Bonus prima casa: revocare la donazione dell’immobile non cancella i benefici fiscali
Riacquistare una casa tramite mutuo dissenso non cancella le agevolazioni fiscali sulla prima casa. Ecco la regola stabilita dai giudici tributari.
Il diritto alle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa si cristallizza nel momento in cui avviene la stipula dell’atto notarile. Una recente decisione della Corte di giustizia tributaria di primo grado della Basilicata stabilisce una regola generale importante: ciò che conta per il fisco è esclusivamente la situazione patrimoniale dell’acquirente alla data del rogito. Se in quel momento il contribuente possiede tutti i requisiti di legge, eventuali eventi successivi, come la revoca della donazione per mutuo consenso
Questo principio vale anche se il cittadino torna in possesso di un immobile che aveva precedentemente venduto o donato. Lo scioglimento di una vecchia donazione attraverso il mutuo dissenso non rappresenta infatti una causa di revoca dei vantaggi fiscali. La legge non prevede sanzioni per chi riacquista la proprietà di un bene alienato in passato, purché l’operazione avvenga dopo il nuovo acquisto agevolato.
Indice
Le condizioni per l’agevolazione al momento del rogito
Per ottenere i benefici fiscali legati alla
Effetti del mutuo dissenso sulla proprietà immobiliare
Il mutuo dissenso è un contratto con il quale le parti decidono di sciogliere un precedente accordo, facendone cessare gli effetti (art. 1372 cod. civ.). Nel caso specifico trattato dai giudici, il contribuente aveva risolto una precedente donazione immobiliare proprio attraverso questo strumento. L’effetto è il ritorno del bene nella sfera patrimoniale del donatario o del donante, a seconda degli accordi. L’Agenzia delle Entrate spesso contesta questa operazione, sostenendo che la riacquisizione del bene configuri una violazione dell’impegno a non possedere altri immobili agevolati. Tuttavia, i giudici di Potenza hanno stabilito che la
Assenza di cause di decadenza espressamente previste
La decadenza dalle agevolazioni fiscali può verificarsi solo nei casi tassativamente indicati dalla legge. Le cause tipiche di perdita del bonus riguardano la dichiarazione mendace sui requisiti o la vendita dell’immobile prima che siano trascorsi cinque anni senza il riacquisto di una nuova abitazione principale entro dodici mesi (Nota II-bis, art. 1 Tariffa, Dpr n. 131 del 1986). La fattispecie della
la vendita del bene originario è stata reale ed effettiva;
la situazione di “non possesso” era veritiera al momento del nuovo acquisto;
il mutuo dissenso interviene su un atto giuridico diverso e separato;
non esiste una norma che vieti di tornare proprietari di un bene precedentemente ceduto.
La tutela del contribuente e la certezza del diritto
Questa interpretazione giurisprudenziale garantisce la