Prestiti e cessione del quinto: come tagliare i costi

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Autore: Paolo Florio

10 febbraio 2026

Dottore Commercialista (2007) e Avvocato (2010). Svolge l’attività professionale di consulente e giurista d’impresa, con specializzazione nel campo del diritto tributario, diritto societario, diritto commerciale, diritto fallimentare e diritto penale dell’economia. Ha maturato, altresì, una specifica esperienza quale munus pubblicum per conto di diversi Tribunali avendo svolto incarichi giudiziari e in particolare di Custode e Amministratore Giudiziario, di Curatore Fallimentare, di professionista delegato alle vendite nelle procedure esecutive, nonché C.T.U. in giudizi civili e perito per la Procura in procedimenti penali.

Scopri come risparmiare sui finanziamenti nel 2026: i dati di Bankitalia, i tassi Taeg in calo e i limiti legali per evitare l’usura bancaria.

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Il mercato dei finanziamenti in Italia vive una fase di espansione. Dal 2014 al 2025 il ricorso al credito registra una crescita significativa che raddoppia i volumi per i prestiti a breve termine. La regola generale per ogni consumatore prevede che la trasparenza garantita dal web riduca i costi medi delle operazioni. I dati di Bankitalia mostrano che i prestiti oltre i cinque anni passano da 38,2 a 90,8 miliardi di euro, mentre i mutui raggiungono quota 439 miliardi. In questo contesto, il calo dei tassi Taeg per i prestiti personali e la stabilità della

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cessione del quinto offrono nuove opportunità di risparmio. Conoscere le differenze tra prodotti e i limiti legali contro l’usura rappresenta il primo passo per una gestione finanziaria sicura e consapevole per tutte le famiglie italiane.

Quali sono le principali tipologie di credito al consumo?

Il credito al consumo include diversi prodotti finanziari che le famiglie utilizzano per l’acquisto di auto, immobili o per la gestione delle spese correnti. La distinzione tra queste formule determina il costo finale e le modalità di rimborso. In base alle rilevazioni (Bankitalia 2025), le categorie principali sono:

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  • il semplice prestito personale;

  • il prestito finalizzato all’acquisto di un bene specifico come l’auto usata;

  • la cessione del quinto dello stipendio o della pensione;

  • le carte di credito revolving;

  • l’apertura di credito e il sistema buy now pay later.

Per i prestiti fino a 5 anni l’erogazione totale sale a 40,3 miliardi di euro, con un incremento del 110 per cento rispetto al 2014. I mutui crescono invece del 22 per cento. Mentre il prestito personale non vincola l’uso della somma, il finanziamento finalizzato si stipula nel punto vendita e si collega direttamente a un bene.

Come si risparmia sui costi dei prestiti personali?

La via più rapida per ridurre le spese è l’utilizzo dei comparatori online. La trasparenza del web permette un confronto immediato che abbassa i tassi medi. Le rilevazioni dell’

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Osservatorio finanziamenti indicano che il Taeg medio scende dal 9,03 per cento di fine 2023 all’8,19 per cento del 2025. Per un finanziamento di 15.000 euro da restituire in 60 mesi, la migliore offerta attuale presenta una rata di 297,51 euro con un Taeg del 7,30 per cento. Se la durata si estende a 84 mesi, la rata scende a 226,90 euro a parità di tasso. Un’altra soluzione valida propone un tasso del 7,41 per cento, che genera una rata mensile di 298,08 euro per il piano a cinque anni. Questi esempi dimostrano che il profilo di rischio del cliente incide sulla finalità del prestito che le piattaforme digitali utilizzano per la profilazione.

Quali sono i vantaggi della cessione del quinto?

La

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cessione del quinto perde la connotazione negativa del passato grazie a nuove norme (Bce) che favoriscono l’ingresso delle grandi banche nel settore. Questo prodotto garantisce tassi più bassi nel lungo periodo perché il rischio di mancato pagamento è minore. La rata si trattiene infatti direttamente dalla busta paga o dalla pensione. Esistono però differenze pratiche rispetto al prestito classico:

  • il datore di lavoro viene a conoscenza del finanziamento;

  • la documentazione richiede spesso uno scambio di moduli cartacei fuori dalla rete;

  • il tasso risulta in calo per i pensionati ma resta stabile per i dipendenti pubblici.

Un esempio pratico: con uno stipendio di 1.460 euro e una rata massima di 316 euro, si può ottenere un importo di 16.155 euro con un

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Taeg del 6,69 per cento su 5 anni. Per rimborsi a 7 anni su stipendi di 1.105 euro, si arriva a un tasso del 6,17 per cento per un importo di 16.356 euro.

Quando un tasso di interesse diventa illegale?

Per evitare che gli interessi diventino troppo onerosi, esistono i tassi soglia stabiliti periodicamente (Bankitalia). Superare questi limiti significa entrare nel campo dell’usura. La legge impone tassi massimi differenti in base alla tipologia di contratto e alla somma erogata. Per i prestiti personali, la soglia aggiornata è fissata al 18,32 per cento. Nella cessione del quinto, il limite cambia in base all’importo: per finanziamenti fino a 15.000 euro la soglia è del 21,16 per cento, mentre per cifre superiori scende al 15,82 per cento. Il consumatore deve sempre verificare che il Taeg indicato nel contratto non superi questi valori per garantire la validità dell’accordo finanziario.

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