Patrocinio gratuito: l'assegno per i figli non fa reddito
L’assegno di mantenimento per i figli non va calcolato nel reddito per ottenere l’avvocato pagato dallo Stato, a differenza dell’assegno unico.
Chi intende avviare un divorzio ma non dispone delle risorse economiche necessarie può richiedere il patrocinio a spese dello Stato, un aiuto fondamentale per garantire il diritto di difesa (art. 24 Cost.). Tuttavia, il calcolo della soglia di reddito per accedere al beneficio genera spesso dubbi, specialmente riguardo alle somme ricevute per i figli minori. Una recente e rivoluzionaria decisione del Tribunale di Parma (sentenza 26 gennaio 2026 n. 86) ha stabilito una regola chiara: i soldi versati dall’ex partner per il mantenimento dei figli
Indice
Cos’è il patrocinio e chi può richiederlo
Il patrocinio a spese dello Stato permette a chi ha un reddito basso di non pagare l’avvocato, poiché le spese legali gravano interamente sulle casse pubbliche. Per beneficiare di questa agevolazione, il richiedente deve rispettare un limite economico preciso che, nel 2024, era fissato a 13.659,64 euro lordi annui (art. 76 D.P.R. 115/2002). La domanda va inoltrata al
Perché il mantenimento dei figli è escluso
Secondo il giudice di Parma, l’assegno di mantenimento non arricchisce il genitore, ma rappresenta l’adempimento di un dovere legale verso la prole (artt. 147-148 cod. civ.). Questi soldi hanno una
una madre che riceve 400 euro per il figlio non sta guadagnando di più;
quei soldi servono a coprire spese che lei dovrebbe comunque sostenere;
l’assegno non aumenta il suo patrimonio personale disponibile.
L’assegno unico universale va invece conteggiato
Un discorso differente riguarda l’
Il confronto con l’indennità di accompagnamento
Il ragionamento dei magistrati parmensi richiama quanto già stabilito dalla giurisprudenza per l’
Esempi pratici e istruzioni per la domanda
Per capire l’impatto di questa regola, consideriamo una lavoratrice con un reddito annuo di 7.924 euro che riceve 9.600 euro di mantenimento per i figli e 2.820 euro di assegno unico. Se sommassimo tutto, il totale di 20.344 euro porterebbe al rifiuto del beneficio. Applicando la regola del Tribunale di Parma, si calcolano solo lo stipendio e l’assegno unico:
7.924 (lavoro) + 2.820 (assegno unico) = 10.744 euro;
il valore è inferiore ai 13.659,64 euro previsti;
la donna ottiene l’avvocato pagato dallo Stato.
Nella domanda è quindi fondamentale allegare l’autocertificazione dei redditi e la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), specificando che l’assegno di mantenimento non va conteggiato in base al recente orientamento giurisprudenziale (Trib. Parma, sent. n. 86/2026).
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