Bonus 500 euro: anche i liberi professionisti tra i beneficiari

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Autore: Raffaella Mari

28 gennaio 2026

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

L’Inps apre l’incentivo per le attività strategiche agli under 35 con partita Iva. Domande dal 31 gennaio per ricevere 500 euro mensili.

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I giovani liberi professionisti possono ora accedere al contributo mensile di cinquecento euro per l’avvio di nuove attività in settori strategici. Questa importante novità, comunicata dall’Inps (messaggio 270/2026), amplia la platea dei beneficiari inizialmente limitata alle sole imprese. L’agevolazione nasce dal decreto Coesione e mira a sostenere gli under trentacinque che hanno deciso di mettersi in proprio tra luglio e dicembre dello scorso anno. Non serve essere iscritti al registro delle imprese: per i professionisti conta la data di apertura della

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partita Iva. Il bonus viene erogato in forma anticipata per un triennio, rappresentando un supporto concreto per chi opera in ambiti considerati fondamentali per lo sviluppo economico nazionale, come indicato nei decreti ministeriali. La misura garantisce una copertura economica che può proseguire fino al 2028, aiutando i giovani a sostenere le spese iniziali della propria attività professionale.

Quali sono i requisiti per i professionisti che chiedono il bonus?

L’accesso all’incentivo richiede il possesso di requisiti anagrafici e professionali ben precisi. Possono presentare domanda i soggetti con un’età inferiore ai

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trentacinque anni che risultano disoccupati al momento dell’avvio dell’attività. Per i liberi professionisti, l’avvio della professione coincide con la data di apertura della partita Iva, che deve essere avvenuta obbligatoriamente nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2025. Inoltre, l’attività deve rientrare nei settori definiti strategici dal Governo (decreto interministeriale 3 aprile 2025). Un esempio pratico è quello di un giovane ingegnere che ha iniziato a operare come autonomo nell’ottobre del 2025 in un settore innovativo: egli potrà beneficiare del contributo dichiarando semplicemente la data di inizio attività registrata all’Agenzia delle Entrate, poiché per questa categoria non è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio.
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Come viene verificato lo stato di disoccupazione dall’Inps?

Il diritto al contributo dipende strettamente dalla condizione di disoccupazione del richiedente, che l’Inps verifica attraverso l’incrocio delle banche dati del Ministero del Lavoro. Per essere considerati idonei, i candidati devono rispettare i criteri stabiliti dalla normativa vigente (circ. Inps 148/2025):

  • devono aver presentato la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, nota come Did, presso il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro;

  • non devono avere un impiego oppure devono possedere un reddito da lavoro dipendente o autonomo estremamente ridotto;

  • il reddito percepito non deve superare le soglie di esenzione fiscale previste per le detrazioni da lavoro (tuir art. 13).

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In sostanza, la legge tutela chi avvia una nuova sfida professionale partendo da una situazione di svantaggio occupazionale, garantendo che l’aiuto vada a chi ne ha effettivamente bisogno per stabilizzare la propria posizione sul mercato.

Qual è l’importo del contributo e per quanto tempo viene pagato?

L’incentivo consiste in un assegno mensile di cinquecento euro, corrisposto dall’Inps in forma anticipata. Il sostegno economico ha una durata massima di tre anni e non può comunque superare il termine del 31 dicembre 2028. Una particolarità di questa misura è la sua decorrenza retroattiva: i pagamenti possono partire dal mese successivo alla pubblicazione del decreto attuativo, ovvero dal

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15 giugno 2025. Se un professionista ha aperto la partita Iva a settembre 2025, riceverà le mensilità arretrate maturate fino al momento dell’accoglimento della domanda. Questo meccanismo assicura che il beneficio copra l’intero periodo iniziale dell’attività, fornendo una base finanziaria solida per i primi trentasei mesi di esercizio della libera professione nei settori chiave dell’economia italiana.

Quali sono le date e le modalità per inviare la domanda?

I liberi professionisti interessati devono rispettare una finestra temporale specifica per l’invio delle istanze telematiche. Il portale dell’Inps sarà aperto per la ricezione delle domande dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. Poiché i lavoratori autonomi non compaiono nel registro delle imprese, è fondamentale che al momento della compilazione della domanda venga indicata con esattezza la data di apertura della partita Iva. La procedura segue le istruzioni operative già fornite per le imprese (circ. Inps 148/2025), a cui il nuovo messaggio dell’istituto rimanda per tutti i dettagli tecnici. È opportuno preparare per tempo la documentazione che attesti la propria situazione occupazionale e l’appartenenza del codice attività ai settori ammessi, così da evitare ritardi o esclusioni durante la fase di istruttoria.

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