Limiti pagamenti in contanti per stranieri in Italia
Quando, dove, come e perché i turisti possono pagare cash fino a 15.000 euro. Gli adempimenti per i commercianti e le sanzioni.
In Italia il limite generale per i pagamenti in contanti è di 5.000 euro: da questa cifra in su bisogna obbligatoriamente usare sistemi tracciabili, come il bonifico o le carte di credito e di debito. Ma esiste un’eccezione importante: i limiti dei pagamenti in contanti per gli stranieri che si trovano in Italia è più elevato, e arriva a 15.000 euro. Fino a questa soglia i turisti possono effettuare legalmente acquisti in cash.
Attenzione però: non è una libertà totale. Questa agevolazione non è “automatica”: richiede il rispetto di precise condizioni e sono previsti obblighi stringenti per gli esercenti, che devono fare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
È sbagliato, quindi, dire genericamente che: “lo straniero può pagare fino a 15.000 euro in contanti”. Non è così semplice e non è sempre vero. La soglia più alta è consentita solo se lo “straniero” è effettivamente tale e se l’esercente rispetta una serie di obblighi precisi che adesso ti descriviamo.
In questa guida pratica vediamo quando si applica la deroga, cosa devono fare i commercianti e quali sono i rischi per chi non rispetta i limiti o non esegue gli adempimenti.
Indice
Qual è il limite ordinario all’uso dei contanti?
Nel 2026, il limite ordinario per l’uso del contante per i pagamenti è pari a 4.999,99 euro.
Questo significa che da 5.000 euro in su bisogna sempre usare strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno, app).
Il limite vale per tutti: privati, imprese, familiari.
La deroga: contanti fino a 15.000 euro per stranieri
La legge [1] prevede una deroga speciale per incentivare il turismo, offrendo la possibilità di pagare in contanti fino a 15.000 euro.
Ma questa deroga non è indiscriminata. I requisiti soggettivi sono stringenti: il cliente deve essere una persona fisica con cittadinanza diversa da quella italiana e residenza fuori dal territorio dello Stato. Sono inclusi i cittadini UE e SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) purché non residenti in Italia.
Ci sono dei criteri restrittivi anche per gli
In pratica:
- i turisti stranieri non residenti possono pagare in contanti fino a 15.000 euro;
- questa soglia vale solo per acquisti di beni o servizi legati al turismo.
Gli esempi più comuni riguardano:
- alberghi e strutture ricettive;
- ristoranti e servizi turistici;
- agenzie di viaggio;
- negozi al dettaglio.
Oltre 15.000 euro anche per questi tipi di esercizi resta sempre obbligatorio usare metodi tracciabili per i pagamenti ricevuti da stranieri.
Chi può utilizzare questa agevolazione?
La deroga non vale per tutti gli stranieri.
Serve che il cliente sia:
- una persona fisica
- con cittadinanza non italiana
- residente all’estero
Non è necessario dimostrare che sia “turista” in senso stretto: conta solo la residenza fuori dall’Italia.
Nota bene: oltre la soglia dei 15.000 euro, l’uso di strumenti tracciabili (carte di credito, bonifici) diventa obbligatorio per tutti i tipi di pagamento ed i soggetti che lo compiono o lo ricevono, senza eccezioni.
Gli adempimenti per i commercianti
Per accettare legalmente somme in contanti tra i 5.000 e i 15.000 euro, l’esercente deve seguire una procedura precisa che si articola in tre fasi
Comunicazione preventiva
Prima dell’operazione (cioè della ricezione del pagamento) l’esercente deve inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate una comunicazione in cui dichiara la propria volontà di aderire alla deroga e indica l’IBAN del conto corrente dedicato su cui verserà i contanti.
Questa comunicazione si fa una sola volta e non va ripetuta annualmente. Da quel momento in poi si avrà facoltà di ricevere legittimamente pagamenti in contanti sino a 15.000 euro da stranieri.
È fondamentale tenere presente che, senza questa comunicazione preventiva e precisa del conto corrente su cui confluiranno i pagamenti ricevuti in contanti, la deroga non si può usare e rimane fermo il limite ordinario dei 5.000 euro.
Identificazione del cliente
Al momento dell’acquisto, l’esercente ha l’obbligo di verificare e documentare l’identità del cliente in questo modo:
acquisire una fotocopia del passaporto o documento equivalente;
far firmare al cliente un’autocertificazione che attesti la cittadinanza non italiana e la residenza all’estero.
In sostanza, chi paga deve esibire il passaporto (del quale l’esercente trarrà una copia) e autodichiarare per iscritto di non essere cittadino italiano e di non essere residente in Italia.
Versamento e tracciabilità
Dopo l’operazione, e quindi a pagamento in contanti ricevuto, il denaro incassato non può restare in cassa: deve essere versato sul conto corrente dedicato entro il
In banca va anche consegnata copia della comunicazione preventiva inviata all’Agenzia delle Entrate per giustificare l’operazione.
È necessario anche conservare la documentazione: serve per dimostrare, in caso di controlli successivi, la legittimità dell’operazione e il rispetto delle regole antiriciclaggio.
La comunicazione annuale
Oltre agli obblighi immediati sopra descritti, esiste un appuntamento annuale con il Fisco. Le operazioni in contanti tra 5.000 e 15.000 euro devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto, con effetto permanente, una novità importante: la soglia per l’obbligo di comunicazione annuale è stata elevata da 1.000 a
Bisogna comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le operazioni in contanti legate al turismo di importo pari o superiore a 5.000 euro effettuate nell’annualità precedente (esempio: entro aprile 2026 si riportano quelle avvenute nel 2025).
Le scadenze precise, fissate per l’anno 2026 (le date specifiche possono cambiare ogni anno in base ai provvedimenti emanati dall’Agenzia delle Entrate), sono le seguenti:
10 aprile 2026: per i soggetti con liquidazione IVA mensile;
20 aprile 2026: per i soggetti con liquidazione IVA trimestrale.
L’invio dei dati avviene tramite il “modello di comunicazione polivalente” reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate (qui te ne forniamo una copia
), compilando specificamente il Quadro TU.Frontiere e dogana: il limite dei 10.000 euro
Mentre il limite di spesa in Italia è di 15.000 euro, bisogna fare attenzione alle norme sul trasporto transfrontaliero, che seguono regole diverse. Chiunque entri o esca dall’Unione Europea trasportando contanti per un importo pari o superiore a 10.000 euro ha l’obbligo di presentare una dichiarazione doganale. Questo limite include anche valute estere o carte prepagate anonime.
In poche parole, bisogna fare attenzione anche alla dogana quando si trasportano contanti. Se si entra o esce dall’UE con 10.000 euro o più, bisogna fare una dichiarazione doganale. In caso contrario, si rischiano sanzioni e sequestro del denaro.
Cosa succede se si supera il limite?
Se si supera il limite dei pagamenti in contanti (ordinario di 5.000 euro o in deroga fino a 15.000 euro per gli stranieri), o non vengono rispettate le condizioni necessarie per usufruire della deroga, si commette un illecito e le sanzioni possono essere molto elevate: da 1.000 a 50.000 euro per ciascuna violazione (l’importo può essere ulteriormente aumentato nei casi più gravi, come quando l’ammontare dei pagamenti in contanti supera i 250mila euro).
In sintesi
| Situazione | Limite contanti |
|---|---|
| Regola generale | 5.000 € |
| Turisti stranieri (deroga) | fino a 15.000 € |
| Oltre 15.000 € | solo pagamenti tracciabili |
| Trasporto contanti UE | obbligo dichiarazione da 10.000 € |
Il punto chiave da ricordare è che la soglia dei 15.000 euro non è automatica e non vale sempre, ma solo per determinati soggetti ed esercenti; inoltre per usufruire della deroga occorre effettuare adempimenti comunicativi preliminari e successivi verso l’Agenzia delle Entrate. Se tali condizioni mancano o non vengono rispettate, il pagamento diventa irregolare e si incorre in pesanti sanzioni.
Errori da evitare
- Accettare contanti sopra 5.000 € senza aver fatto la comunicazione preventiva all’Agenzia Entrate.
- Non identificare correttamente il cliente con il passaporto.
- Non far firmare a chi paga l’autocertificazione (non cittadino italiano e non residente in Italia).
- Tenere il contante in cassa invece di versarlo subito, entro il primo giorno lavorativo successivo.
- Omettere la comunicazione riepilogativa annuale dei pagamenti ricevuti nell’anno precedente.