Revisione tabelle millesimali: quando e come cambia la ripartizione spese

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Angelo Greco

01 febbraio 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it
Le nuove tabelle millesimali valgono solo per il futuro e non hanno effetto retroattivo sui pagamenti già effettuati dai condòmini.
Annuncio pubblicitario
Le tabelle millesimali rappresentano il metro di misura fondamentale per dividere i costi di gestione all’interno di un edificio. Esse stabiliscono il valore proporzionale di ogni singola unità immobiliare espresso, appunto, in millesimi (art. 68 disp. att. cod. civ.). Nonostante la loro importanza, questi valori non sono immutabili. La legge permette infatti di rettificare o modificare i dati quando non corrispondono più alla realtà dell’immobile, sia per errori originari che per cambiamenti strutturali. Tuttavia, è fondamentale sapere che ogni modifica approvata dall’assemblea produce effetti esclusivamente per il futuro. Chi spera di ottenere un ricalcolo delle rate pagate negli anni passati basandosi sulla nuova tabella resterà deluso: la regola generale stabilisce che la nuova ripartizione scatta solo dal momento dell’approvazione, senza possibilità di rimettere in discussione il passato, salvo casi molto specifici legati all’indebito arricchimento.

Quando è possibile modificare i millesimi?

La revisione delle tabelle non può essere richiesta per un semplice capriccio, ma deve poggiare su basi oggettive previste dalla legge (art. 69 disp. att. cod. civ.). Le situazioni ammesse sono sostanzialmente due:

  • la presenza di un errore nel documento originale, che può riguardare un calcolo matematico sbagliato, un’errata misurazione delle metrature o una valutazione non corretta della destinazione d’uso dei locali;

  • il mutamento delle condizioni di una parte dell’edificio che alteri per più di un quinto il valore proporzionale anche di un solo appartamento.

    Annuncio pubblicitario

Quest’ultimo caso si verifica, ad esempio, in seguito a una sopraelevazione, all’incremento di superfici o quando vengono creati nuovi appartamenti frazionando quelli esistenti. In tali ipotesi, il costo della revisione è a carico di chi ha dato luogo alla variazione.

Quale maggioranza serve in assemblea?

Il numero di voti necessari per cambiare le tabelle dipende dalla finalità della modifica. Se l’obiettivo è correggere errori tecnici o adeguare i valori a cambiamenti strutturali (come l’installazione di un ascensore o l’ampliamento di un alloggio), è sufficiente la maggioranza qualificata. Questa si raggiunge con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136, comma 2, cod. civ.). Se invece si vuole cambiare il criterio di ripartizione stabilito dal regolamento (ad esempio decidendo di dividere le spese della pulizia scale non più per altezza piano ma solo per millesimi di proprietà), serve l’unanimità di tutti i partecipanti al

Annuncio pubblicitario
condominio, salvo diverse disposizioni del regolamento stesso.

Quali sono gli effetti sulle spese passate?

Un principio cardine della materia è l’assenza di retroattività. Una volta che la nuova tabella viene approvata e allegata al regolamento, essa disciplina solo i pagamenti futuri. Le spese già ripartite e pagate secondo i vecchi criteri non possono essere ridiscutere. Se un condomino ritiene di aver pagato troppo in passato a causa di una tabella errata, non può ottenere un ricalcolo automatico in assemblea, ma deve agire per vie legali dimostrando l’indebito arricchimento degli altri proprietari. In quel caso, la questione si risolverà tramite compensazioni o rimborsi gestiti separatamente rispetto alla contabilità ordinaria del

Annuncio pubblicitario
condominio.

Chi paga il tecnico per il ricalcolo?

La procedura richiede l’intervento di un professionista abilitato che effettui il ricalcolo tecnico dei millesimi. Di norma, la spesa per questa consulenza è sostenuta da chi richiede la revisione. Tuttavia, se la modifica è necessaria per correggere un errore che riguarda l’intero palazzo o per una circostanza di interesse comune, il costo viene diviso tra tutti i condòmini in base ai millesimi attuali. Un esempio pratico: se tutti i proprietari decidono di installare un nuovo impianto comune che cambia i valori di godimento del bene, la spesa del tecnico sarà ripartita proporzionalmente tra tutti i beneficiari dell’opera.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui