Revisione tabelle millesimali: quando e come cambia la ripartizione spese
Le nuove tabelle millesimali valgono solo per il futuro e non hanno effetto retroattivo sui pagamenti già effettuati dai condòmini.
Indice
Quando è possibile modificare i millesimi?
La revisione delle tabelle non può essere richiesta per un semplice capriccio, ma deve poggiare su basi oggettive previste dalla legge (art. 69 disp. att. cod. civ.). Le situazioni ammesse sono sostanzialmente due:
la presenza di un errore nel documento originale, che può riguardare un calcolo matematico sbagliato, un’errata misurazione delle metrature o una valutazione non corretta della destinazione d’uso dei locali;
il mutamento delle condizioni di una parte dell’edificio che alteri per più di un quinto il valore proporzionale anche di un solo appartamento.
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Quest’ultimo caso si verifica, ad esempio, in seguito a una sopraelevazione, all’incremento di superfici o quando vengono creati nuovi appartamenti frazionando quelli esistenti. In tali ipotesi, il costo della revisione è a carico di chi ha dato luogo alla variazione.
Quale maggioranza serve in assemblea?
Il numero di voti necessari per cambiare le tabelle dipende dalla finalità della modifica. Se l’obiettivo è correggere errori tecnici o adeguare i valori a cambiamenti strutturali (come l’installazione di un ascensore o l’ampliamento di un alloggio), è sufficiente la maggioranza qualificata. Questa si raggiunge con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136, comma 2, cod. civ.). Se invece si vuole cambiare il criterio di ripartizione stabilito dal regolamento (ad esempio decidendo di dividere le spese della pulizia scale non più per altezza piano ma solo per millesimi di proprietà), serve l’unanimità di tutti i partecipanti al
Quali sono gli effetti sulle spese passate?
Un principio cardine della materia è l’assenza di retroattività. Una volta che la nuova tabella viene approvata e allegata al regolamento, essa disciplina solo i pagamenti futuri. Le spese già ripartite e pagate secondo i vecchi criteri non possono essere ridiscutere. Se un condomino ritiene di aver pagato troppo in passato a causa di una tabella errata, non può ottenere un ricalcolo automatico in assemblea, ma deve agire per vie legali dimostrando l’indebito arricchimento degli altri proprietari. In quel caso, la questione si risolverà tramite compensazioni o rimborsi gestiti separatamente rispetto alla contabilità ordinaria del
Chi paga il tecnico per il ricalcolo?
La procedura richiede l’intervento di un professionista abilitato che effettui il ricalcolo tecnico dei millesimi. Di norma, la spesa per questa consulenza è sostenuta da chi richiede la revisione. Tuttavia, se la modifica è necessaria per correggere un errore che riguarda l’intero palazzo o per una circostanza di interesse comune, il costo viene diviso tra tutti i condòmini in base ai millesimi attuali. Un esempio pratico: se tutti i proprietari decidono di installare un nuovo impianto comune che cambia i valori di godimento del bene, la spesa del tecnico sarà ripartita proporzionalmente tra tutti i beneficiari dell’opera.