Trading online: come riconoscere le truffe 

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Autore: Angelo Greco

10 aprile 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Le frodi finanziarie colpiscono risparmiatori e imprese con perdite record. La Polizia Postale lancia l’allarme sul boom del falso trading.

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Il denaro che svanisce nel nulla attraverso uno schermo non è più un incidente isolato, ma il risultato di un’industria del crimine che sta mettendo in ginocchio il sistema produttivo italiano: quella del falso trading online. Chiunque decida di investire i propri risparmi sul web deve sapere che la minaccia ha raggiunto dimensioni senza precedenti, con una crescita dei casi che supera il 22% in un solo anno. Non si tratta di semplici errori di valutazione, ma di architetture di inganno che sfruttano la tecnologia per svuotare conti correnti privati e aziendali. La regola d’oro che emerge dai dati attuali è la massima diffidenza verso ogni proposta finanziaria che arrivi tramite canali digitali non certificati, poiché il salto di qualità delle tecniche manipolatorie rende ormai quasi impossibile distinguere un consulente reale da un algoritmo truffaldino senza strumenti di verifica rigorosi.

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L’esplosione dei numeri del falso trading online

L’attività investigativa coordinata dal direttore del servizio della Polizia Postale, Ivano Gabrielli, evidenzia un quadro allarmante per l’economia reale. Il

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falso trading online ha registrato un’accelerazione violenta nel 2025, portando la somma totale del denaro sottratto alla cifra di 186 milioni di euro. Se confrontiamo questo dato con i 146 milioni dell’anno precedente, notiamo un balzo del 27,4%. Questa crescita non è un fenomeno nuovo ma il proseguimento di un trend già visibile tra il 2023 e il 2024, quando il settore aveva segnato un incremento del 43%. Le segnalazioni complessive legate alle frodi finanziarie sono salite a 19.694 unità, dimostrando come il web sia diventato il terreno di caccia preferito per organizzazioni che puntano a distrarre capitali verso l’estero. Per arginare questo fenomeno, la Polizia di Stato
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ha dovuto rafforzare la struttura operativa della VI Divisione della Postale, un ufficio dedicato esclusivamente al contrasto dei reati finanziari digitali.

Il pesante impatto sulle piccole e medie imprese

Il sistema produttivo non è immune da questa offensiva e le piccole e medie imprese pagano un tributo altissimo. Tra il 2021 e il 2025 il valore delle somme rubate alle aziende è cresciuto del 41%, passando da 33,2 a 46,8 milioni di euro. Sebbene nel 2025 si sia registrato un lieve calo del 3,7% rispetto all’anno precedente, la traiettoria di medio periodo resta preoccupante. Le statistiche mostrano una progressione costante negli anni:

  • un aumento del 16% nel 2022;

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  • una crescita del 4,2% nel 2023;

  • un balzo del 21,2% nel 2024.

Questi numeri indicano che le imprese sono diventate bersagli sistematici. Un esempio tipico riguarda il furto di liquidità aziendale attraverso l’accesso abusivo ai sistemi di pagamento, che può paralizzare l’operatività di una ditta per mesi. La perdita di quasi 47 milioni di euro in un anno rappresenta una sottrazione di ossigeno per gli investimenti e lo sviluppo del tessuto industriale nazionale.

La minaccia tecnologica dei deep fake e dell’intelligenza artificiale

Le tecniche di inganno si sono evolute sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza artificiale. I criminali utilizzano oggi il deep fake

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per rendere credibili le loro proposte di investimento. Questa tecnologia permette di alterare audio e video per attribuire dichiarazioni false a personaggi famosi della politica o dello spettacolo. Il legislatore è intervenuto su questo fronte riconducendo tale condotta a una specifica fattispecie contro le manipolazioni digitali. Quando un utente vede un video dove un noto imprenditore consiglia una piattaforma di trading, potrebbe trovarsi di fronte a un contenuto totalmente sintetico creato per generare una falsa fiducia. La notorietà diventa così un’arma per convincere la vittima a versare denaro su conti esteri. La legge cerca di inseguire queste evoluzioni, ma la velocità del crimine informatico impone una vigilanza costante sui contenuti multimediali che circolano sui social network e sulle piattaforme di messaggistica.
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La sofisticata truffa del Ceo contro i dirigenti aziendali

Una delle varianti più pericolose e aggressive è la cosiddetta truffa del Ceo. In questo scenario, i cybercriminali effettuano una ricerca meticolosa sui dati della società bersaglio. Una volta ottenute informazioni sufficienti, utilizzano strumenti digitali per ricreare perfettamente la voce o le movenze dell’amministratore delegato. Il falso dirigente contatta quindi un responsabile dell’ufficio contabile o un dirigente, imponendo massima riservatezza e urgenza per un’operazione finanziaria imprevista. La vittima, convinta di parlare con il proprio superiore, esegue bonifici verso conti indicati dai truffatori. In questo caso non si punta sulla cupidigia del risparmiatore, ma sulla gerarchia e sul senso di responsabilità del dipendente. L’inganno è costruito per simulare una pressione reale, rendendo difficile per il destinatario dell’ordine fermarsi a riflettere sulla legittimità della richiesta.

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Le strategie di phishing e la sottrazione dei dati sensibili

Oltre alle tecniche avanzate, restano estremamente diffuse le campagne di phishing, insieme alle varianti del vishing(tramite chiamata vocale) e dello smishing (tramite sms). Questi attacchi mirano a persone fisiche e imprese di ogni dimensione. Il meccanismo prevede l’invio di messaggi che sembrano provenire da ministeri, enti pubblici o istituti bancari. L’obiettivo è spingere l’utente a cliccare su link malevoli per rubare:

  • credenziali di accesso ai conti correnti;

  • password di posta elettronica certificata;

  • dati sensibili utili a scopi di ricatto o furto d’identità;

  • codici di autorizzazione per transazioni bancarie.

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Un esempio comune è l’invio di un sms che segnala un accesso non autorizzato al conto, invitando a inserire i propri codici su una pagina web identica a quella della banca. Una volta ottenute le chiavi d’accesso, i criminali trasformano immediatamente le informazioni in denaro contante, svuotando i depositi prima che la vittima possa accorgersi dell’anomalia.

Come riconoscere la truffa di trading online

Individuare un tentativo di raggiro finanziario nell’era digitale richiede un occhio clinico, poiché le organizzazioni criminali hanno ormai abbandonato i messaggi sgrammaticati del passato per adottare protocolli di comunicazione estremamente raffinati. La difesa non si basa solo sull’intuito, ma su un protocollo di verifica che ogni risparmiatore o imprenditore dovrebbe applicare prima di muovere anche solo un euro. La regola generale è che nessuna autorità o istituto di credito contatta un utente per richiedergli dati riservati sotto pressione, poiché le procedure di sicurezza ufficiali seguono sempre canali protetti e tracciabili.

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L’anomalia del contatto e la pressione psicologica

Il primo segnale di allarme è quasi sempre la modalità con cui si viene avvicinati. Le truffe moderne, come evidenziato dai dati della Polizia Postale, iniziano spesso con un contatto non richiesto che giunge tramite canali informali. Se ricevete una proposta di investimento attraverso un messaggio sui social, un commento sotto un post o una chiamata da un numero estero, la probabilità che si tratti di un tentativo di frode è vicina alla certezza. I truffatori utilizzano sistematicamente la leva dell’urgenza e della riservatezza. Vi diranno che un’offerta sta per scadere o che dovete agire subito per evitare il blocco di un conto. Questa fretta indotta serve a disattivare la parte analitica del cervello della vittima, spingendola a commettere errori impulsivi.

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La verifica delle piattaforme e delle licenze

Un elemento fondamentale per smascherare il falso trading online è la verifica della legittimità del broker. Ogni società che offre servizi finanziari in Italia deve essere autorizzata dalla Consob o da altre autorità europee equivalenti. Prima di investire, è necessario controllare gli elenchi pubblici disponibili sui siti istituzionali. Spesso i criminali utilizzano nomi simili a quelli di aziende famose per generare confusione. Un esempio pratico è la discrepanza tra l’indirizzo web mostrato nel testo di un’email e l’effettiva destinazione del link. Passando il cursore del mouse sopra un collegamento, senza cliccare, si può leggere l’indirizzo reale: se non corrisponde al dominio ufficiale della banca o del ministero citato, ci si trova davanti a un tentativo di

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phishing.

Promesse di rendimento e metodi di pagamento

Il contenuto della proposta è un altro indicatore di pericolosità. Nel mercato finanziario reale, il rischio è direttamente proporzionale al guadagno. Diffidate di chiunque prometta rendimenti elevati senza rischi o garantisca entrate fisse mensili attraverso algoritmi infallibili. Questi sono i pilastri della retorica dei truffatori. Inoltre, bisogna prestare attenzione alle modalità di deposito del denaro. Se vi viene chiesto di ricaricare carte prepagate, effettuare bonifici verso conti intestati a persone fisiche o inviare criptovalute verso portafogli anonimi, siete certamente di fronte a un’attività illecita. Un broker serio riceve fondi solo su conti correnti societari chiaramente riconducibili all’attività di investimento e fornisce contrattualistica trasparente.

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Identificare i contenuti manipolati dal deep fake

Con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, riconoscere una truffa richiede attenzione anche ai dettagli tecnici di video e audio. Se un personaggio pubblico sembra promuovere una piattaforma finanziaria in un video, osservate bene la sincronia tra il movimento delle labbra e l’audio. Spesso nei deep fake si notano piccole sbavature intorno alla bocca, una mimica facciale leggermente innaturale o una qualità sonora che non corrisponde all’ambiente circostante. Anche nella truffa del Ceo, la voce ricreata sinteticamente può presentare toni metallici o pause ritmiche insolite. Nel dubbio, la procedura corretta prevede sempre di interrompere la comunicazione e contattare il presunto interlocutore attraverso un canale ufficiale e precedentemente noto, come il numero fisso del centralino aziendale o il servizio clienti della propria banca.

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