Motivi per revocare l'amministratore di condominio?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Angelo Greco

16 gennaio 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Guida completa alle giuste cause di revoca dell’amministratore, i costi della risoluzione anticipata e le procedure per l’assemblea condominiale.

Annuncio pubblicitario

Il rapporto tra i proprietari di un immobile e il loro gestore è basato sulla fiducia e su un contratto di mandato che impone doveri precisi. Quando questo legame si incrina, la domanda che molti si pongono è: quali sono i motivi per revocare l’amministratore di condominio? La legge italiana offre diverse risposte a questo quesito, distinguendo tra una scelta libera dei condòmini e una rimozione obbligata per gravi mancanze. Gestire un edificio significa occuparsi di soldi altrui e della sicurezza delle persone, per questo motivo l’ordinamento è diventato molto più severo negli ultimi anni. Non basta più una simpatia o un’antipatia personale per decidere il destino professionale di chi amministra, ma occorre conoscere bene quali sono i diritti dell’assemblea e quali le responsabilità del professionista. Spesso si pensa che la revoca sia un processo lungo e complicato, ma la normativa attuale permette di intervenire in ogni momento, a patto di rispettare le maggioranze previste e di essere pronti a gestire le conseguenze economiche di tale scelta. Comprendere la differenza tra una revoca basata su una mancanza oggettiva e una puramente discrezionale permette di evitare inutili sprechi di denaro comune e di agire nel pieno rispetto delle norme civili che regolano la convivenza negli edifici.

Annuncio pubblicitario

Qual è la natura del legame tra amministratore e condominio?

Per capire come interrompere un rapporto professionale, bisogna prima di tutto sapere di che tipo di legame si tratti. Il rapporto che unisce l’amministratore ai condòmini viene inquadrato nel contratto di

Annuncio pubblicitario
mandato (art. 1703 cod. civ.). Questo significa che una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra. Nel caso del condominio, il professionista agisce come mandatario e deve operare con la diligenza del buon padre di famiglia, rispettando le istruzioni ricevute dall’assemblea e i doveri imposti dalla legge. Trattandosi di un mandato, la fiducia è l’elemento portante. Se questa viene meno a causa di un grave inadempimento, il contratto può essere risolto. La risoluzione non avviene però solo per le mancanze scritte nel codice, ma per qualsiasi comportamento che violi gli obblighi contrattuali assunti al momento della nomina. Ad esempio, la gestione deve essere trasparente e orientata esclusivamente all’interesse della collettività dei proprietari. Quando l’amministratore smette di agire con questa ottica, il mandato perde la sua ragion d’essere e si aprono le porte alla revoca.
Annuncio pubblicitario

Quali sono le gravi irregolarità scritte nel Codice civile?

La legge elenca una serie di comportamenti specifici che costituiscono un motivo valido e immediato per la rimozione del professionista. Queste condotte sono chiamate gravi irregolarità e sono indicate in modo chiaro per evitare dubbi (art. 1129 cod. civ.). Se l’amministratore commette uno di questi errori, l’assemblea ha una strada spianata per la sua sostituzione. Tra i casi più rilevanti troviamo:

  • l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale entro i termini previsti;

  • il ripetuto rifiuto di convocare la riunione per la nomina di un nuovo amministratore o per la sua revoca;

    Annuncio pubblicitario

  • la mancata esecuzione di provvedimenti presi dai giudici o dalle autorità amministrative;

  • la mancata esecuzione delle delibere approvate regolarmente dall’assemblea;

  • l’assenza di apertura o il mancato utilizzo del conto corrente dedicato al condominio;

  • una gestione che generi confusione tra il patrimonio personale dell’amministratore e quello del condominio o di altri soggetti.

Questi punti non sono solo suggerimenti, ma obblighi tassativi. Ad esempio, il conto corrente deve essere unico per ogni condominio amministrato. Se un professionista utilizza un solo conto per più palazzi diversi o, peggio, incassa le rate sul proprio conto personale, sta commettendo una violazione che giustifica la revoca immediata. La trasparenza finanziaria è protetta dalla legge in modo rigoroso per impedire ammanchi o gestioni poco chiare dei risparmi dei proprietari.

Annuncio pubblicitario

Esistono altre giuste cause oltre a quelle del Codice civile?

L’elenco delle irregolarità non si ferma a quanto scritto esplicitamente nell’articolo 1129. Esistono infatti molte altre situazioni che possono essere considerate una giusta causa di revoca, poiché rientrano nel concetto generale di grave inadempimento del mandato. Un amministratore può essere rimosso, ad esempio, se trascura la manutenzione delle parti comuni causando dei danni materiali. Si pensi al caso in cui non si provveda a riparare la pavimentazione del cortile o la copertura del tetto. Se un condomino cade a causa di una buca non segnalata e riporta lesioni, o se un professionista che ha lo studio nel palazzo deve fermare la sua attività a causa di infiltrazioni d’acqua dal tetto trascurato, la responsabilità ricade sulla gestione. In questi casi, l’inadempimento è evidente: l’amministratore non ha vigilato sulla sicurezza e sull’integrità del bene che gli è stato affidato. Anche la perdita di

Annuncio pubblicitario
benefici fiscali spettanti ai proprietari può costituire una motivazione valida. Se per una negligenza burocratica o un ritardo nell’invio di documenti i condòmini perdono il diritto a detrazioni importanti, il professionista ha fallito nel suo compito di tutela del patrimonio dei mandanti e può essere revocato con giusta causa.

Con quale maggioranza l’assemblea può deliberare la revoca?

L’assemblea ha il potere sovrano di decidere sulla permanenza dell’amministratore. La legge stabilisce che la revoca può essere deliberata in ogni tempo (art. 1129 cod. civ.). Non occorre aspettare la scadenza naturale dell’incarico per cambiare gestione. Tuttavia, per essere valida, la decisione deve rispettare le stesse

Annuncio pubblicitario
maggioranze richieste per la nomina. In particolare, è necessario il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti alla riunione, che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio, ovvero 500 millesimi. Se il regolamento di condominio prevede criteri diversi, bisogna attenersi a quelli, purché non siano contrari alle norme inderogabili. Se l’assemblea non riesce a raggiungere questa soglia o decide di non agire nonostante le gravi colpe, ogni singolo condomino ha il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria. In questo caso, sarà un giudice a valutare le prove e a disporre la revoca coatta se accerta che sono stati commessi errori gravi o che non è stato reso il conto della gestione (art. 1131 cod. civ.). Il ricorso al tribunale è una tutela fondamentale per le minoranze che si sentono danneggiate da una gestione scorretta protetta da una parte della maggioranza.
Annuncio pubblicitario

Quali sono i costi della revoca senza una giusta causa?

Sebbene sia possibile cambiare amministratore in qualsiasi momento, farlo senza un motivo valido ha un prezzo per il condominio. Se l’assemblea decide di interrompere il rapporto semplicemente perché preferisce un altro professionista, e non perché l’attuale abbia commesso errori, scattano delle conseguenze economiche. In assenza di una giusta causa, l’amministratore revocato ha diritto a ricevere lo stipendio pattuito fino al termine naturale del suo esercizio annuale. Bisogna prestare attenzione: il compenso spetta solo fino alla fine dell’anno in corso e non per tutto il secondo anno di proroga tacita, come qualcuno potrebbe pensare. Oltre allo stipendio residuo, l’amministratore potrebbe anche richiedere il risarcimento di eventuali danni ulteriori se dimostra che la revoca improvvisa e immotivata ha causato un pregiudizio particolare alla sua immagine professionale. Al contrario, se la revoca avviene per una

Annuncio pubblicitario
giusta causa documentata, come una delle gravi irregolarità viste in precedenza, il diritto al compenso cessa immediatamente. In questa situazione, il condominio non deve pagare le mensilità successive alla revoca e, se l’errore del professionista ha causato danni economici, può addirittura citarlo in giudizio per ottenere un risarcimento.

Come si convoca l’assemblea per discutere della revoca?

Per arrivare alla votazione, occorre seguire una procedura formale corretta. La richiesta di convocazione dell’assemblea straordinaria può partire dagli stessi condòmini (art. 66 disp. att. cod. civ.). È necessario che almeno due proprietari che rappresentino almeno un sesto del valore dell’edificio, ovvero

Annuncio pubblicitario
166 millesimi, facciano richiesta scritta all’amministratore in carica. Nella domanda non è obbligatorio specificare nel dettaglio i motivi che spingono a chiedere la revoca; è sufficiente indicare che l’ordine del giorno riguarderà la discussione sulla sua rimozione e l’eventuale nomina di un successore. Tuttavia, per agire secondo i principi di buona fede, è consigliabile anticipare quali siano le contestazioni principali. Questo permette all’amministratore di prepararsi per rispondere alle accuse e di portare in assemblea i documenti necessari per giustificare il proprio operato. Se dopo dieci giorni dalla richiesta l’amministratore non provvede a convocare l’assemblea, i condòmini possono procedere direttamente all’autoconvocazione, fissando data e ora della riunione e avvisando tutti i partecipanti secondo le modalità previste dalla legge.
Annuncio pubblicitario

Cosa succede durante il passaggio delle consegne?

Una volta che la delibera di revoca è stata approvata e il nuovo amministratore è stato nominato, inizia la fase del passaggio di consegne. L’amministratore uscente è obbligato a consegnare tutta la documentazione in suo possesso riguardante il condominio e i singoli condòmini. In questa fase delicata, deve anche eseguire le attività urgenti che non possono essere rimandate per evitare pregiudizi alle parti comuni. Durante questo periodo, egli agisce in regime di prorogatio, mantenendo i suoi poteri solo per l’ordinaria amministrazione e per le urgenze, senza diritto a compensi extra oltre a quelli maturati fino al momento della revoca. La consegna dei documenti deve essere completa e tempestiva: trattenere le carte del condominio dopo la revoca è una condotta scorretta che può portare a denunce e ricorsi d’urgenza in tribunale per ottenere la restituzione forzata. La trasparenza deve regnare fino all’ultimo giorno, garantendo che la nuova gestione possa iniziare il proprio lavoro senza ostacoli o zone d’ombra ereditate dal passato.

Annuncio pubblicitario

Se l’ex gestore si rifiuta di consegnare le carte, il nuovo amministratore può rivolgersi al giudice per ottenere un provvedimento d’urgenza. Una volta ottenuti i documenti, il nuovo amministratore verifica se i conti tornano. Egli confronta il saldo presente in banca con i debiti verso i fornitori e le quote versate dai condòmini. Se nota che mancano delle somme o che ci sono pagamenti non giustificati, deve informare subito l’assemblea. In questa fase iniziale il sospetto di una condotta illecita non è ancora una certezza. Serve una prova documentale solida che dimostri che il denaro è sparito o che è stato utilizzato per scopi diversi da quelli condominiali.

Annuncio pubblicitario

Quando si può nominare un revisore dei conti condominiale?

Se il nuovo amministratore rileva anomalie o se i condòmini non si fidano della gestione precedente, l’assemblea ha il potere di nominare un esperto. Si tratta del revisore dei conti (art. 1130-bis cod. civ.). Questo professionista ha il compito di analizzare l’intera contabilità per uno o più anni trascorsi. La nomina del revisore è una facoltà che l’assemblea può esercitare in qualsiasi momento. La decisione viene presa con la maggioranza dei presenti che rappresentino almeno metà del valore dell’edificio.

Il revisore dei conti non è un semplice contabile. Egli svolge una vera e propria indagine tecnica sulla movimentazione del denaro. Egli controlla se:

Annuncio pubblicitario

  • le uscite dal conto corrente corrispondono a fatture reali e regolari;

  • esistono prelievi di contanti che non hanno una giustificazione precisa;

  • il denaro del condominio è stato trasferito su conti correnti di altri edifici o su conti personali dell’ex amministratore;

  • i pagamenti dei condòmini sono stati effettivamente accreditati e non trattenuti.

Al termine del suo lavoro, il revisore consegna una relazione dettagliata. Questo documento è fondamentale perché mette nero su bianco le eventuali irregolarità. Se la relazione evidenzia un buco di bilancio o uno storno di fondi, il condominio ha in mano la prova necessaria per agire.

Cosa rischia l’amministratore che sottrae soldi al condominio?

L’amministratore di condominio ha il possesso del denaro dei proprietari per una finalità specifica: pagare le spese comuni. Se egli utilizza queste somme per scopi personali o per coprire i debiti di altri condomini che gestisce, commette un illecito grave. Questa condotta si definisce

Annuncio pubblicitario
appropriazione indebita (art. 646 cod. pen.). Il fatto è ancora più serio perché l’amministratore agisce con abuso di relazioni domestiche o d’ufficio.

L’esempio classico è quello dell’amministratore che preleva somme dal conto del Condominio Alfa per pagare le bollette del Condominio Beta. Anche se il denaro rimane all’interno del suo “giro” di gestione, si tratta comunque di uno storno di fondi illecito. Ogni condominio deve avere un suo conto corrente separato (art. 1129 cod. civ.). Il denaro non può passare da un conto all’altro senza un motivo legittimo legato a quell’edificio specifico. Se il revisore scopre che l’ex amministratore ha usato il fondo cassa per i propri bisogni o per favorire terzi, la responsabilità è piena. Oltre a dover restituire il denaro, il vecchio gestore rischia una condanna e la sospensione dalla professione.

Annuncio pubblicitario

Quali sono i passaggi per sporgere una querela formale?

Una volta che il revisore ha confermato l’ammanco di denaro, il condominio non può restare a guardare. Il passo successivo è la querela. Tuttavia, il nuovo amministratore non può agire di sua iniziativa senza un mandato preciso. Per denunciare l’ex collega per appropriazione indebita, serve una delibera dell’assemblea. I proprietari devono riunirsi e votare a favore dell’azione legale.

Durante l’assemblea, il nuovo amministratore illustra i risultati della revisione contabile. I condòmini prendono atto che manca del denaro e decidono di procedere. La delibera deve essere chiara e deve autorizzare espressamente l’amministratore a presentare la querela presso le autorità. Il termine per presentare la querela è di tre mesi dal giorno in cui si ha notizia certa del fatto. Questo termine decorre solitamente dal momento in cui l’assemblea viene a conoscenza dei risultati della perizia del revisore.

Annuncio pubblicitario

Nella denuncia è importante allegare:

  • il verbale di nomina del nuovo amministratore;

  • la delibera che autorizza l’azione legale;

  • la relazione del revisore dei conti;

  • gli estratti conto bancari che mostrano i movimenti sospetti.

Chi paga i debiti lasciati dall’ex amministratore distratto?

Questa è la preoccupazione principale di ogni condòmino. Se l’ex amministratore non ha pagato i fornitori, ad esempio le ditte di pulizia o l’azienda del gas, queste ultime chiederanno i soldi al condominio. Il fatto che il denaro sia stato sottratto dall’amministratore non esenta i proprietari dal pagare i debiti verso i terzi. Il condominio rimane il debitore principale.

I condòmini dovranno quindi versare nuovamente le quote necessarie per coprire il buco di bilancio e ristabilire i servizi essenziali. Proprio per questo motivo l’azione di recupero contro l’ex gestore diventa fondamentale. Il condominio, oltre alla querela, può avviare una causa civile per ottenere il risarcimento del danno e la restituzione delle somme. In questa fase si può chiedere il sequestro dei beni dell’ex amministratore, come la sua casa o i suoi conti personali, per evitare che egli faccia sparire il proprio patrimonio durante il processo.

L’esempio tipico riguarda il mancato pagamento delle tasse o dei contributi dei dipendenti condominiali. In questi casi, il condominio deve pagare anche le sanzioni e gli interessi. Tutti questi costi aggiuntivi rappresentano un danno che deve essere chiesto come risarcimento all’ex amministratore durante il procedimento legale.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui