L'erede che compra le quote degli altri può detrarre tutto il bonus?

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Autore: Angelo Greco

11 aprile 2026

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Chi acquista le quote dei coeredi e mantiene la disponibilità diretta dell’immobile eredita anche le loro quote di detrazione residua del bonus edilizio.

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Tre fratelli ereditano una casa di campagna dal padre, che aveva già usufruito del superbonus e del sismabonus per una ristrutturazione. Ogni fratello detrae la propria quota del credito d’imposta in proporzione alla sua parte di proprietà. Poi due di loro decidono di cedere la propria quota al terzo. A quel punto sorge la domanda: l’erede che compra le quote degli altri può detrarre tutto il bonus? La risposta è sì, a una condizione precisa: il fratello acquirente deve mantenere la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Se questa condizione è soddisfatta, il trasferimento delle quote di detrazione residua segue automaticamente il trasferimento della proprietà.

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Qual è la regola generale sulla detrazione per gli eredi?

Il punto di partenza è l’art. 16-bis, comma 8, del TUIR (D.P.R. 917/1986), che disciplina il trasferimento delle detrazioni per ristrutturazione edilizia in caso di successione. La norma stabilisce che le quote di detrazione non ancora fruite si trasferiscono agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile ristrutturato.

Il requisito della detenzione materiale e diretta non equivale all’obbligo di abitare nell’immobile come residenza principale. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E/2020 ha chiarito che la detrazione compete a chi può

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disporredell’immobile oggetto degli interventi agevolati — cioè chi ne ha la piena disponibilità, anche se non lo utilizza come abitazione principale. Una casa tenuta a disposizione, come nel caso della casa di campagna degli eredi, soddisfa questo requisito.

Cosa succede quando un erede acquista le quote degli altri?

Nel caso concreto, il fratello che acquista le quote degli altri due diventa proprietario esclusivo dell’immobile. A quel punto soddisfa pienamente il requisito della detenzione materiale e diretta, perché può disporre liberamente dell’immobile senza dover condividere la decisione con altri comproprietari.

La circolare n. 17/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce esplicitamente che, in caso di successione, le quote di detrazione non fruite si trasferiscono

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per intero agli eredi che conservano la disponibilità dell’immobile ristrutturato. Per effetto dell’acquisto delle quote, il fratello acquirente subentra anche nelle quote di detrazione residua che spettavano originariamente agli altri due coeredi cedenti.

In termini pratici: se il padre aveva generato un credito d’imposta totale e ciascun figlio ne aveva già detratto una parte nelle annualità precedenti, le quote non ancora fruite dai due fratelli cedenti passano integralmente al fratello acquirente, che le potrà detrarre nelle annualità future insieme alla propria quota originaria.

Qual è la condizione che non deve venire meno?

La condizione essenziale è una sola: il fratello acquirente deve

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mantenere la detenzione materiale e diretta dell’immobile per tutta la durata del periodo di fruizione della detrazione. Se dovesse cedere l’immobile a terzi prima di aver esaurito le rate di detrazione, le quote residue non detratte non potrebbero essere trasferite all’acquirente esterno — salvo che quest’ultimo sia a sua volta un erede che conserva la disponibilità dell’immobile.

Finché l’immobile rimane nella disponibilità del fratello acquirente — anche solo come casa tenuta a disposizione, senza essere adibita ad abitazione principale — il diritto alla detrazione dell’intero credito residuo è pienamente riconosciuto.

Qual è la regola generale che si ricava da questo chiarimento?

Il quadro normativo e interpretativo è coerente: le detrazioni per ristrutturazione edilizia generate da un soggetto poi deceduto seguono l’immobile, non le persone. Chi mantiene la disponibilità dell’immobile eredita anche le quote di detrazione residua, indipendentemente dal fatto che le abbia generate lui o che gli siano pervenute per successione o per acquisto delle quote degli altri coeredi.

Per chi si trova in una situazione simile, la verifica da fare prima di procedere all’acquisto delle quote è semplice: accertarsi che l’immobile resti nella propria disponibilità materiale e diretta, e che le quote di detrazione originarie siano state correttamente calcolate e attribuite in proporzione alle quote di proprietà di ciascun coerede nelle annualità precedenti.

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