Sostegno e terapia Aba: i giudici tutelano gli alunni disabili

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Autore: Raffaella Mari

15 marzo 2026

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

Le sentenze dei Tar confermano il diritto alle ore totali di sostegno e al rimborso della terapia Aba per i minori con autismo.

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Il diritto all’istruzione e alla salute per gli studenti con disabilità rappresenta un pilastro assoluto che non può essere limitato da tagli di bilancio o carenze di personale. Le recenti decisioni dei tribunali amministrativi della Campania e della Calabria chiariscono che lo Stato deve garantire il pieno sostegno scolastico e le terapie mediche necessarie, come il metodo Aba per l’autismo. Queste sentenze superano i casi singoli per stabilire un principio generale valido per tutti: la Pubblica amministrazione ha l’obbligo di fornire le risorse necessarie per assicurare una reale inclusione e la tutela della salute. Che si tratti della scuola o dell’azienda sanitaria, la mancanza di fondi non costituisce una scusa valida per ridurre servizi essenziali. I genitori possono dunque pretendere la copertura integrale delle ore di sostegno e il rimborso delle terapie effettuate privatamente se il servizio pubblico risulta carente.

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Ore di sostegno: il diritto dell’alunno prevale sui tagli di bilancio

Il Piano Educativo Individualizzato (Pei) non può assegnare un numero di ore di sostegno inferiore rispetto all’orario di frequenza scolastica se le necessità dell’alunno richiedono una presenza continuativa. Il Tar Campania (sentenza 66/2026) ha stabilito che ogni riduzione deve essere supportata da una motivazione puntuale e coerente con quanto deciso dal Gruppo di Lavoro Operativo (Glo). Il diritto all’insegnante di sostegno è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione (Cost. art. 3, 32, 34 e 38) e non può subire limitazioni per ragioni puramente economiche o di organico (legge 104/1992). L’amministrazione scolastica ha il dovere di attivare i

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posti in deroga quando il fabbisogno accertato lo richiede. Se un bambino necessita di ventidue ore di supporto ma la scuola ne assegna solo dieci per mancanza di docenti, il provvedimento è illegittimo per eccesso di potere. La scuola deve garantire la copertura totale (dlgs 96/2019) (dlgs 62/2024).

Autismo: la terapia Aba è un diritto garantito dal sistema sanitario

La terapia riabilitativa basata sul metodo dell’Analisi Comportamentale Applicata (Aba) rientra ufficialmente nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Questo significa che il Servizio Sanitario Nazionale ha l’obbligo di fornire tale trattamento ai minori affetti da disturbo dello spettro autistico (legge 134/2015). Il

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Tar Calabria (sentenza 1/2026) ha confermato che l’azienda sanitaria territoriale deve farsi carico del paziente, assicurando l’efficacia della cura in base alle evidenze scientifiche. Un esempio pratico riguarda le famiglie che, a causa delle lunghe liste d’attesa o della mancanza di specialisti pubblici, si rivolgono a centri privati. In queste situazioni, l’Asl è tenuta a rimborsare integralmente le spese sostenute dai genitori, purché la terapia sia ritenuta appropriata per le condizioni cliniche del minore (dlgs 502/1992). Il diritto alla salute è un impegno che l’amministrazione deve onorare senza ritardi ingiustificati.

Risarcimento dei danni e tutela della perdita di chance

L’inadempimento delle istituzioni nel garantire il sostegno o le cure mediche non comporta solo l’obbligo di fornire il servizio, ma espone lo Stato a richieste di

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risarcimento del danno. Quando l’amministrazione non assicura le prestazioni sanitarie dovute, il cittadino può ottenere il rimborso del danno patrimoniale, ovvero dei soldi spesi per i professionisti privati. Inoltre, i giudici riconoscono il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, con particolare riferimento alla cosiddetta perdita di chance. Questo concetto si riferisce alla perdita di opportunità di miglioramento o di stabilizzazione della salute del minore a causa del mancato intervento tempestivo. I punti principali della tutela risarcitoria prevedono che:

  • il danno patrimoniale copra tutte le fatture pagate per terapie private non erogate dal pubblico;

  • il danno non patrimoniale compensi la sofferenza e il ritardo nella crescita del bambino;

  • l’amministrazione non possa invocare la mancanza di poteri autoritativi per evitare la condanna;

  • la consulenza tecnica d’ufficio sia lo strumento per accertare l’efficacia delle cure negate.

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