Coltello e ferite gravi: niente tenuità del fatto per l'aggressore

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Angelo Greco

25 marzo 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

La Cassazione nega la non punibilità a chi ferisce con un coltello: la gravità del danno e l’uso di armi prevalgono sulla remissione della querela.

Annuncio pubblicitario

La legge italiana prevede una causa di non punibilità quando un fatto, pur essendo illecito, risulta di particolare tenuità. Tuttavia, questo beneficio non è un automatismo e non può essere concesso se la condotta mette in serio pericolo l’integrità fisica della vittima. La Corte di cassazione (sentenza n. 9114/2026) ha recentemente chiarito che l’uso di un coltello a serramanico e la gravità delle lesioni inflitte impediscono di considerare l’episodio come lieve, anche se la vittima decide di ritirare la querela. La regola generale che emerge è severa: basta un solo elemento ostativo, come la pericolosità del mezzo usato o l’entità del danno, per escludere l’applicazione del beneficio previsto dal codice. Il giudice deve valutare complessivamente il comportamento, ma la gravità dell’offesa rimane il parametro insuperabile che impedisce di cancellare la punibilità del colpevole.

Annuncio pubblicitario

I parametri legali per stabilire la particolare tenuità

L’ordinamento permette al giudice di non punire chi commette un illecito quando l’offesa è minima e il comportamento non è abituale (art. 131-bis cod. pen.). Per stabilire se un fatto sia tenue, la legge impone una valutazione che tiene conto di diversi fattori:

  • le modalità della condotta;

  • il grado di colpevolezza del soggetto;

  • l’entità del danno o del pericolo causato.

In questo contesto, la

Annuncio pubblicitario
discrezionalità del magistrato è ampia, ma deve seguire criteri logici. Se emerge che l’azione è stata violenta o ha utilizzato strumenti pericolosi, il beneficio viene negato. Un esempio pratico: un graffio durante una spinta può rientrare nella tenuità, ma una ferita che richiede venti giorni di cure mediche e l’uso di una lama sposta l’episodio fuori dal perimetro della lieve entità. La Cassazione ribadisce che il giudizio non deve essere una somma algebrica di elementi, ma la ricerca di anche un solo fattore che renda il fatto intollerabile per la società.

L’uso del coltello e la pericolosità della sede colpita

Nella vicenda analizzata dagli ermellini, un uomo era stato condannato a otto mesi di reclusione per

Annuncio pubblicitario
lesioni personali dolose. Durante una lite, l’imputato aveva colpito la vittima al fianco destro con un coltello a serramanico. La profondità della ferita e la zona colpita sono state determinanti per i giudici. Il fianco è infatti una regione del corpo dove le emorragie possono essere difficili da fermare e dove la punta di una lama può raggiungere organi vitali. Nonostante l’imputato avesse riportato a sua volta delle lesioni nel corso della colluttazione, la sua reazione con un’arma bianca ha reso la sua condotta incompatibile con il concetto di tenuità. L’uso di mezzi insidiosi e la potenzialità letale del colpo inferto qualificano il fatto come grave, indipendentemente dalle provocazioni subite o dalla durata della guarigione.
Annuncio pubblicitario

Il peso della remissione della querela dopo la riforma

Un punto di interesse riguarda il valore del perdono della vittima. Con la Riforma Cartabia, il legislatore ha introdotto la possibilità di valutare la remissione della querela come un possibile segnale di reintegrazione sociale dell’autore del fatto. Tuttavia, la Cassazione precisa che questo elemento non è decisivo se l’offesa rimane oggettivamente pesante. Nel caso in esame, sebbene la querela fosse stata ritirata, la gravità del danno e la pericolosità del coltello hanno prevalso. Il fatto che la vittima non voglia più procedere penalmente aiuta il giudice a capire il clima sociale tra le parti, ma non cancella la realtà di una violenza pericolosa. La protezione dell’integrità fisica è un interesse che supera la volontà dei singoli quando le modalità dell’aggressione superano la soglia del tollerabile.

Annuncio pubblicitario

Conclusioni della Cassazione sulla gravità dell’offesa

La Suprema Corte ha confermato la condanna, rigettando il ricorso dell’imputato. La motivazione dei giudici d’appello è stata ritenuta corretta perché ha dato risalto alla prognosi di 20 giorni e alla natura della ferita da punta e taglio. La sentenza richiama importanti orientamenti precedenti (Sez. U, n. 13681/2016 e Sez. 4, n. 41702/2004) per ricordare che la causa di non punibilità è preclusa quando l’offesa non è minima. Anche se esistono elementi a favore dell’indagato, come la reciprocità delle lesioni, questi non possono bilanciare un’azione condotta con un’arma capace di offendere in modo profondo. La decisione finale ribadisce che la sicurezza pubblica e l’incolumità individuale non permettono sconti di pena a chi sceglie di risolvere i conflitti ricorrendo all’uso di strumenti pericolosi.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui