Danno biologico: la Tabella unica nazionale diventa la regola per tutti

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Autore: Raffaella Mari

22 aprile 2026

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

La Cassazione estende l’uso della Tun a ogni lesione macropermanente. Risarcimenti più uniformi, ma scendono i rimborsi per l’inabilità temporanea.

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La Tabella unica nazionale (Tun) non è più solo un manuale per gli incidenti stradali. Da oggi, rappresenta la bussola per ogni giudice che deve decidere quanto spetta a una persona vittima di gravi lesioni. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 8630/2026, ha stabilito che questo strumento deve orientare il risarcimento del danno biologico in ogni situazione, anche per fatti accaduti prima della sua entrata in vigore ufficiale. Non conta più solo la data del sinistro, ma il momento in cui il magistrato firma la liquidazione. Se la decisione arriva dopo il

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5 marzo 2025, la Tun diventa il parametro di riferimento. Questa novità nasce dall’esigenza di avere sentenze uguali in tutta Italia, evitando che una lesione grave valga cifre diverse a seconda del tribunale che emette il verdetto. Il sistema punta alla prevedibilità, ma introduce tagli pesanti sui rimborsi giornalieri per chi non può lavorare.

La Tun diventa il parametro universale per l’equità

La regola generale stabilisce che la

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Tabella unica nazionale si applica per liquidare il danno biologico da lesioni macropermanenti anche oltre il suo ambito originario. In passato questo strumento serviva solo per i sinistri causati dalla circolazione stradale. Gli Ermellini chiariscono che la tabella è un parametro del potere equitativo del giudice (art. 1226 cod. civ. e art. 2056 cod. civ.). Anche se la legge non obbliga formalmente a usare la Tun per ogni tipo di danno alla salute, la magistratura la preferisce per garantire l’uniformità del trattamento tra i cittadini. Questo significa che se una persona subisce una lesione grave in un ospedale o per una caduta in un centro commerciale, il calcolo del risarcimento seguirà i valori nazionali. La Tun smette di essere un semplice allegato del
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Codice delle assicurazioni (cod. ass.) e si trasforma nel benchmark generale della giustizia civile italiana.

Regole chiare per i processi in corso e per il futuro

L’applicazione della nuova tabella riguarda tutti i giudizi che arrivano a una decisione dopo il 5 marzo 2025. Non ha importanza quando è avvenuto l’incidente. Il giudice di primo grado deve utilizzare i criteri più aggiornati nel momento in cui esercita il suo potere di liquidazione. Se un processo è iniziato anni fa ma la sentenza viene scritta oggi, il magistrato deve guardare alla Tun. La situazione cambia per i gradi di giudizio successivi. In appello, il ricorso ai nuovi parametri è possibile solo se una delle parti ha contestato esplicitamente il metodo di calcolo usato in primo grado. Se il ricorso riguarda solo la somma finale senza mettere in discussione quale tabella usare, il criterio non cambia. Questo limite serve a tutelare il

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giudicato interno e impedisce di riaprire discussioni tecniche che le parti hanno accettato implicitamente.

Risarcimenti giornalieri più bassi per l’inabilità temporanea

Il punto più dolente della riforma riguarda l’invalidità temporanea. Si parla dei giorni in cui il danneggiato è impossibilitato a svolgere le proprie attività quotidiane durante la guarigione. La Tabella unica nazionale fissa un valore base di 56,18 euro al giorno per l’invalidità totale. Questa cifra può salire tra il 30% e il 60% per coprire la sofferenza morale. Tuttavia, i valori restano molto lontani da quelli delle Tabelle milanesi 2024, che prevedevano tra 115 e 173 euro al giorno. Per rendere l’idea della differenza, si può guardare a questi esempi pratici:

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  • una persona che rimane immobile a letto per dieci giorni riceve oggi circa 560 euro di base;

  • con i vecchi criteri dei tribunali la stessa persona avrebbe ottenuto oltre mille euro;

  • le compagnie assicurative utilizzeranno quasi sempre il valore minimo nelle loro offerte;

  • ottenere aumenti legati al danno morale sarà difficile senza prove documentali eccezionali.

Il rischio concreto è una compressione verso il basso dei rimborsi per la parte del danno che capita più frequentemente ai cittadini.

Il giudice può discostarsi solo con una motivazione forte

Nonostante la centralità della Tun, l’equità resta il criterio sovrano della giustizia. Un giudice può ancora decidere di usare parametri diversi, come le tabelle dei tribunali di

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Milano o Roma, ma deve affrontare un onere motivazionale molto pesante. La sentenza della Cassazione chiarisce che ignorare la tabella nazionale richiede una spiegazione specifica e puntuale. Poiché la Tun ha una origine normativa, possiede una forza superiore rispetto alle tabelle create dai magistrati nei tribunali locali. Se il caso rientra tra quelli previsti dalla legge, come gli incidenti stradali, è quasi impossibile per il giudice applicare criteri diversi. Negli altri ambiti il margine di manovra è leggermente superiore, ma la tendenza del sistema è ormai quella di standardizzare ogni risarcimento su scala nazionale per evitare disparità di trattamento tra Nord e Sud.
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Possibili effetti anche sulle lesioni di lieve entità

La decisione della Corte si concentra sulle lesioni macropermanenti, ma la sua logica potrebbe espandersi. Le cosiddette micropermanenti, ovvero i danni che vanno dall’1% al 9% di invalidità, oggi seguono le regole dell’articolo 139 del Codice delle assicurazioni (cod. ass.). Tuttavia, l’insistenza dei giudici sulla ricerca di un parametro unico e uniforme suggerisce che la Tun diventerà il punto di riferimento anche per i piccoli incidenti non legati alle auto. Fino a oggi si usavano le tabelle pretorie, ma la spinta verso la standardizzazione favorisce l’emersione di nuovi orientamenti. La Tun non è ancora obbligatoria per legge in ogni settore, ma la sua ombra si allunga su tutto il contenzioso civile. Le vittime di piccoli incidenti domestici o infortuni sul lavoro potrebbero vedere i loro risarcimenti calcolati con la stessa lente usata per i grandi sinistri stradali.

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