Rottamazione quinquies: come fare domanda entro il 30 aprile 2026?
Scade il 30 aprile 2026 la domanda per la rottamazione quinquies. Si presenta solo online, si pagano capitale e spese, si azzerano sanzioni e interessi. Fino a 54 rate in nove anni.
Il tempo stringe. Il 30 aprile 2026 è l’ultima data utile per aderire alla rottamazione quinquies, la sanatoria fiscale che consente di regolarizzare i debiti con il fisco pagando solo il capitale dovuto e le spese accessorie, senza sanzioni e senza interessi. Chi non presenta la domanda entro quella data perde definitivamente l’opportunità. Non sono previste proroghe.
Come fare domanda della Rottamazione quinquies entro il 30 aprile 2026? È la domanda pratica a cui risponde questo articolo, analizzando nel dettaglio la procedura operativa, i carichi che rientrano nella sanatoria, le modalità di pagamento, e i rischi legati alla scelta di rinunciare a un giudizio pendente per aderire alla definizione agevolata. La normativa di riferimento è l’articolo 1, commi da 82 a 101, della legge 199/2025. Il soggetto che gestisce la procedura è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, raggiungibile sul portale www.agenziariscossione.gov.it. La domanda si presenta esclusivamente online. Non ci sono alternative cartacee o sportelli fisici per la presentazione.
Indice
Chi può aderire e quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies?
Il primo passo, prima ancora di pensare alla procedura, è verificare se i propri debiti rientrano nell’ambito applicativo della sanatoria. Non tutti i carichi affidati all’Agente della riscossione sono rottamabili.
Rientrano nella rottamazione quinquies i carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, ma solo se appartengono a determinate categorie. La prima categoria riguarda i debiti derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di controllo automatizzato, disciplinate dagli articoli 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e dagli articoli 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972. La seconda categoria comprende i contributi previdenziali dovuti all’INPS non versati, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento. La terza categoria riguarda le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada irrogate dalle competenti amministrazioni dello Stato, cioè le Prefetture.
Sono invece esclusi dalla sanatoria i carichi relativi alle multe per violazioni del codice della strada irrogate dalla polizia locale del Comune, le cartelle TARI emesse dai Comuni, e i carichi derivanti da avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima esclusione è importante: i debiti nati da un accertamento fiscale non possono essere rottamati con la quinquies.
I carichi ammessi possono essere rottamati anche se erano già stati oggetto di precedenti misure agevolative, con una sola eccezione: i carichi inclusi in piani di rottamazione quater o di riammissione alla rottamazione quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano versate tutte le rate scadute a quella data.
Come richiedere il prospetto informativo prima di fare domanda?
Prima di presentare la domanda di adesione, è consigliabile richiedere il cosiddetto prospetto informativo, uno strumento che consente al contribuente di conoscere preventivamente i debiti che rientrano nella definizione agevolata, l’importo complessivo dovuto in caso di adesione e il piano di pagamento ipotizzabile.
Il prospetto informativo contiene l’elenco delle cartelle di pagamento e degli avvisi di addebito INPS definibili, con l’indicazione delle somme dovute al netto di eventuali diritti di notifica, spese per procedure esecutive e interessi di dilazione. È uno strumento di pianificazione, non un atto vincolante: richiederlo non significa aderire alla sanatoria.
Il prospetto si può richiedere in due modi. Il primo è attraverso l’area riservata del portale, accedendo con SPID, CIE o CNS. In questo caso non serve allegare documenti di riconoscimento, e il prospetto viene inviato via email entro circa 12 ore dalla richiesta, tramite un link valido per 120 ore. I professionisti e le imprese possono accedere anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. Gli intermediari fiscali possono operare per conto dei propri assistiti attraverso l’area riservata EquiPro.
Il secondo modo è attraverso l’area pubblica del portale, senza necessità di autenticazione. In questo caso i tempi sono più lunghi e occorre allegare documentazione di riconoscimento, che varia a seconda del soggetto richiedente. Per le persone fisiche serve una dichiarazione sostitutiva sottoscritta ai sensi degli articoli 46 e 76 del DPR 445/2000 e una copia del documento di identità in corso di validità. Per i condomini serve la dichiarazione dell’amministratore attestante la propria carica, il verbale di nomina assembleare con indicazione della data e il documento di identità. La procedura si articola in più fasi: una prima email con un link da convalidare entro 72 ore, una seconda email di conferma della presa in carico, e infine una terza email con il link per scaricare il prospetto entro 5 giorni.
Come si presenta la domanda di adesione?
La domanda di adesione alla rottamazione quinquies deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 esclusivamente in via telematica, attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non esistono modalità alternative.
Anche per la domanda sono disponibili due percorsi: area riservata e area pubblica.
Attraverso l’area riservata, dopo l’autenticazione con SPID, CIE o CNS, il sistema propone automaticamente l’elenco dei carichi rottamabili. Il contribuente seleziona quelli che intende includere nella domanda e indica se intende pagare in un’unica soluzione o a rate. Se alcuni debiti non hanno i requisiti previsti dalla normativa, il sistema non consente di selezionarli: l’esclusione avviene automaticamente.
Attraverso l’area pubblica, senza necessità di autenticazione, il contribuente compila la domanda inserendo i numeri identificativi delle cartelle di pagamento o degli avvisi di addebito INPS che vuole includere nella definizione, allega la documentazione di riconoscimento prevista, specifica le modalità di pagamento e rende le dichiarazioni obbligatorie. Solo al completamento di tutti questi passaggi la domanda può essere validamente trasmessa.
In entrambi i casi, se il contribuente vuole aderire con riferimento a carichi oggetto di giudizi pendenti, deve dichiarare espressamente nella domanda la propria volontà di rinunciare a quei giudizi. Questa dichiarazione è un elemento essenziale: senza di essa, la domanda non produce effetti sui procedimenti in corso.
Quali sono le modalità di pagamento e le scadenze?
Entro il 30 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà a tutti i contribuenti che hanno aderito una comunicazione contenente l’ammontare complessivo delle somme dovute e i moduli di pagamento precompilati. Chi ha presentato la domanda attraverso l’area riservata riceverà la comunicazione esclusivamente in quell’area.
Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure in forma rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo. Le rate hanno scadenze distribuite dal 31 luglio 2026 fino al 31 maggio 2035, per una durata complessiva di nove anni. La rata minima non può essere inferiore a 100 euro. In caso di pagamento rateale, sono dovuti interessi al tasso del 3 per cento annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
I canali di pagamento disponibili sono molteplici: il sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’app EquiClick, la domiciliazione sul conto corrente, i moduli di pagamento utilizzabili presso sportelli bancari, uffici postali, home banking, ricevitorie e tabaccai, sportelli bancomat abilitati ai servizi Cbill, Postamat, e gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione previo appuntamento.
Cosa succede ai giudizi pendenti se si aderisce alla rottamazione?
Questo è il profilo più delicato della rottamazione quinquies, quello che richiede la maggiore attenzione e la valutazione più ponderata.
Se i carichi che si vogliono rottamare sono oggetto di giudizi pendenti, la presentazione della domanda di adesione produce la
Dopo il pagamento della prima rata, l’estinzione del giudizio viene dichiarata dal giudice su richiesta del debitore, dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione o dell’ente creditore, previa presentazione della dichiarazione di adesione, della comunicazione delle somme dovute e della documentazione attestante il versamento. Su questo punto si sono espresse le Sezioni Unite della Cassazione con le sentenze gemelle n. 5889 e n. 5890 del 15 marzo 2026.
Ma qui sta il rischio che bisogna valutare con attenzione. Se il contribuente aderisce alla rottamazione e poi decade dalla sanatoria, per esempio perché non paga una rata entro la scadenza prevista (ricordando che non è più previsto il beneficio dei cinque giorni di tolleranza), si troverà in una situazione molto scomoda: avrà perso i benefici della sanatoria e avrà rinunciato a un giudizio che avrebbe potuto concludersi a suo favore. Questa doppia perdita può avere conseguenze economiche significative, soprattutto se il giudizio aveva buone probabilità di esito favorevole.
La scelta di aderire alla rottamazione rinunciando a un giudizio pendente non dovrebbe mai essere presa senza una valutazione approfondita delle probabilità di successo del contenzioso e della sostenibilità del piano di pagamento.
Conclusioni: chi deve fare domanda non può aspettare oltre
Il 30 aprile 2026 non è una scadenza rinviabile. Chi ha debiti che rientrano nell’ambito applicativo della rottamazione quinquies e intende aderire deve attivarsi immediatamente, perché la procedura richiede alcune valutazioni preliminari che non si possono fare in fretta.
La prima cosa da fare è richiedere il prospetto informativo, per avere un quadro chiaro della propria posizione debitoria e dell’importo che si dovrebbe pagare. La seconda è verificare se ci sono giudizi pendenti sui carichi che si vogliono rottamare, e valutare se conviene rinunciarvi. La terza è verificare la sostenibilità del piano di pagamento, scegliendo tra unica soluzione e rateizzazione in modo da non rischiare la decadenza.
La rottamazione quinquies è un’opportunità concreta per chi ha debiti fiscali accumulati negli anni e vuole liberarsene pagando solo il capitale, senza sanzioni e senza interessi. Ma è anche un impegno che dura fino al 2035. Chi aderisce deve essere sicuro di poter rispettare ogni scadenza, perché un solo ritardo, senza più la tolleranza dei cinque giorni, fa decadere l’intera sanatoria.