Condominio: ecco le nuove regole della riforma 2026

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Autore: Mariano Acquaviva

17 dicembre 2025

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Riforma bis del condominio: amministratori laureati e creditori che possono aggredire i condòmini in regola con i pagamenti costituiscono le principali novità.

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Una nuova riforma del condominio è all’orizzonte: se il disegno di legge (AC 2692) targato Fratelli d’Italia passerà, saremo in presenza di una nuova svolta all’interno della disciplina condominiale, circa tredici anni dopo la prima grande riforma.

Il testo, sostenuto da una larga parte della maggioranza politica, mira a professionalizzare il settore e a garantire maggiore trasparenza nei conti, introducendo requisiti stringenti per gli amministratori e nuove tutele per i fornitori.

Sebbene l’iter parlamentare sia ancora aperto e si prevedano tavoli tecnici per affinare le norme, i contenuti emersi delineano un futuro in cui la

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gestione degli immobili sarà riservata a figure altamente qualificate, con un inevitabile impatto sui costi di gestione per i proprietari di casa. Le novità spaziano dall’obbligo del titolo di studio universitario per i gestori, fino all’addio definitivo al contante per le spese comuni.

Chi potrà fare l’amministratore di condominio in futuro?

La notizia che sta creando maggiore scompiglio nel settore riguarda i requisiti professionali. Il testo normativo prevede l’introduzione dell’

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obbligo di laurea per chi intende svolgere l’incarico di amministratore. Non basterà più il diploma di scuola superiore, come avveniva in passato: sarà necessario possedere un titolo triennale in discipline economiche, giuridiche, scientifiche o tecnologiche.

Questa stretta mira a elevare la competenza media, ma solleva dubbi sul destino di chi già opera nel campo.

A tal proposito, il disegno di legge prevede tuttavia una clausola di salvaguardia: l’obbligo del titolo accademico non scatterà per quei professionisti che, al momento dell’entrata in vigore della legge, risultino già iscritti a ordini o collegi professionali di area tecnica o economica.

In pratica, ragionieri

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, geometri o periti potranno continuare a lavorare, mentre chi possiede solo un diploma liceale o tecnico non iscritto ad alcun albo potrebbe trovarsi fuori dai giochi.

Come funzionerà il nuovo registro nazionale al Mimit?

Per porre fine all’abusivismo e garantire la tracciabilità degli incarichi, verrà istituito un elenco ufficiale presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). L’iscrizione a questo registro diventerà condizione necessaria per esercitare la professione.

Non solo gli amministratori, ma anche i revisori contabili condominiali dovranno accreditarsi, dimostrando di possedere tutti i requisiti di legge e di onorabilità richiesti.

Chi dovesse essere sorpreso a gestire un condominio o a certificare i bilanci senza essere regolarmente iscritto in questo elenco andrà incontro a

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sanzioni pecuniarie severe, con ammende che oscillano tra i 1.032 e i 5.160 euro.

Anche la formazione continua subisce un ritocco: il decreto ministeriale che regola i corsi di aggiornamento obbligatori (attualmente fissati a 15 ore annuali oltre alle 72 iniziali) verrà modificato per allinearsi alle nuove competenze richieste, rendendo l’aggiornamento un pilastro anche per chi è già laureato.

Quali sono le nuove regole sui pagamenti e il contante?

La trasparenza finanziaria è uno dei cardini della proposta. Viene stabilita la fine definitiva dei pagamenti in contanti per qualsiasi spesa o versamento relativo alla gestione dello stabile. Ogni movimento di denaro dovrà transitare obbligatoriamente sul

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conto corrente condominiale, bancario o postale, garantendo così la piena tracciabilità delle operazioni.

Inoltre, cambiano le tempistiche per il recupero dei crediti verso i morosi. Se oggi l’amministratore è tenuto ad agire entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, la nuova norma sposta questo termine, facendolo decorrere dall’approvazione del rendiconto.

Dato che l’approvazione può avvenire entro 180 giorni dalla chiusura dell’anno contabile, si concede di fatto più tempo prima che scattino i decreti ingiuntivi, offrendo un leggero respiro a chi è in difficoltà, ma allungando i tempi di incasso per il condominio.

Quando diventa obbligatorio il revisore dei conti?

Una novità che inciderà sulle tasche dei proprietari, ma che promette maggiore sicurezza, riguarda la figura del revisore. Nei palazzi che contano

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più di venti condòmini, la nomina di un revisore contabile diventa obbligatoria. Questo professionista, che resterà in carica per due anni non rinnovabili, avrà il compito di attestare la correttezza del bilancio.

I criteri di redazione del rendiconto diventano molto più rigidi per tutti, indipendentemente dalle dimensioni dello stabile. Si dovrà applicare rigorosamente il criterio di cassa, redigere una situazione patrimoniale chiara e fornire uno stato di ripartizione che evidenzi con precisione i conguagli dell’anno in corso e quelli pregressi.

I fornitori potranno chiedere i soldi ai condòmini in regola?

Attualmente, se un condominio non paga una fattura, il fornitore (ad esempio l’impresa di pulizie o la ditta edile) deve prima tentare di recuperare il credito dai condòmini morosi; solo in caso di insuccesso può rivalersi sugli altri. Con la riforma, la prospettiva si ribalta a favore delle imprese creditrici.

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Se la norma passerà così com’è, i fornitori potranno aggredire direttamente il conto corrente del condominio, bloccando di fatto l’operatività dello stabile.

Inoltre, avranno la facoltà di rivolgersi anche ai condòmini che sono in regola con i pagamenti. Si tratta di un cambiamento che espone i proprietari virtuosi al rischio di dover anticipare somme per conto dei vicini insolventi pur di non vedere pignorato il conto comune o interrotti i servizi essenziali.

Cosa cambia per la sicurezza e i lavori straordinari?

La sicurezza degli edifici viene posta in primo piano: sarà infatti necessario ottenere un’attestazione sulla sicurezza delle parti comuni, rilasciata da società specializzate.

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In questo ambito, i poteri dell’amministratore vengono rafforzati: se l’assemblea rimane inerte di fronte alla necessità di mettere a norma lo stabile, il gestore potrà ordinare direttamente i lavori necessari, bypassando il voto dei proprietari per evitare rischi civili e penali.

Per quanto riguarda le opere di manutenzione straordinaria, finisce l’epoca dei pagamenti “a stato avanzamento lavori” senza copertura: il fondo spese per i lavori dovrà essere costituito integralmente e subito.

Non sarà più possibile chiedere i soldi ai proprietari man mano che il cantiere prosegue: la liquidità dovrà essere garantita a monte, per evitare che i lavori si fermino a metà per mancanza di fondi, lasciando i palazzi sventrati e i fornitori non pagati.

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Come funziona il rinnovo dell’amministratore?

Si risolve infine un problema annoso che bloccava l’operatività di molti stabili: la cosiddetta “prorogatio“.

Spesso, nelle assemblee, non si raggiungeva la maggioranza di 500 millesimi necessaria per riconfermare l’amministratore, il quale restava in carica in via provvisoria ma con poteri limitati all’ordinaria amministrazione.

La riforma introduce il rinnovo automatico dell’incarico annuale. A meno che l’assemblea non decida esplicitamente di revocarlo o di nominare un sostituto, l’amministratore si intende confermato con pieni poteri. Questo meccanismo garantisce continuità gestionale ed evita che il condominio resti paralizzato a causa dell’assenteismo dei proprietari durante le riunioni.

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Riforma condominio 2026: tabella riepilogativa

Novità Riforma 2026DescrizioneImpatto
Obbligo di LaureaRichiesta laurea triennale per nuovi amministratori (esclusi iscritti ad albi).Professionalizzazione del ruolo, possibile uscita dal mercato di chi ha solo il diploma.
Registro MimitIscrizione obbligatoria in un elenco ministeriale per amministratori e revisori.Multe salate per gli abusivi, maggiore controllo sui requisiti.
Stop al ContanteObbligo di transazioni tracciabili su conto corrente condominiale.Maggiore trasparenza fiscale, fine dei pagamenti “a mano”.
Revisore ContabileObbligatorio per condomini con più di 20 condòmini.Aumento dei costi di gestione, garanzia di bilanci corretti.
Recupero CreditiFornitori possono aggredire il c/c condominiale e i condòmini virtuosi.Rischio economico per chi paga regolarmente, maggiore tutela per le imprese.
Sicurezza e LavoriCertificazioni obbligatorie e fondo spese costituito subito per intero.Esborso immediato per i lavori straordinari, amministratore più autonomo sulla messa a norma.

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