Rottamazione quinquies, proroga della scadenza per aderire: ecco quanto tempo c'è ancora
Il Parlamento lavora alla proroga della Rottamazione quinquies e a nuovi sconti per il Concordato biennale. Ecco le novità su rate, scadenze e iperammortamento.
Il Parlamento accelera per riscrivere le regole della pace fiscale e del concordato preventivo biennale, puntando a una riapertura dei termini che permetterebbe a migliaia di contribuenti di regolarizzare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. La novità principale riguarda lo slittamento della scadenza per aderire alla Rottamazione quinquies, attualmente fissata al 30 aprile 2026, e il recupero dei soggetti decaduti dalle precedenti edizioni. La regola generale che muove queste manovre è la necessità di garantire allo Stato entrate costanti, offrendo al contempo ossigeno a chi è rimasto escluso dai benefici a causa di ritardi minimi o difficoltà finanziarie temporanee.
Indice
La corsa contro il tempo per la rottamazione quinquies
Il pressing delle forze politiche, con in testa la Lega, mira a modificare il perimetro della definizione agevolata attraverso emendamenti al decreto fiscale in discussione al Senato. Nonostante il termine telematico per la presentazione delle domande scada giovedì 30 aprile 2026, il dibattito parlamentare suggerisce uno slittamento imminente. L’obiettivo primario è la riammissione dei contribuenti che sono decaduti dalla
Il Ministero dell’Economia ha mostrato un’apertura, condizionata alla disponibilità di coperture finanziarie. La proposta in esame prevede una sorta di scudo per chi ha commesso errori formali o lievi ritardi, cercando di evitare che il sistema di riscossione diventi un muro insormontabile per le imprese e le famiglie in difficoltà.
Novità su rate, tolleranza e tributi locali
La nuova versione della sanatoria punta a essere molto più flessibile rispetto al passato. Tra le modifiche più attese vi è l’estensione del piano di ammortamento del debito, che potrebbe arrivare a coprire un arco temporale di nove anni attraverso
Al centro della discussione parlamentare ci sono anche altri punti tecnici di rilievo:
ripristino dei cinque giorni di tolleranza per il versamento di ogni singola rata, eliminando la rigidità assoluta delle scadenze;
possibile estensione della procedura ai tributi locali gestiti direttamente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione;
ipotesi di un contributo forfettario di 2 euro a contribuente per coprire le spese amministrative di attivazione proposte dall’Anci;
Il rilancio del concordato preventivo biennale
Parallelamente alla rottamazione, il Governo sta lavorando per rendere più appetibile il
Se per i contribuenti virtuosi (voti tra 8 e 10) le aliquote di incremento sono già contenute, la nuova strategia punta a coinvolgere chi si trova sotto la soglia della sufficienza. Le ipotesi di lavoro prevedono una tassazione agevolata dell’eccedenza di reddito proposta con aliquote fisse:
aliquota al 30% per i contribuenti con voto Isa compreso tra 6 e 8;
aliquota al 35% per chi ha ottenuto un punteggio inferiore al 6;
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Per i circa 460.000 contribuenti che devono rinnovare l’accordo per il biennio successivo, si profila invece uno sconto ulteriore, con incrementi dimezzati che potrebbero scendere fino al 5% per i profili più affidabili.
Coordinamento con l’iperammortamento e deduzioni
Un altro tassello fondamentale dell’analisi riguarda il raccordo tra il concordato e le agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali. Attualmente, il reddito concordato non sembra compatibile con la deduzione del 180% prevista dall’ultima manovra finanziaria per l’iperammortamento.
Il decreto fiscale in fase di conversione dovrebbe correggere questa asimmetria, consentendo alle imprese di beneficiare della superdeduzione anche all’interno della cornice del concordato. Si tratterebbe di un intervento simile a quello già operato per la superdeduzione dei neoassunti al 120-130%, garantendo che l’adesione al patto con il fisco non penalizzi chi decide di investire in innovazione tecnologica e sviluppo industriale. Questa integrazione è vista come un passaggio necessario per non frenare la modernizzazione del sistema produttivo nazionale in un momento di complessa congiuntura economica.