IMU, la notifica tardiva cancella il debito anche se l'atto è spedito
La CGT Puglia chiarisce che la prescrizione quinquennale si ferma solo alla ricezione dell’atto, rendendo nullo il recupero delle somme scadute.
Gli enti locali devono agire con tempestività per recuperare i tributi non versati, poiché il passare del tempo gioca a favore del contribuente. Esiste una distinzione netta tra il termine entro cui il Comune deve inviare l’accertamento e il termine entro cui il diritto di credito si estingue definitivamente. La regola generale prevede che, per interrompere la prescrizione, non sia sufficiente la semplice spedizione dell’atto da parte dell’amministrazione. È necessario che l’avviso di pagamento entri nella sfera di conoscenza del destinatario prima della scadenza del termine quinquennale. Se la
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La coesistenza tra i termini di decadenza e di prescrizione
L’attività di controllo e riscossione dei tributi locali segue binari paralleli ma distinti che spesso generano confusione. La normativa stabilisce che i Comuni debbano emettere l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata o il versamento doveva essere effettuato (art. 1, comma 161, l. 296/2006). Tuttavia, oltre a questo limite temporale, esiste il termine di
Il calcolo dei tempi e il momento in cui scatta la prescrizione
Per capire se un debito sia ancora esigibile, bisogna individuare con precisione la data di inizio del conteggio, definita termine iniziale. Il termine di
il termine per il pagamento del tributo scade il 16 o il 17 dicembre dell’anno di riferimento;
da quel momento scatta il termine di cinque anni per la riscossione;
l’ente deve garantire che l’atto arrivi al cittadino prima della fine del quinto anno successivo;
se il credito è relativo al 2012, il diritto si estingue definitivamente il primo gennaio 2018.
Se si prende come esempio un debito
Il limite della scissione degli effetti della notifica
Uno dei punti più dibattuti nelle aule di giustizia riguarda la data che deve essere considerata valida per il rispetto dei termini legali. Molti enti locali si difendono con il principio della scissione degli effetti della notifica. Secondo questa tesi, per l’amministrazione vale la data di consegna dell’atto all’ufficio postale, mentre per il cittadino vale la data di effettiva ricezione. La Corte di Giustizia Tributaria della Puglia ha però chiarito che questo meccanismo si applica esclusivamente per evitare la
Le conseguenze pratiche per il contribuente e le spese legali
Quando un atto di accertamento viene notificato oltre i termini di prescrizione, il contribuente ha il diritto di chiederne l’annullamento totale tramite ricorso. In una situazione simile, il giudice tributario rileva l’estinzione del credito e dichiara l’atto illegittimo. In un caso recente, il Comune ha tentato di giustificare il ritardo citando la data di spedizione, ma i giudici hanno dato ragione al cittadino perché il credito era ormai inesistente al momento del recapito della raccomandata. La vittoria del contribuente comporta spesso anche la condanna dell’ente al rimborso delle spese di lite. Se l’amministrazione pubblica insiste in una pretesa palesemente prescritta, non può beneficiare della compensazione delle spese legali. La soccombenza totale dell’amministrazione obbliga il Comune a pagare i costi del processo, poiché una condotta che ignora i termini di legge non riceve alcuna attenuante in sede di giudizio.