e del momento in cui si decide di agire, il contribuente ha a disposizione diverse strade, che vanno dalla comunicazione diretta al fornitore del servizio fino all’invio di moduli specifici agli uffici finanziari.

Come si impedisce la trasmissione dei dati al momento della spesa?

Il primo metodo per tutelare la propria privacy consiste nell’

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opporsi direttamente alla trasmissione delle informazioni. In questo scenario, i dati relativi all’onere sostenuto non vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate.

La procedura varia in base al soggetto che riceve il pagamento e al tipo di spesa. Per quanto riguarda le spese sanitarie, il cittadino deve semplicemente dichiarare al medico o alla struttura sanitaria la volontà di opporsi all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.

Per altre categorie, come le spese scolastiche, le erogazioni liberali, gli abbonamenti al trasporto pubblico e le donazioni agli enti del terzo settore, la procedura è diversa. È possibile comunicare l’opposizione al soggetto che riceve il pagamento (percipiente) direttamente al momento della spesa oppure inviare una comunicazione successiva entro il 31 dicembre dell’anno in cui il costo è stato sostenuto (quindi entro il 31 dicembre 2025 per le spese di quell’anno).

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Sebbene le norme non specifichino una forma obbligatoria, è consigliabile utilizzare strumenti tracciabili come la Pec o una raccomandata con ricevuta di ritorno. Se si opta per una semplice e-mail, è bene richiedere una conferma di lettura. Poiché ogni ente ha le sue procedure interne, è sempre opportuno contattare la struttura dopo l’invio per verificare che l’opposizione sia stata registrata correttamente prima che i dati vengano trasmessi.

Cosa fare se i dati sono già stati trasmessi all’amministrazione?

Esiste una seconda modalità operativa valida per tutte le spese, tranne quelle sanitarie che seguono un iter a parte. Se i dati sono già stati inviati all’amministrazione, il contribuente può inviare un apposito

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modulo direttamente all’Agenzia delle Entrate. In questo caso, le informazioni, pur essendo state trasmesse, non saranno inserite nella dichiarazione precompilata.

È importante sottolineare un aspetto fondamentale di questo meccanismo: l’opposizione non può essere selettiva per singola voce di spesa ma riguarda l’intera categoria. Per esempio, non è possibile nascondere solo la donazione fatta a una specifica associazione e lasciare visibili le altre; se ci si oppone, verranno oscurate tutte le elargizioni effettuate nel corso dell’anno.

Per procedere è necessario scaricare dal sito dell’Agenzia il modulo relativo alla specifica spesa che si vuole oscurare (utilizzando quelli della relativa annualità: attualmente, i modelli 2025 pubblicati il 1° dicembre scorso e non quelli degli anni precedenti), compilarlo, firmarlo e inviarlo via e-mail o fax ai recapiti dedicati indicati sul portale.

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Quali sono le scadenze per inviare il modulo di opposizione?

Per utilizzare correttamente il modulo di opposizione da inviare all’Agenzia delle Entrate, bisogna rispettare tassativamente le finestre temporali previste, che cambiano in base alla tipologia di onere. I termini utili per l’invio sono i seguenti:

  • per le rette degli asili nido e le spese universitarie, la scadenza è fissata entro il 28 febbraio 2026;

  • per le erogazioni liberali agli Enti del Terzo Settore (Ets), l’invio è consentito dal 1° gennaio al 20 marzo 2026;

  • per le spese scolastiche, le erogazioni liberali alle scuole e gli abbonamenti al trasporto pubblico, il periodo utile va dal 1° gennaio al 16 marzo.

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Bisogna prestare molta attenzione ai destinatari: per ogni categoria di spesa esiste un numero di fax e una casella di posta elettronica differenti. I moduli aggiornati, le istruzioni dettagliate e l’elenco completo degli indirizzi a cui spedire la richiesta sono reperibili alla pagina web ufficiale dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle opposizioni all’utilizzo delle spese.

Se blocco l’invio dei dati perdo la detrazione fiscale?

No, l’esercizio del diritto di opposizione non comporta la perdita del beneficio fiscale. Le spese detraibili per le quali si è bloccata la trasmissione possono comunque essere inserite manualmente dal contribuente in fase di modifica o integrazione della dichiarazione precompilata.

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Questo vale sia se l’opposizione è stata fatta al momento del pagamento, sia se è stata esercitata successivamente. Esiste però una conseguenza procedurale: modificando la precompilata si perde il beneficio dell’esenzione dai controlli, che si applica invece quando si accetta la dichiarazione così come proposta dal Fisco. Tuttavia, l’inserimento manuale non fa scattare controlli a tappeto automatici, poiché la verifica formale degli uffici si concentrerà solo sui dati che risultano modificati e non su quelli lasciati invariati.

Come posso bloccare intere categorie di spese sanitarie?

Per quanto riguarda specificamente le spese sanitarie, è possibile agire per macro-categorie comunicando l’opposizione direttamente all’Agenzia delle Entrate. La finestra temporale per questa operazione va dal 1° ottobre 2025 al

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2 febbraio 2026 (poiché il 31 gennaio cade di sabato).

Il cittadino può scegliere di escludere una o più delle seguenti sei categorie:

  • ticket;
  • medicinali;
  • dispositivi medici;
  • servizi sanitari delle farmacie;
  • prestazioni sanitarie;
  • protesi, cure termali e chirurgia estetica.

Barrando una di queste voci, verranno scartate tutte le spese che vi appartengono.

È possibile eliminare solo singole voci di spesa sanitaria?

Sì, il sistema offre una flessibilità maggiore per le spese sanitarie attraverso il portale del Sistema Tessera Sanitaria (STS). Dal 9 febbraio al 9 marzo 2026, accedendo all’area riservata del sito web dedicato tramite SPID, CIE o Tessera Sanitaria, è possibile consultare l’elenco dettagliato delle spese. Qui l’utente può selezionare,

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voce per voce, le singole spese per le quali desidera esprimere l’opposizione. Mentre la consultazione e il download dei dati su foglio excel sono possibili in ogni momento, la funzione di modifica e opposizione è attiva solo nella finestra temporale indicata (dal 9 febbraio al 9 marzo).

Posso chiedere al medico di non inviare i dati della fattura?

È una facoltà espressamente prevista per il paziente quella di bloccare l’invio dei dati sanitari al momento stesso della prestazione. Basta farne richiesta verbale al professionista o all’amministrazione della struttura quando viene emessa la fattura. L’operatore sanitario dovrà annotare l’opposizione sul documento fiscale.

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Per motivi di privacy (GDPR), ai sanitari è vietato inviare le fatture elettroniche allo SDI, ma possono consegnare la copia al cliente anche in formato digitale (e-mail, app o area riservata). L’informazione dell’opposizione deve essere conservata dal medico per eventuali controlli.

Nel caso di acquisto di medicinali in farmacia documentati da scontrino, per opporsi è sufficiente non comunicare il proprio codice fiscale al farmacista.

Posso cambiare idea sull’invio dati sanitari dopo aver pagato?

Mentre per le spese non sanitarie è possibile un “ripensamento” comunicando con il fornitore dopo il pagamento, per le spese sanitarie questa possibilità non è contemplata direttamente con il medico. Il provvedimento che disciplina la materia prevede l’opposizione solo al momento del rilascio del documento. La ragione è tecnica: l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria può avvenire in più tranche e gli scontrini vengono trasmessi giornalmente. Una volta che l’operatore ha trasmesso i dati, la modifica o rettifica comporterebbe un aggravio amministrativo non giustificato. Tuttavia, se ci si dimentica di opporsi al momento della visita, il diritto alla privacy non è perso: si può comunque procedere successivamente utilizzando le altre due modalità descritte sopra (comunicazione per categorie all’Agenzia o selezione puntuale sul sito del Sistema TS).

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