Pensioni, scatta la rivalutazione 2026: ecco quanto aumentano gli assegni

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Autore: Paolo Remer

20 dicembre 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Dal 1° gennaio entra in vigore la perequazione 2026: aumenti fino all’1,4% per le pensioni più basse, fino a 4 volte il minimo, e incrementi ridotti per le fasce superiori. Ecco le nuove soglie e gli importi aggiornati dall’INPS.

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Dal 1° gennaio 2026 gli assegni pensionistici aumenteranno grazie alla perequazione automatica, il meccanismo di rivalutazione che adegua gli importi all’inflazione per evitare la perdita del potere d’acquisto.

Il tasso di incremento, fissato dal decreto del 19 novembre 2025, è pari a +1,4%, come confermato dalla circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025.

Ma non tutti i pensionati riceveranno lo stesso aumento: la legge prevede un sistema a scaglioni che applica l’indice in misura diversa a seconda dell’importo complessivo della pensione.

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Dunque gli incrementi sono strutturati a fasce parametrate al trattamento minimo: fino a quattro volte tale soglia, l’incremento sarà pieno; oltre tale limite, ci sarà una decurtazione.

Vediamo in dettaglio il meccanismo di rivalutazione, le tabelle, le percentuali e l’importi delle pensioni nel 2026.

Quanto aumentano le pensioni nel 2026 e per chi

È prevista la

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rivalutazione piena al 100% (quindi + 1,4%) per chi percepisce fino a 4 volte il trattamento minimo.

A tal proposito va evidenziato che il minimo 2026 sale a 611,85 euro al mese (da 603,40 nel 2025) secondo la circolare INPS, con un incremento annuo a 7.954,05 euro.

Questo significa un aumento pieno del 1,4% per le pensioni fino a circa 2.413,60 euro lordi mensili.

La rivalutazione sarà ridotta al 90% per gli assegni pensionistici compresi tra 4 e 5 volte il minimo, quindi nella fascia da 2.413,61 euro a 3.017,00 euro lordi mensili.

Per questi pensionati l’aumento effettivo nel cedolino sarà del 1,26%.

C’è, poi, una rivalutazione al 75% per gli assegni oltre 5 volte il minimo

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, quindi per le pensioni di importo superiore a 3.017,01 euro lordi mensili. Qui l’aumento effettivo è del 1,05%.

Questi scaglioni sono riportati nella tabella ufficiale INPS a pagina 5 della circolare, che dettaglia percentuali e limiti degli importi .

Esempi pratici di aumento delle pensioni con la perequazione

Importo pensione mensilePercentualeAumento 2026
1.000 €1,4%+14 €
2.000 €1,4%+28 €
2.500 €1,26%+31,50 €
3.500 €1,05%+36,75 €

Incremento aggiuntivo per le pensioni minime

La circolare INPS n. 153/2025 conferma che anche per il 2026 resta l’incremento temporaneo per gli assegni pari o inferiori al minimo, introdotto dalla legge di Bilancio 2023 e prorogato fino al 2026.

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L’aumento aggiuntivo è pari a +1,3% sul trattamento minimo, cioè +7,95 € al massimo (valori riportati nella tabella a pagina 5 della circolare).

Il minimo può, quindi, arrivare fino a 619,80 € per chi beneficia dell’incremento pieno.

Perché gli aumenti non sono uguali per tutti

Come previsto dall’art. 34 della legge 448/1998, la perequazione non è uguale per tutti, bensì:

È bene precisare come funziona il cumulo perequativo: per chi è titolare di più pensioni

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, l’INPS considera la somma totale dei trattamenti erogati per determinare la fascia di rivalutazione corretta, su cui parametrare gli aumenti.

Quando arriveranno gli aumenti?

La circolare INPS del 19 dicembre 2015 specifica che la rivalutazione delle pensioni con la perequazione si applica dal rateo di gennaio 2026 e il pagamento segue il calendario mensile ordinario (quindi, tenendo conto del leggero sfasamento dovuto alle festività natalizie, presso le Poste dal 3 gennaio 2026 e in banca dal 5 gennaio; nei mesi successivi il pagamento sarà eseguito il primo giorno bancabile del mese).

Novità per prestazioni assistenziali e orfani

Invalidità civile

I limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore di invalidi civili totali, mutilati, ciechi e sordomuti sono aumentati dell’

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1,3% rispetto al 2025.

Assegno sociale

Anche per il 2026, il requisito anagrafico per l’accesso rimane fissato a 67 anni, previa verifica dei redditi.

Superstiti orfani

Viene confermata per tutto il 2026 l’esenzione fiscale di 1.000 euro delle pensioni erogate ai superstiti orfani; eventuali conguagli a credito scatteranno dalla mensilità di marzo 2026.

In breve

Domande frequenti e risposte rapide

Quanto aumentano le pensioni nel 2026?

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Gli assegni fino a 4 volte il trattamento minimo aumentano dell’1,4%, mentre per le fasce superiori si applicano percentuali ridotte (1,26% per le pensioni tra quattro e cinque volte il minimo e 1,05% se l’assegno è oltre cinque volte il minimo).

Cos’è la perequazione pensionistica?

È il meccanismo che adegua annualmente le pensioni all’inflazione per tutelare il potere d’acquisto.

A quanto ammonta il nuovo trattamento minimo 2026?

Il trattamento minimo sale a 611,85 euro mensili, secondo la circolare INPS 153/2025, con possibilità di incremento aggiuntivo per chi ha pensioni molto basse.

Quando viene applicata la rivalutazione?

Dal rateo mensile di gennaio 2026, secondo il calendario dei pagamenti INPS.

Qual è l’aumento delle pensioni nel 2026?
L’incremento è dell’1,4% fino a quattro volte il minimo, del 1,26% tra quattro e cinque volte il minimo e dell’1,05% oltre tale soglia.

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