Rating di legalità: cos’è, come funziona e quali vantaggi offre alle imprese

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Autore: Paolo Remer

21 marzo 2026

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Un “bollino” che premia le imprese corrette: ecco come funziona il rating di legalità, chi può ottenerlo e perché conviene davvero. Guida aggiornata al regolamento AGCM 2026.

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Alcuni lettori ci pongono interrogativi sul rating di legalità: vogliono sapere precisamente cos’è, a cosa serve e quali vantaggi offre alle imprese che lo ottengono.

Diciamo subito che il rating di legalità non è solo un “bollino” di buona condotta, o una pagella che riconosce il rispetto di determinate regole, ma è diventato un vero e proprio asset strategico per le aziende italiane. Istituito originariamente nel 2012, questo strumento si è evoluto per promuovere principi etici e premiare la trasparenza nei comportamenti aziendali

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In un mercato sempre più attento alla Corporate Social Responsibility (CSR), ottenere le “stelle” rilasciate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) significa distinguersi dalla concorrenza e accedere a vantaggi concreti.

Cos’è il rating di legalità

Il

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rating di legalità è un indicatore introdotto dall’art. 5-ter del decreto-legge n. 1/2012 per promuovere comportamenti aziendali trasparenti, etici e rispettosi della legge.

In pratica, è una sorta di “certificato di affidabilità” rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che valuta il livello di legalità di un’impresa.

L’obiettivo è chiaro:

Come chiarito anche dalle FAQ ufficiali rilasciate da AGCM a marzo 2026, il rating misura e valorizza una gestione aziendale corretta e trasparente

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Perché conviene? I vantaggi pratici

Il rating non è solo “reputazione”: ha effetti concreti. Oltre al positivo ritorno d’immagine, il rating offre benefici tangibili in tre ambiti principali:

In altre parole, è un elemento che può fare la differenza nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con le banche.

Tradotto in termini pratici: un’impresa con rating è considerata più affidabile

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e quindi viene spesso più favorita in determinate procedure.

Chi può ottenere il rating

Non tutte le aziende possono accedere a questo riconoscimento. L’impresa (sia essa individuale o societaria) deve possedere contemporaneamente tre requisiti fondamentali, stabiliti dal Regolamento AGCM entrato in vigore il 16 marzo 2026:

Possono fare domanda:

Se l’impresa ha un fatturato inferiore ai due milioni ma appartiene a un gruppo, può utilizzare il fatturato consolidato della capogruppo per superare la soglia.

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Come funziona il punteggio: stelle e “+”

Il sistema di valutazione è modulare. Si parte da un punteggio base per arrivare all’eccellenza.

  1. Punteggio Base (★): viene attribuito se l’impresa rispetta tutti i requisiti obbligatori (assenza di condanne penali per reati gravi, assenza di illeciti antitrust o gravi violazioni fiscali e contributive);

  2. Incrementi (+): il punteggio base può essere aumentato di un segno “+” per ogni “requisito premiale” posseduto, come l’adozione di modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/01, l’adesione a protocolli di legalità o l’uso di sistemi di tracciabilità dei pagamenti;

  3. Massimo (★★★): ogni tre segni “+” si ottiene una stella aggiuntiva, fino a un massimo di tre stelle

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In sintesi:

Quali sono i requisiti obbligatori

Per ottenere il rating non basta fare domanda:
l’impresa deve dimostrare di essere “pulita” sotto molti profili.

In particolare, non devono esserci:

Il Regolamento AGCM elenca nel dettaglio tutti i motivi ostativi (artt. 5–9) .

In sintesi: se l’impresa (o i suoi amministratori) ha avuto problemi seri con la legge,

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il rating non viene concesso.

Come aumentare il punteggio (requisiti premiali)

Oltre ai requisiti base, il punteggio cresce se l’impresa adotta comportamenti virtuosi.

Tra i criteri che permettono di scalare la classifica troviamo:

Più l’impresa dimostra di essere strutturata e trasparente, più il rating cresce.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente online

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La domanda si presenta, esclusivamente online, tramite la piattaforma Webrating dell’AGCM. È necessaria la firma digitale del legale rappresentante.

Quanto tempo serve per ottenerlo

L’Autorità decide entro 60 giorni dal ricevimento della domanda completa.

Il termine può sospendersi se servono verifiche istruttorie, o slittare se la domanda è incompleta.

Quanto dura il rating

Il rating ha una durata di 3 anni.

È rinnovabile e aggiornabile su domanda, da presentare almeno 60 giorni prima della scadenza.

Attenzione: una volta ottenuto il rating, l’impresa è obbligata a comunicare all’AGCM entro 30 giorni qualsiasi variazione che possa incidere sui requisiti (es. nuove sanzioni o perdita di certificazioni)

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Quanto costa

Il rating di legalità è completamente gratuito. Non sono previsti costi né per la domanda né per il rilascio.

Come usare il marchio del rating

Anche se hai ottenuto il rating di legalità massimo, quello con le tre stelle, ricorda: è vietato utilizzare il logo dell’AGCM sui propri prodotti o materiali di comunicazione. Puoi però dichiarare il tuo punteggio e citare la tua presenza nell’Elenco ufficiale delle imprese con rating.

Quando e perché può essere revocato

Il rating non è definitivo.

Può essere:

E l’impresa ha un obbligo importante deve comunicare entro 30 giorni ogni cambiamento rilevante.

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Se non comunica entro tale termine la perdita di un requisito premiale, il punteggio viene ridotto d’ufficio al livello base (★) per tutta la durata residua del rating.

Qualsiasi provvedimento di revoca, annullamento o sospensione viene inserito nell’elenco pubblico delle imprese sul sito dell’AGCM e vi rimane per almeno sei mesi.

Ecco una tabella con i casi più frequenti di abbassamento o perdita del rating. I riferimenti normativi sono al Regolamento AGCM adottato con Delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026 e pubblicato in G.U. n. 33 del 10 febbraio 2026.

MotivoTipo di provvedimentoRegolamento AGCM

Perdita sopravvenuta di uno dei requisiti obbligatori (penali, antitrust, fiscali, contributivi, ecc.) durante il triennio di validità.

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Revoca (con decorrenza dal momento in cui il requisito è venuto meno).

Art. 19, comma 2

Rating rilasciato o rinnovato nonostante l’assenza originaria di uno dei requisiti obbligatori.

Annullamento

Art. 19, comma 1

Mancata comunicazione all’AGCM di eventi che incidono sui requisiti obbligatori entro 30 giorni dal loro verificarsi.

Revoca o annullamento (a seconda dei casi) e divieto di nuova domanda per 18 mesi.

Art. 21, commi 1 e 2

Inottemperanza agli obblighi transitori: mancata comunicazione (entro 60 giorni dal 16/03/2026) di eventi ostativi preesistenti.

Revoca con decorrenza dall’entrata in vigore del Regolamento 2026.

Art. 25, comma 6

Utilizzo improprio del logo dell’Autorità o pubblicazione indebita del provvedimento di attribuzione.

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Sospensione del rating per tutta la durata della violazione.

Art. 24, comma 3

A quali imprese conviene davvero

Il rating di legalità conviene soprattutto a:

Non è utile invece per:

FAQ – Domande frequenti

Il rating di legalità è obbligatorio?

No, è facoltativo. L’impresa decide se richiederlo.

Il rating dà vantaggi concreti?

Sì. Migliora:

Serve per partecipare alle gare pubbliche?

Non è obbligatorio, ma può dare un vantaggio competitivo.

Il rating può essere perso?

Sì. Se vengono meno i requisiti, può essere:

Si può aumentare il punteggio dopo averlo ottenuto?

Sì. L’impresa può chiedere un incremento del rating anche durante i 3 anni.

Conclusione

Il rating di legalità è uno strumento sempre più importante per le imprese.

Non è solo un riconoscimento formale, ma un vero vantaggio competitivo:
premia chi lavora correttamente e offre più opportunità sul mercato.

In un sistema economico sempre più attento a trasparenza e compliance, avere il rating significa essere un’impresa credibile.

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