Quanto è probabile ricevere la visita fiscale durante la malattia?
Molti lavoratori temono la visita fiscale durante la malattia, ma i dati INPS mostrano che il controllo è meno frequente di quanto si pensi. Ecco le reali probabilità e quando il rischio aumenta.
Quando un lavoratore si assenta dal lavoro per malattia, uno dei timori più diffusi è quello di ricevere la visita fiscale dell’INPS a casa. Molti immaginano controlli frequenti e quasi automatici, ma i dati ufficiali raccontano una realtà diversa. Se vuoi sapere davvero quante probabilità ci sono di ricevere la visita fiscale INPS, qui trovi la risposta completa.
Grazie agli ultimi aggiornamenti dell’Osservatorio statistico INPS sul Polo unico di tutela della malattia, oggi – con la pubblicazione integrale dei dati dell’annualità 2025 – è possibile capire con precisione quanto sia davvero probabile ricevere un controllo domiciliare e quali lavoratori siano maggiormente interessati.
Leggi il prosieguo di questo articolo, e scoprirai che, nonostante decine di milioni di certificati di malattia presentati in tutta Italia, i controlli sono molti meno di quanto si possa immaginare, ma con differenze nette tra Nord e Sud e tra pubblico e privato.
Indice
La visita fiscale INPS non è automatica
La visita fiscale è un controllo medico domiciliare effettuato per verificare lo stato di malattia del lavoratore e la correttezza della prognosi indicata dal medico curante.
Può essere disposta d’ufficio dall’INPS, di propria iniziativa, oppure su richiesta del datore di lavoro.
Tuttavia, la presenza di un certificato medico non comporta automaticamente il controllo. Il sistema funziona in modo selettivo.
I dati ufficiali INPS: probabilità reale di controllo
Sulla base dei dati dell’Osservatorio statistico sul Polo unico di tutela della malattia, pubblicati oggi e resocontati dall’agenzia stampa Adnkronos, nel 2025, considerando l’intero anno:
- sono stati presentati circa 30,9 milioni di certificati di malattia;
- sono state effettuate circa 838 mila visite fiscali.
Nel solo secondo semestre 2025 (aprile-giugno), in particolare, i certificati hanno superato 14,4 milioni, con circa 399 mila visite fiscali effettuate.
Il rapporto tra certificati e visite indica qual è la probabilità media di controllo: solo circa il 2,7% degli eventi di malattia porta a una visita fiscale.
In termini semplici: meno di 3 casi su 100. Ciò significa che, su cento lavoratori ammalati, solo due o tre nel 2025 hanno ricevuto la visita di controllo INPS.
Questo dato ridimensiona molto la percezione diffusa di controlli frequenti. In realtà, sono molti meno di quanto si pensi.
Come cambia la probabilità durante l’anno
I dati trimestrali mostrano oscillazioni legate alla stagionalità della malattia.
Nel terzo trimestre (luglio-settembre) si è registrato un calo del -6,3% rispetto al 2024, con 5,6 milioni di certificati e circa 199 mila visite fiscali (probabilità del 3,5%).
Nel quarto trimestre (ottobre-dicembre), complice la stagione influenzale, il numero è balzato a 8,8 milioni (+9,5% su base annua) e circa 200 mila visite fiscali (probabilità 2,3%).
Il numero di controlli rimane, quindi, sempre minoritario rispetto agli eventi di malattia. La percentuale è esigua: in media, solo circa il 2-3% degli eventi di malattia comporta un controllo domiciliare
Differenze tra settore pubblico e privato
Una delle evidenze più importanti che emergono dal report dell’Osservatorio INPS riguarda il diverso livello di controllo operato sui dipendenti pubblici e sui lavoratori privati.
Il dato più interessante per il lavoratore è il “numero medio di visite per mille certificati”, che indica la probabilità statistica di ricevere il controllo
Nel terzo trimestre 2025 ci sono state circa 3o visite ogni 1.000 certificati di malattia dei lavoratori privati, e 62 visite ogni 1.000 certificati presentati dai dipendenti pubblici. Nel quarto trimestre 2025, il privato ha ricevuto circa 16 visite ogni 1.000 certificati mentre nel comparto del pubblico impiego sono state effettuate circa 44 visite ogni 1.000 certificati.
Questi numeri confermano che la vigilanza è molto più stretta nella Pubblica Amministrazione.
In sintesi, un dipendente pubblico ha una probabilità di essere controllato che è quasi il triplo rispetto a un dipendente privato.
Chi rischia di più? Area geografica, età e genere
L’attività ispettiva dell’INPS non colpisce tutti allo stesso modo. Analizzando il report, emergono dei “cluster” più monitorati:
focus sul Sud: nel terzo trimestre 2025, le visite ai lavoratori ammalati nelle Regioni meridionali sono aumentate del 14,5%. Nel quarto trimestre, il Sud ha continuato a registrare la variazione positiva più alta (+7,9%) a fronte di cali al Nord e al Centro;
Annuncio pubblicitarioi giovani: i lavoratori under 29 sono quelli che hanno visto l’aumento maggiore dei controlli nel terzo trimestre (+8,1%);
differenze di genere: nel quarto trimestre 2025, i controlli sulle lavoratrici donne sono aumentati del 4,6%, mentre per gli uomini si è registrato un calo del 1,1%.
L’esito delle visite: cosa succede quando il medico arriva?
Molti temono che il medico fiscale riduca i giorni di malattia. In realtà, i dati mostrano che nella maggior parte dei casi (circa il 70% delle visite d’ufficio), il medico conferma la prognosi originale (quella indicata dal medico curante), senza dichiarare l’idoneità immediata al lavoro o disporre una ripresa anticipata.
Tuttavia, le visite richieste dai datori di lavoro hanno un “tasso di idoneità” (ovvero il lavoratore viene dichiarato guarito e deve tornare in servizio) molto più alto rispetto a quelle inviate d’ufficio dall’INPS.
Ad esempio, nel terzo trimestre 2025, le giornate medie di riduzione della malattia sono state particolarmente pesanti per le visite d’ufficio nel settore pubblico, con una media di
Tutto questo suggerisce che il sistema di controllo ha una funzione prevalentemente deterrente, non punitiva.
Chi ha più probabilità di ricevere la visita fiscale?
Anche se, come abbiamo visto, la probabilità media di ricevere una visita fiscale è bassa, il rischio non è uguale per tutti, perché ci sono situazioni che rendono più probabile il controllo del medico INPS.
In particolare, i controlli possono aumentare in presenza di:
- assenze frequenti (soprattutto se ripetute e ravvicinate nel tempo, con brevi intervalli di ripresa lavorativa per poi rimettersi in malattia);
- malattie brevi e ricorrenti (prognosi di pochi giorni ripetute più volte nel corso dell’anno);
- eventi sospetti per tempistica (es. lunedì o venerdì, prima o dopo le ferie e le festività);
- richiesta del datore di lavoro (che può sollecitare il controllo anche più volte durante la stessa malattia);
- patologie con prognosi variabile (malattie che lasciano margine di valutazione sulla durata del recupero).
Perché l’INPS non controlla tutti?
Il numero elevato di certificati di malattia – come abbiamo visto, più di 30 milioni all’anno – rende praticamente impossibile, per evidenti ragioni organizzative, eseguire un controllo generalizzato.
Così il sistema utilizza criteri selettivi per individuare i “bersagli” dei controlli medici INPS, tra cui:
- analisi statistica del rischio;
- segnalazioni datoriali;
- controlli d’ufficio mirati;
- distribuzione territoriale delle visite.
Nel 2025 si è osservato un sensibile incremento delle visite richieste dai datori di lavoro rispetto a quelle disposte d’ufficio.
Attenzione: bassa probabilità non significa assenza di rischio
Il fatto che la visita fiscale sia statisticamente rara non elimina gli obblighi del lavoratore.
Nonostante i controlli totali effettuati siano soltanto una piccola frazione dei certificati di malattia complessivamente presentati, l’INPS riporta migliaia di casi di lavoratori non trovati al domicilio (registrati con esito “assente non giustificato/sconosciuto”).
Essere assenti senza una valida comunicazione preventiva può comportare la perdita dell’indennità di malattia e l’irrogazione di sanzioni disciplinari, che, nei casi più gravi, possono arrivare al licenziamento.
Dunque le conseguenze possono essere rilevanti e molto pesanti anche a fronte di un controllo poco frequente.
In sintesi
I dati aggiornati INPS consentono di affermare che:
- la visita fiscale non è un evento frequente;
- la probabilità media di controllo è inferiore al 3%;
- i controlli sono più frequenti nel pubblico;
- la maggior parte delle visite conferma la malattia;
- il sistema ha soprattutto funzione deterrente.
Conclusione
Se stai leggendo questo articolo perché sei a casa in malattia, la statistica è dalla tua parte: statisticamente, hai tra il 1,6% e il 6,2% di probabilità media di ricevere una visita fiscale, a seconda del tuo settore. Tuttavia, il trend mostra un aumento dei controlli mirati al Sud e sui dipendenti pubblici.
La regola d’oro resta la stessa: comunicare tempestivamente qualsiasi cambio di domicilio di reperibilità, e – salve urgenze e motivi indispensabili che richiedono di uscire – permanere in casa durante la fascia oraria prevista (dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 di tutti i giorni, quindi inclusi weekend e festivi) per non trasformare una bassa probabilità in una certezza di sanzione.