Agevolazioni assunzioni: rinvio dell'obbligo di pubblicità sul Siisl

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Autore: Raffaella Mari

02 aprile 2026

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

I datori di lavoro privati possono accedere ai bonus contributivi senza l’obbligo di pubblicare le offerte sul Siisl durante la fase sperimentale.

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L’obbligo di pubblicare le offerte di lavoro sul portale Siisl per ottenere gli sgravi contributivi statali è ufficialmente sospeso e trasformato in una facoltà. Nonostante la scadenza del primo aprile 2026, il Ministero del Lavoro e l’Inps hanno chiarito che la procedura resta sperimentale. Questa decisione stabilisce una regola fondamentale per tutte le aziende: fino all’adozione del decreto attuativo definitivo, l’accesso ai benefici economici non è subordinato alla pubblicità della vacanza lavorativa sul sistema informatico. Si passa quindi da un’imposizione normativa immediata a una fase transitoria che non pregiudica le agevolazioni già previste per le nuove assunzioni. L’amministrazione ha preferito attendere il recepimento delle direttive europee sulla

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trasparenza retributiva prima di rendere vincolante il nuovo sistema di monitoraggio, garantendo così una gestione più flessibile per i datori di lavoro privati che intendono potenziare il proprio organico.

La sospensione del nuovo adempimento per gli sgravi fiscali

L’inserimento delle offerte di lavoro nel Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl) era inizialmente previsto come un passaggio forzoso per i datori di lavoro (art. 14, D.L. 159/25). La norma punta a rendere trasparenti le posizioni aperte presso le aziende che beneficiano di aiuti pubblici sotto forma di

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esonero contributivo. Tuttavia, una nota del Ministero del Lavoro e il successivo messaggio dell’Inps (messaggio Inps 1153/26) hanno modificato la natura di questo adempimento. Al momento, la trasmissione dei dati avviene su base volontaria. Il rinvio si è reso necessario in attesa di un decreto ministeriale specifico che dovrà definire le modalità operative e i tempi tecnici per la corretta pubblicazione delle ricerche di personale. Le aziende possono quindi continuare ad assumere e richiedere i bonus senza il timore di perdere il diritto alle agevolazioni a causa della mancata comunicazione al portale.

Le regole per la pubblicazione delle offerte di lavoro

Durante questa fase di prova, i datori di lavoro che decidono di utilizzare il portale devono compilare un modulo digitale denominato

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vacancy. Questo documento contiene i dettagli della posizione lavorativa disponibile in azienda. La legge stabilirebbe che la pubblicità debba avvenire prima o nello stesso momento dell’assunzione (L. 198/25). Tuttavia, l’Inps ha precisato che è possibile inviare la comunicazione anche dopo che il lavoratore ha già preso servizio. In questo caso specifico, il sistema procede alla archiviazione automatica dell’offerta: il posto non viene proposto ad altri soggetti in cerca di occupazione poiché risulta già occupato. L’obiettivo principale del sistema resta comunque la trasparenza. Per tale motivo, il rinvio dell’obbligo è legato anche alla necessità di armonizzare le procedure italiane con la direttiva europea sulla
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parità retributiva (Ue 2023/970).

Il futuro tracciamento tra vacancy e flussi contributivi

Quando il sistema entrerà a pieno regime, il collegamento tra l’offerta di lavoro e l’assunzione effettiva diventerà molto stretto. L’Inps utilizzerà un tracciamento univoco per verificare che il datore di lavoro abbia rispettato le regole di pubblicità. Questo avverrà attraverso i flussi UniEmens, ovvero i documenti informatici che le aziende inviano mensilmente per dichiarare le retribuzioni e i contributi.

Ecco come funzionerà il controllo automatico in futuro:

  • ogni offerta pubblicata riceverà un codice identificativo id;

  • il datore di lavoro dovrà inserire questo codice nel flusso UniEmens del dipendente;

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  • il sistema incrocerà il numero della vacancy con il codice fiscale del lavoratore;

  • la data di pubblicazione sul portale dovrà essere uguale o precedente alla data di inizio del beneficio.

Un esempio pratico chiarirà il meccanismo: se un’azienda intende assumere un impiegato a maggio godendo di uno sgravio, dovrà pubblicare l’annuncio sul Siisl ad aprile o all’inizio di maggio. Se la pubblicazione avviene dopo l’inizio della fruizione del bonus, l’agevolazione potrebbe essere revocata.

Soggetti abilitati e restrizioni per i consulenti del lavoro

Non tutti i soggetti che operano nel mercato del lavoro possono inserire direttamente le offerte sul portale Siisl. Una specifica istruzione dell’amministrazione (Faq portale Siisl) ha chiarito i limiti per i professionisti intermediari. I

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consulenti del lavoro che accedono al sistema con le proprie credenziali professionali ordinarie non hanno il permesso di pubblicare vacancy per conto dei loro clienti. Questa funzione è riservata esclusivamente:

  • al datore di lavoro che agisce in prima persona;

  • alle società che possiedono l’accreditamento come agenzia per il lavoro;

  • alle fondazioni autorizzate che svolgono attività di intermediazione.

I consulenti possono invece occuparsi della gestione e della consultazione delle comunicazioni obbligatorie (Unilav) relative alle assunzioni, le quali possono essere inviate tramite il medesimo sistema. Al momento il portale permette solo l’invio delle assunzioni, mentre le funzioni relative a proroghe, trasformazioni di contratto o cessazioni del rapporto verranno attivate in un secondo momento. Questa distinzione tra chi può pubblicare l’offerta e chi può gestire il contratto garantisce che l’incontro tra domanda e offerta avvenga tramite canali certificati e trasparenti.

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