Coppie di fatto: i debiti non scadono finché si vive insieme
La Consulta estende ai conviventi la sospensione della prescrizione: i debiti restano validi finché dura la relazione affettiva stabile.
Una rivoluzione silenziosa ma di enorme impatto per milioni di persone che hanno scelto la convivenza invece del matrimonio. La Corte costituzionale ha infatti stabilito che i termini di prescrizione, ovvero i tempi entro i quali bisogna far valere un diritto per non perderlo, rimangono congelati tra i conviventi di fatto per tutta la durata della loro unione. Non importa se la coppia è formata da persone dello stesso sesso o di sesso diverso: il legame affettivo giustifica la sospensione dei termini legali. Questa decisione nasce dalla consapevolezza che imporre a un partner di agire in tribunale contro l’altro per recuperare un credito significherebbe distruggere la fiducia e l’unità familiare.
La legge ora riconosce che il rispetto e l’amore che legano due conviventi rendono psicologicamente difficile, se non impossibile, pretendere il pagamento di un debito mentre la storia d’amore è ancora in corso.
Indice
Che cos’è la sospensione della prescrizione tra partner?
La prescrizione è il meccanismo legale per cui un diritto si estingue se non viene esercitato per un certo tempo, solitamente dieci anni. La sospensione, invece, funziona come un tasto pausa su un cronometro (cod. civ. art. 2941). Tra persone legate da un profondo vincolo affettivo, il tempo smette di scorrere perché esiste una
Perché la legge ora tutela anche chi non è sposato?
In passato, questa protezione era riservata esclusivamente ai coniugi legati dal matrimonio. La Corte costituzionale ha però stabilito che non esiste più una differenza sostanziale tra una coppia sposata e una
Quando riprende a correre il tempo per chiedere i soldi?
Il termine di prescrizione ricomincia a decorrere non appena viene meno la causa della sospensione, ovvero quando la
la prova dell’inizio della convivenza basata su un legame affettivo;
la stabilità della coabitazione sotto lo stesso tetto;
la natura non occasionale della relazione;
l’accertamento del momento in cui il legame si è interrotto.
La Consulta ha precisato che la sospensione opera anche se la convivenza non è stata registrata ufficialmente all’anagrafe. In questi casi, la prova potrà essere fornita a posteriori attraverso testimonianze o altri documenti che attestino la vita comune (Corte cost. sent. 7/2026).
La regola vale anche per le coppie separate?
Un punto molto dibattuto riguarda i coniugi che hanno deciso di lasciarsi ma non sono ancora divorziati. Nonostante siano ancora tecnicamente “coniugi”, la giurisprudenza della Cassazione ritiene che la separazione legale faccia cessare la sospensione (Cass. Civ. Sez. 6, n. 17856/2020). La ragione è che con la separazione viene meno l’armonia familiare e si manifesta una crisi conclamata. Di conseguenza, non esiste più quella riluttanza psicologica a farsi causa che giustifica il blocco del tempo (Trib. Latina, sent. 106/2025). In sintesi:
tra partner uniti e conviventi il tempo è fermo;
dopo la separazione legale il tempo riprende a scorrere subito;
non è necessario attendere il divorzio per far valere i propri crediti verso l’ex coniuge;
i diritti nati durante il matrimonio devono essere esercitati entro dieci anni dalla separazione.