Bonus mobili 2026: sconto del 50% anche per le seconde case

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Autore: Paolo Florio

21 gennaio 2026

Dottore Commercialista (2007) e Avvocato (2010). Svolge l’attività professionale di consulente e giurista d’impresa, con specializzazione nel campo del diritto tributario, diritto societario, diritto commerciale, diritto fallimentare e diritto penale dell’economia. Ha maturato, altresì, una specifica esperienza quale munus pubblicum per conto di diversi Tribunali avendo svolto incarichi giudiziari e in particolare di Custode e Amministratore Giudiziario, di Curatore Fallimentare, di professionista delegato alle vendite nelle procedure esecutive, nonché C.T.U. in giudizi civili e perito per la Procura in procedimenti penali.

Guida completa al bonus arredi 2026: requisiti, tetti di spesa di 5mila euro e regole per elettrodomestici. Scopri come ottenere la detrazione fiscale.

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L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le linee guida per il bonus mobili 2026, confermando un’importante opportunità per chi rinnova casa. La regola fondamentale è semplice: chi esegue una ristrutturazione edilizia può detrarre dalle tasse la metà della spesa sostenuta per letti, armadi e grandi elettrodomestici. A differenza di altre agevolazioni che hanno subito tagli o limitazioni, questo incentivo resta solido al 50% del valore d’acquisto. La novità più rilevante riguarda l’estensione dello sconto anche alle seconde case

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, senza alcuna distinzione legata alla residenza del proprietario o alla tipologia di possesso. Si tratta di un’agevolazione pratica che mira a favorire il rinnovo degli arredi in concomitanza con i lavori di recupero del patrimonio edilizio, garantendo un risparmio concreto sulle imposte Irpef per i prossimi dieci anni. La guida definitiva chiarisce che non si applicano i nuovi paletti previsti per l’ecobonus, rendendo la misura accessibile a una platea molto vasta di contribuenti.

Cos’è il bonus mobili

Il

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Bonus mobili 2026 è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile sul quale sono in corso o sono stati effettuati interventi di ristrutturazione edilizia.

Per il 2026, la detrazione si calcola su una spesa massima di 5.000 euro, all’interno della quale rientrano anche eventuali costi di trasporto e montaggio. Il beneficio fiscale non viene riconosciuto in un’unica soluzione, ma deve essere ripartito in dieci rate annuali di pari importo, che vengono portate in detrazione dall’Irpef anno per anno.

Per poter accedere al bonus è fondamentale rispettare anche le modalità di pagamento

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previste dalla legge. Gli acquisti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, oppure con carta di debito o carta di credito. Non sono invece ammessi pagamenti in contanti, con assegni bancari o con altri strumenti non tracciabili.

Nel caso del bonifico, non è obbligatorio utilizzare quello “parlante” previsto per le ristrutturazioni edilizie, soggetto a ritenuta: è sufficiente un bonifico ordinario, purché il pagamento sia tracciabile.

A chi spetta il Bonus mobili 2026

Il Bonus mobili 2026 spetta a chi acquista, entro il 31 dicembre 2026, mobili ed elettrodomestici nuovi di fabbrica e ha effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile da arredare.

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Per quanto riguarda gli elettrodomestici, la normativa richiede il rispetto di specifiche classi energetiche minime. In particolare, è necessario che:

  • i forni siano almeno in classe A;

  • lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie siano almeno in classe E;

  • frigoriferi e congelatori siano almeno in classe F.

Un altro requisito fondamentale riguarda il momento di avvio dei lavori. L’intervento di ristrutturazione deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente rispetto a quello in cui viene effettuato l’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Non è quindi sufficiente comprare l’arredo: il bonus è strettamente collegato all’esistenza di una ristrutturazione edilizia valida.

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Quali sono i vantaggi fiscali del Bonus mobili 2026

Il principale vantaggio del Bonus mobili 2026 consiste in una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

La detrazione si calcola su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per l’anno 2026, indipendentemente dall’importo complessivo dei lavori di ristrutturazione. In altre parole, anche se la ristrutturazione è costata molto di più, il limite per il bonus mobili resta comunque fissato a 5.000 euro.

Il plafond di spesa è riferito:

  • alla singola unità immobiliare, comprensiva delle sue pertinenze;

  • oppure alle parti comuni di edifici condominiali oggetto di ristrutturazione.

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Questo significa che il limite non si moltiplica automaticamente in base al numero di fatture o di acquisti, ma resta legato all’immobile sul quale vengono effettuati i lavori.

Quali immobili danno diritto allo sconto del 50%?

La detrazione spetta per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile dove si svolgono interventi di recupero del patrimonio edilizio. La regola pratica non pone limiti al numero di proprietà: lo sconto si applica sia alle abitazioni principali che alle seconde case. Se un contribuente ristruttura tre diverse abitazioni, può richiedere il bonus per ciascuna di esse, rispettando i massimali per ogni singola unità. Ad esempio, chi restaura la casa al mare e l’appartamento in città può ottenere due detrazioni distinte. Il beneficio riguarda le singole unità immobiliari residenziali e le

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parti comuni degli edifici. Se i lavori coinvolgono una zona condominiale, come la guardiola del portiere, i singoli condomini possono detrarre la propria quota di spesa per gli arredi di quello specifico spazio comune, ma non possono usare i lavori condominiali come base per comprare i mobili del proprio appartamento privato.

Un aspetto fondamentale riguarda l’incompatibilità con altri contributi statali. Chi decide di usufruire del contributo elettrodomestici gestito dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) per sostituire vecchi apparecchi, non può richiedere anche lo sconto fiscale del bonus mobili per gli stessi prodotti. La legge impedisce infatti di cumulare due diversi benefici economici sulla medesima fornitura, obbligando il consumatore a scegliere tra il contributo immediato e la detrazione in dieci anni.

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Quando devono iniziare i lavori per avere il bonus?

La detrazione è legata a doppio filo alla data di avvio della ristrutturazione. Per gli acquisti effettuati nel 2026, gli interventi edilizi devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente, ovvero il 2025. La regola impone che il cantiere apra prima dell’acquisto dei mobili, ma non è obbligatorio aver già pagato le fatture dei lavori edilizi prima di comprare gli arredi. Il proprietario può dimostrare l’inizio dell’attività tramite le abilitazioni amministrative richieste dal comune o con la comunicazione preventiva all’Asl. Se per il tipo di lavoro non sono necessari questi documenti, è sufficiente una

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dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. È importante ricordare che rientrano nel bonus anche gli arredi comprati per una pertinenza dell’immobile ristrutturato, come ad esempio i mobili per una mansarda o un garage oggetto di recupero edilizio.

Qual è il limite di spesa e come si paga?

Il tetto massimo di spesa agevolabile è fissato a 5mila euro per ogni unità immobiliare. La detrazione del 50% permette quindi di recuperare fino a 2.500 euro in dieci rate annuali di pari importo. Nel calcolo della somma totale si possono includere anche le spese accessorie di trasporto e montaggio. Bisogna però prestare attenzione se i lavori si trascinano per più anni: se per un intervento iniziato nel 2025 sono già stati spesi 2mila euro per i mobili nello stesso anno, nel 2026 il plafond residuo scende a 3mila euro. Per quanto riguarda le modalità di pagamento, il fisco accetta:

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  • bonifico bancario ordinario (non serve quello specifico per ristrutturazioni);

  • carta di debito (bancomat);

  • carta di credito;

  • finanziamento a rate, purché la finanziaria paghi con i metodi tracciabili sopra indicati e fornisca copia della ricevuta al cliente.

Sono vietati i pagamenti in contanti o tramite assegni bancari, pena la perdita del diritto allo sconto fiscale.

Nel caso del bonifico, non è obbligatorio utilizzare il cosiddetto bonifico “parlante” previsto per le ristrutturazioni edilizie: è sufficiente un bonifico ordinario, purché il pagamento sia tracciabile.

La detrazione è ammessa anche se i beni vengono acquistati tramite finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria effettui il pagamento al fornitore con le modalità previste e che il contribuente sia in possesso della documentazione che attesti il pagamento.

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Quali mobili rientrano nel Bonus mobili 2026

Rientrano nel Bonus mobili 2026 tutti gli arredi considerati essenziali per l’abitazione oggetto di ristrutturazione. A titolo esemplificativo, sono agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone e credenze. La detrazione spetta anche per l’acquisto di materassi e di apparecchi di illuminazione, purché destinati a completare l’arredo dell’immobile ristrutturato.

Restano invece esclusi dal beneficio una serie di elementi che non vengono considerati veri e propri mobili. Non danno diritto alla detrazione, ad esempio, l’acquisto di porte interne, pavimentazioni come il parquet, tende, tendaggi e, più in generale, i complementi di arredo non strettamente funzionali all’arredamento dell’immobile.

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Spese di trasporto e montaggio: quando sono detraibili

Nel calcolo delle spese agevolabili ai fini del Bonus mobili 2026 possono essere incluse anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. Tuttavia, perché siano detraibili, è indispensabile che tali costi siano pagati con le stesse modalità previste per l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici, cioè tramite bonifico o carta di credito o di debito.

Bonus mobili e lavori condominiali

Quando i lavori di ristrutturazione riguardano le parti comuni di un edificio condominiale, ciascun condomino può detrarre, in proporzione alla propria quota, le spese sostenute per l’acquisto di arredi destinati alle parti comuni, come ad esempio la guardiola o l’alloggio del portiere.

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Questa possibilità, però, non consente ai singoli condòmini di portare in detrazione i mobili e gli elettrodomestici acquistati per la propria abitazione privata, se i lavori non hanno interessato anche l’unità immobiliare.

Mobili e stanze diverse: il bonus resta valido

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la destinazione dei beni acquistati. Il Bonus mobili 2026 spetta anche quando i mobili o gli elettrodomestici vengono collocati in un ambiente diverso dello stesso immobile rispetto a quello oggetto dell’intervento edilizio. Ciò che conta è che l’acquisto sia collegato a una ristrutturazione valida e riferita allo stesso immobile.

Documenti da conservare

Per non perdere il diritto al Bonus mobili 2026 è fondamentale conservare tutta la documentazione. In particolare, occorre tenere:

  • la prova del pagamento, come la ricevuta del bonifico o la documentazione di addebito sul conto in caso di pagamento con carta;
  • le fatture di acquisto, che devono indicare natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi acquistati.

Lo scontrino parlante, contenente il codice fiscale dell’acquirente e la descrizione dettagliata dei beni, è equiparato alla fattura.

Acquisti all’estero e Bonus mobili 2026

Rispettando tutte le condizioni previste dalla normativa, la detrazione spetta anche per mobili ed elettrodomestici acquistati all’estero, purché siano rispettate le modalità di pagamento e di documentazione richieste.

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