Fermo amministrativo: dove custodire il veicolo?

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Autore: Paolo Remer

18 aprile 2026

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

I criteri per stabilire il luogo di custodia dell’auto o moto affidata al proprietario: cosa prevede l’art. 214 del Codice della strada e in quali aree si può lasciare il mezzo.

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Ricevere un fermo amministrativo ai sensi del Codice della Strada (CdS) solleva immediatamente un dubbio pratico: dove custodire il veicolo? È necessario saperlo sia per rispettare gli obblighi imposti sia per evitare pesanti sanzioni.

Quando scatta il fermo amministrativo, molti pensano che l’auto venga automaticamente portata via. In realtà, nella maggior parte dei casi il veicolo resta al proprietario, ma con obblighi molto precisi. La regola fondamentale è questa: non puoi lasciarlo dove vuoi. I criteri di scelta del luogo di custodia del mezzo sono stabiliti dall’articolo 214 del Codice della strada, che adesso esaminiamo in dettaglio.

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Dove deve essere custodito il veicolo

L’art. 214 del Codice della strada, in seguito alla riforma, punta a responsabilizzare il proprietario, riducendo le spese per lo Stato. La regola generale su luogo di custodia è questa:

Il veicolo deve essere collocato in un luogo nella disponibilità del custode, non soggetto a pubblico passaggio

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Esempi pratici: un garage privato, un box chiuso, un cortile interno, un terreno recintato o un posto auto condominiale in area privata (purché non accessibile liberamente al pubblico) sono opzioni valide (in tal senso, in giurisprudenza: TAR Lazio, sent. n. 9076/2020; Tribunale di Foggia, sentenza n.2471 del 23 ottobre 2024).

È vietato, invece, lasciare il veicolo sottoposto a fermo in sosta sulla pubblica via o in aree soggette al passaggio pubblico. Infatti l’art. 214, comma 1, del CdS stabilisce che il veicolo deve essere custodito:

“[…] in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio”

In concreto, tutto questo significa che il mezzo deve stare

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in un luogo privato e non aperto al pubblico.

Chi deve custodire il veicolo

La legge individua una gerarchia precisa per la nomina del custode tra questi soggetti:

  1. il proprietario: è il soggetto prioritario a cui viene affidata la custodia;

  2. il conducente o obbligato in solido: in assenza o irreperibilità del proprietario, la custodia ricade sul conducente;

  3. minorenni: se la violazione è commessa da un minore, il veicolo è affidato ai genitori o a chi ne fa le veci.

Dunque il custode principale è il proprietario; in alternativa, viene designato il conducente o altro soggetto obbligato a norma di legge.

A tal proposito, una circolare del Ministero dell’Interno (Prot. N. 300/A/559/19/101/20/21/4 del 21.01.2019) ha chiarito che l’

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affidamento a soggetti diversi dal proprietario è una soluzione subordinata. Gli agenti accertatori, ove possibile, devono prima contattare il proprietario, anche se non presente sul posto, e invitarlo ad assumere la custodia. Solo se il proprietario non è prontamente reperibile, o si rifiuta, si procede con gli altri soggetti secondo l’ordine previsto.

In ogni caso, chi viene nominato custode nel verbale di fermo amministrativo e affidamento del mezzo redatto dalle forze di polizia:

In pratica: se sei il custode l’auto o la moto resta tua, ma sotto un preciso vincolo legale

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da non trasgredire.

Sigilli e documenti: cosa succede all’atto del fermo

Quando l’organo di polizia accerta la violazione che comporta l’applicazione del fermo amministrativo, non si limita a notificare il verbale, ma provvede anche a:

Cosa succede se non ho un garage o altro luogo idoneo?

Se il proprietario o il conducente rifiutano di assumere la custodia o dichiarano di non avere un luogo idoneo, le conseguenze sono immediate e onerose, perché avviene:

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La normativa prevede anche meccanismi di alienazione coattiva del mezzo in favore del depositario, qualora l’avente diritto non provveda a ritirarlo entro determinati termini, al fine di evitare l’accumulo di costi per l’Erario (Tribunale di Bologna, sentenza n.2826 del 31 ottobre 2024; TAR Lazio, sent. n 12123 del 2016).

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Attenzione: non puoi lasciarla in strada

Questo è uno degli errori più frequenti. Se il veicolo sottoposto a fermo viene trovato su strada pubblica, oppure viene utilizzato per la circolazione, le conseguenze sono molto gravi: si applica la confisca del veicolo, una maxi multa che può arrivare fino a 7.937 euro ed è possibile la sospensione o revoca della patente.

Recentemente la Corte Costituzionale, con sentenza n. 52/2024, ha stabilito che la revoca della patente non è più automatica, ma deve essere valutata dall’autorità in base alla gravità del caso.

Distinzione tra fermo “stradale” e fermo fiscale

Molti confondono il fermo amministrativo di cui ci stiamo occupando – e che è regolamentato dall’art. 214 del Codice della strada – con il

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fermo fiscale, che viene disposto dall’Agenzia Entrate Riscossione, ed è disciplinato dall’art. 86 del D.P.R. 602/1973.

Sono due istituti molto diversi, perché il fermo amministrativo di cui parliamo comporta, come abbiamo visto, l’obbligo di custodia in area privata (o il trasferimento in una depositeria autorizzata) la nomina di un custode e l’apposizione di sigilli sul veicolo, mentre il fermo fiscale è più “virtuale” dato che il veicolo può restare dove si trova (anche sulla strada pubblica) e sussiste il solo divieto di circolazione.

Ecco una tabella che sintetizza le differenze tra i due tipi di fermo.

CaratteristicaFermo amministrativo (art. 214 CdS)Fermo fiscale (art. 86 D.P.R. 602/73)
Causa

Violazione del Codice della Strada

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Debiti con l’Agente della Riscossione

Custodia

Obbligo di spostare il mezzo in area privata

Il mezzo resta nella disponibilità del proprietario

Circolazione

Vietata in modo assoluto

Vietata (ma il mezzo può stare su strada)

Regola pratica (da ricordare)

Se il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo ai sensi dell’art. 214 del Codice della strada, puoi tenerlo nella tua disponibilità e rimane di tua proprietà, ma non puoi usarlo né lasciarlo in strada: devi custodirlo in un luogo privato.

Fermo amministrativo: consigli utili

Se le forze dell’ordine hanno appena disposto il fermo del tuo veicolo, segui questi passaggi per evitare sanzioni peggiori:

  • individua subito un’area privata

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    : il veicolo non può restare su suolo pubblico. Deve essere spostato in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, come un garage o un cortile recintato, di cui tu abbia la disponibilità;

  • accetta la custodia del mezzo: se rifiuti di trasportare o custodire il veicolo a tue spese, rischi una multa pesante (fino a 3.105 euro) e la sospensione della patente da uno a tre mesi. In quel caso, il mezzo verrà rimosso forzatamente e portato in una depositeria autorizzata a tue spese;

  • non circolare per nessun motivo: durante il periodo di fermo, è assolutamente vietato guidare il mezzo o permettere ad altri di farlo. La circolazione abusiva comporta una sanzione fino a 7.937 euro

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    , la confisca del veicolo e la possibile revoca della patente;

  • rispetta i sigilli: sul veicolo verrà apposto un sigillo dall’organo di polizia. Ricorda che manometterlo o asportarlo costituisce un reato e dunque si rischia una denuncia e una condanna penale.

Conclusione

La regola è semplice ma spesso ignorata:

Se non rispetti questo basilare obbligo, il rischio non è solo una multa: puoi arrivare fino alla perdita definitiva del veicolo, attraverso la confisca.

Approfondimenti

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