Tabella unica nazionale: risarcimenti validi anche per il passato

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Raffaella Mari

15 aprile 2026

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

La Cassazione estende la Tabella Unica Nazionale ai sinistri avvenuti prima del 2025 come criterio equitativo per lesioni oltre il 10 per cento.

Annuncio pubblicitario

La Tabella unica nazionale (Tun) deve essere utilizzata dai giudici per liquidare i danni alla salute anche per gli incidenti avvenuti prima del 5 marzo 2025. Questa è la regola generale che mette fine a anni di disparità nei tribunali italiani. Non importa se la lesione deriva da un incidente stradale, da un errore medico o da qualsiasi altra causa: quando l’invalidità supera il 10 per cento, il parametro di riferimento diventa lo standard nazionale. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8630 del 7 aprile 2026, ha stabilito che questo strumento non agisce in modo retroattivo come una legge, ma come la bussola più precisa a disposizione del giudice per decidere secondo

Annuncio pubblicitario
equità (art. 1226 cod. civ.). Fino a ieri, ogni tribunale seguiva criteri propri, spesso preferendo le tabelle di Milano. Da oggi, il cittadino ha la certezza che il valore della propria salute sia calcolato con criteri uniformi su tutto il territorio, garantendo una giustizia uguale per tutti e riducendo l’incertezza che spesso alimenta le liti legali.

Il nuovo standard per le macrolesioni e la responsabilità civile

Il sistema di risarcimento del

Annuncio pubblicitario
danno biologico subisce una trasformazione profonda grazie all’introduzione della Tun, prevista dal dpr 13 gennaio 2025, n. 12. Questo provvedimento riguarda le cosiddette macrolesioni, ovvero quelle menomazioni che determinano un’invalidità permanente superiore al 10 per cento. La novità principale è che questo standard non si limita solo alla circolazione stradale o alla responsabilità sanitaria. La Suprema Corte chiarisce che il suo utilizzo è generalizzato. Ciò significa che, se una persona subisce una lesione grave cadendo in un centro commerciale o per un infortunio domestico causato da terzi, il risarcimento deve tendenzialmente seguire i valori della tabella nazionale. Il magistrato ha il compito di liquidare il danno basandosi sui criteri più aggiornati disponibili al momento della sua decisione (art. 2056 cod. civ.). La Tun rappresenta oggi il vertice di questa evoluzione, offrendo un sistema a
Annuncio pubblicitario
punto variabile che tutela meglio l’integrità fisica rispetto ai vecchi parametri locali.

Perché la tabella nazionale si applica ai fatti del passato

Un dubbio frequente riguarda la possibilità di applicare una norma del 2025 a un incidente del 2021. La Cassazione spiega che non si tratta di una applicazione retroattiva della legge, vietata dall’ordinamento, ma di una scelta di metodo equitativo. Le tabelle elaborate dai tribunali in passato, come quelle milanesi o romane, non sono leggi, ma semplici guide per i giudici. Quando arriva una tabella approvata dallo Stato con un decreto (dpr 12/2025), questa acquista una forza superiore. Essa è la massima espressione dell’equità perché garantisce

Annuncio pubblicitario
generalità e parità di trattamento. Per spiegare meglio con un esempio: se un giudice deve decidere oggi quanto vale una gamba fratturata in un incidente di tre anni fa, deve usare lo strumento più moderno e giusto che ha sulla scrivania, ovvero la Tun, perché è quella che meglio realizza la progressione del risarcimento in base alla gravità del danno.

Confronto tra le tabelle di Milano e il nuovo sistema unico

Molti si chiedono se il nuovo sistema sia più o meno generoso rispetto al passato. La verità è che le differenze tra le tabelle milanesi e la Tun sono contenute e si compensano a vicenda. La tabella nazionale riconosce risarcimenti più alti per le invalidità comprese tra il 10 e il 36 per cento e per quelle gravissime, tra l’82 e il 100 per cento. Le tabelle di Milano, invece, restano leggermente più favorevoli nella fascia centrale. Tuttavia, la Tun utilizza dei

Annuncio pubblicitario
moltiplicatori più elevati che bilanciano il valore del punto base. Il sistema nazionale assicura che il risarcimento cresca in modo più che proporzionale rispetto alla gravità della lesione. Questo significa che più è alto il grado di invalidità, più la curva del risarcimento sale velocemente, evitando che il danno venga sottovalutato nelle situazioni più drammatiche. La parità di trattamento si ottiene quindi non solo confrontando le cifre finali, ma assicurando un procedimento di calcolo omogeneo per ogni cittadino.

Le regole per i processi in corso e i gradi di appello

Per chi ha già una causa in corso, esistono regole precise su come invocare la nuova tabella. Se un processo di primo grado si è concluso applicando i criteri milanesi, la

Annuncio pubblicitario
Tabella unica nazionale può essere introdotta nel giudizio d’appello solo a determinate condizioni. Non basta lamentarsi della cifra ricevuta. Il ricorrente deve aver contestato specificamente la scelta del parametro di equità usato dal primo giudice. Se l’appello riguarda solo l’importo e non il metodo di calcolo, la Tun non può entrare nel processo. Questo serve a garantire la stabilità dei giudizi e a non rimettere in discussione ogni sentenza in modo automatico. In Cassazione, invece, è possibile richiamare la Tun solo se la questione non richiede nuovi accertamenti sui fatti ma riguarda solo l’applicazione corretta dei principi di diritto (art. 1226 cod. civ.).
Annuncio pubblicitario

Ecco come deve avvenire la conservazione della parità di trattamento:

  • applicando il sistema a punto variabile che riduce il valore in base all’età;

  • garantendo un incremento più che proporzionale all’aumentare dell’invalidità;

  • utilizzando la Tun come parametro privilegiato per la valutazione equitativa;

  • motivando la decisione sulla base dei criteri più recenti e legali.

La riduzione del contenzioso e l’orientamento stragiudiziale

Uno degli obiettivi della sentenza n. 8630 del 2026 è ridurre il numero di cause nei tribunali. Sapendo che esiste un unico parametro nazionale applicabile ovunque, le assicurazioni e i danneggiati possono trovare un accordo più facilmente già nella fase delle trattative amichevoli. Quando il criterio è certo, diminuisce il rischio di disparità tra un tribunale e l’altro, scoraggiando i tentativi di avviare cause solo nella speranza di trovare un giudice che applichi tabelle più “generose”. La certezza del diritto è un bene per tutti: le vittime ottengono risarcimenti tempestivi e le compagnie possono calcolare con precisione gli accantonamenti. La scelta della Suprema Corte di promuovere la Tun come parametro privilegiato serve proprio a stabilizzare il mercato dei risarcimenti, portando l’Italia verso uno standard di civiltà giuridica moderno e trasparente.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui