Tabella unica nazionale: risarcimenti validi anche per il passato
La Cassazione estende la Tabella Unica Nazionale ai sinistri avvenuti prima del 2025 come criterio equitativo per lesioni oltre il 10 per cento.
La Tabella unica nazionale (Tun) deve essere utilizzata dai giudici per liquidare i danni alla salute anche per gli incidenti avvenuti prima del 5 marzo 2025. Questa è la regola generale che mette fine a anni di disparità nei tribunali italiani. Non importa se la lesione deriva da un incidente stradale, da un errore medico o da qualsiasi altra causa: quando l’invalidità supera il 10 per cento, il parametro di riferimento diventa lo standard nazionale. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8630 del 7 aprile 2026, ha stabilito che questo strumento non agisce in modo retroattivo come una legge, ma come la bussola più precisa a disposizione del giudice per decidere secondo
Indice
Il nuovo standard per le macrolesioni e la responsabilità civile
Il sistema di risarcimento del
Perché la tabella nazionale si applica ai fatti del passato
Un dubbio frequente riguarda la possibilità di applicare una norma del 2025 a un incidente del 2021. La Cassazione spiega che non si tratta di una applicazione retroattiva della legge, vietata dall’ordinamento, ma di una scelta di metodo equitativo. Le tabelle elaborate dai tribunali in passato, come quelle milanesi o romane, non sono leggi, ma semplici guide per i giudici. Quando arriva una tabella approvata dallo Stato con un decreto (dpr 12/2025), questa acquista una forza superiore. Essa è la massima espressione dell’equità perché garantisce
Confronto tra le tabelle di Milano e il nuovo sistema unico
Molti si chiedono se il nuovo sistema sia più o meno generoso rispetto al passato. La verità è che le differenze tra le tabelle milanesi e la Tun sono contenute e si compensano a vicenda. La tabella nazionale riconosce risarcimenti più alti per le invalidità comprese tra il 10 e il 36 per cento e per quelle gravissime, tra l’82 e il 100 per cento. Le tabelle di Milano, invece, restano leggermente più favorevoli nella fascia centrale. Tuttavia, la Tun utilizza dei
Le regole per i processi in corso e i gradi di appello
Per chi ha già una causa in corso, esistono regole precise su come invocare la nuova tabella. Se un processo di primo grado si è concluso applicando i criteri milanesi, la
Ecco come deve avvenire la conservazione della parità di trattamento:
applicando il sistema a punto variabile che riduce il valore in base all’età;
garantendo un incremento più che proporzionale all’aumentare dell’invalidità;
utilizzando la Tun come parametro privilegiato per la valutazione equitativa;
motivando la decisione sulla base dei criteri più recenti e legali.
La riduzione del contenzioso e l’orientamento stragiudiziale
Uno degli obiettivi della sentenza n. 8630 del 2026 è ridurre il numero di cause nei tribunali. Sapendo che esiste un unico parametro nazionale applicabile ovunque, le assicurazioni e i danneggiati possono trovare un accordo più facilmente già nella fase delle trattative amichevoli. Quando il criterio è certo, diminuisce il rischio di disparità tra un tribunale e l’altro, scoraggiando i tentativi di avviare cause solo nella speranza di trovare un giudice che applichi tabelle più “generose”. La certezza del diritto è un bene per tutti: le vittime ottengono risarcimenti tempestivi e le compagnie possono calcolare con precisione gli accantonamenti. La scelta della Suprema Corte di promuovere la Tun come parametro privilegiato serve proprio a stabilizzare il mercato dei risarcimenti, portando l’Italia verso uno standard di civiltà giuridica moderno e trasparente.