L'apprendista deve dare il preavviso per dare le dimissioni?
Guida pratica sulle dimissioni nell’apprendistato: tempi da rispettare, calcolo della penale e i casi in cui si può lasciare il lavoro subito.
Molti giovani entrano nel mondo del lavoro attraverso l’apprendistato con l’idea che si tratti di un periodo di prova infinito o di una sorta di stage. Niente di più lontano dalla realtà. In questo articolo analizzeremo il seguente problema: l’apprendista deve dare il preavviso per dare le dimissioni? È un tema che scotta perché spesso ci si trova a voler cambiare aria in fretta, magari per un’offerta di lavoro migliore, senza sapere che un addio improvviso può costare molto caro. Contrariamente a quanto si crede, questo contratto non è una porta girevole: è un impegno serio, un rapporto a tempo indeterminato “mascherato” da formazione. Capire come uscirne senza rimetterci metà dello stipendio è fondamentale per chiunque stia muovendo i primi passi in azienda o nello studio professionale.
Indice
Come funziona il contratto di apprendistato?
La legge è molto chiara: l’apprendistato è a tutti i costi un rapporto di lavoro subordinato. Nonostante la sua forte finalità formativa, i giudici lo definiscono come un rapporto a tempo indeterminato che si divide in due tempi (Cass. Civ. n. 2365/2020). La prima fase serve a imparare il mestiere, mentre la seconda è il proseguimento naturale del lavoro una volta ottenuta la qualifica. Poiché si tratta di un contratto stabile fin dal primo giorno (dlgs 81/2015), non si può interrompere senza seguire le regole valide per tutti gli altri lavoratori.
Il problema legale nasce dal fatto che molti apprendisti pensano di poter “mollare tutto” da un giorno all’altro proprio perché sono ancora in una fase di apprendimento. La soluzione giuridica è invece opposta: se decidi di andartene dopo che è finito il periodo di prova, devi dare al tuo datore di lavoro il tempo di trovare un sostituto. Questo tempo si chiama preavviso e serve a evitare che l’azienda rimanga scoperta da un momento all’altro (art. 2118 cod. civ.). Se firmi un contratto di apprendistato, accetti anche le clausole che regolano la fine del rapporto.
Quanto preavviso deve dare l’apprendista dimissionario?
Non esiste un numero di giorni uguale per tutti gli apprendisti. La durata del
In genere, i giorni di preavviso vengono calcolati in base al livello che raggiungerai alla fine del percorso formativo. Questo significa che più la tua qualifica finale è alta, più tempo dovrai “concedere” al capo prima di andartene. Per fare un esempio pratico:
se il tuo contratto prevede 15 giorni di preavviso e decidi di andartene il 1° del mese, dovrai lavorare fino al 15;
Annuncio pubblicitariose te ne vai senza dire nulla e sparisci il giorno stesso, il datore di lavoro ha il diritto di trattenerti i soldi corrispondenti a quei 15 giorni dall’ultima busta paga;
l’obbligo di preavviso deve essere rispettato anche se le dimissioni avvengono proprio alla fine del periodo formativo (art. 42 dlgs 81/2015).
Cosa succede se l’apprendista non rispetta il preavviso?
Se l’apprendista decide di andarsene con effetto immediato, senza rispettare i tempi del contratto, scatta una penale economica. Questa somma è chiamata indennità sostitutiva del preavviso (art. 2118 cod. civ.). In pratica, è come se tu comprassi la tua libertà: invece di lavorare durante quei giorni, “paghi” l’azienda per il disturbo causato dalla tua partenza improvvisa.
La giurisprudenza spiega che il preavviso ha una efficacia obbligatoria (Cass. Civ. n. 27934/2021). Questo significa che il rapporto di lavoro si interrompe subito nel momento in cui dai le dimissioni, ma sorge l’obbligo di pagare. L’importo dell’indennità è pari alla retribuzione lorda che avresti percepito se avessi lavorato durante il periodo di preavviso (Trib. Udine n. 38/2022). Se guadagni 50 euro al giorno e il preavviso è di 10 giorni, l’azienda ti toglierà 500 euro dal saldo finale. Esiste però una via d’uscita: puoi chiedere al datore di lavoro di rinunciare al preavviso. Se lui accetta, puoi andartene subito senza pagare nulla.
Quando si possono dare le dimissioni senza preavviso?
Esistono situazioni specifiche in cui l’apprendista può lasciare il posto di lavoro senza dover dare un solo giorno di preavviso e senza pagare alcuna penale. Queste eccezioni sono previste per tutelare il lavoratore in momenti particolari o di fronte a gravi mancanze dell’azienda.
I casi principali sono i seguenti:
durante il periodo di prova, dove sia il lavoratore che il datore possono interrompere il rapporto in qualsiasi momento e senza motivazione;
in caso di giusta causa, ovvero quando il datore di lavoro commette una mancanza così grave da non permettere la prosecuzione del lavoro, come il mancato pagamento dello stipendio o casi di mobbing;
nel periodo che va dalla gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino per la madre, o per il padre che ha usato il congedo di paternità (art. 55 dlgs 151/2001);
in caso di accordo consensuale con il datore di lavoro per risolvere il contratto immediatamente.
Se ti dimetti per giusta causa
Quali sono i termini di preavviso nei vari settori?
Ogni settore economico ha le sue regole. Per sapere esattamente quanti giorni devi dare, devi recuperare il testo del tuo CCNL. Spesso questi documenti sono lunghi e complessi, ma la sezione sulle dimissioni contiene tabelle molto chiare.
Ecco alcuni esempi di come variano le regole:
nell’artigianato, esistono tabelle specifiche che distinguono tra operai e impiegati, con giorni di preavviso che aumentano con l’anzianità;
nel
terzo settore e nelle cooperative sociali, il preavviso è spesso legato al livello di inquadramento finale previsto per l’apprendista;Annuncio pubblicitarionel settore del commercio e terziario, se non rispetti il termine stabilito, l’azienda applica rigorosamente la trattenuta in busta paga;
in alcuni settori come l’edilizia artigiana, il tempo di preavviso richiesto all’apprendista che si dimette è spesso la metà di quello che l’azienda dovrebbe dare in caso di licenziamento.
Ricorda che il calcolo dei giorni di solito parte dal 1° o dal 16° giorno del mese, ma anche questo dettaglio dipende dal contratto collettivo specifico. Se sbagli il calcolo anche solo di un giorno, l’azienda potrebbe comunque trattenerti una parte dello stipendio.
Come si comunicano ufficialmente le dimissioni telematiche?
Oggi non basta più consegnare una lettera scritta a mano o una email al proprio capo. Per essere valide, le dimissioni devono essere inviate attraverso una procedura telematica ministeriale (art. 26 dlgs 151/2015). Questa regola serve a evitare il fenomeno delle “dimissioni in bianco”, ovvero lettere firmate sotto ricatto al momento dell’assunzione.
L’apprendista deve accedere al portale del Ministero del Lavoro (servizio Dimissioni Volontarie) tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica. In questo modulo dovrai indicare la data di inizio del rapporto, i dati dell’azienda e, soprattutto, la data dell’ultimo giorno di lavoro. È proprio qui che devi fare i conti con il preavviso: la data di decorrenza deve tener conto dei giorni stabiliti dal tuo CCNL. Una volta inviato il modulo, il sistema invia automaticamente una notifica via PEC al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro. Se non segui questa procedura online, le tue dimissioni sono considerate inefficaci, come se non le avessi mai date, e il contratto rimane attivo a tutti gli effetti di legge.